Due passi in città


Quelli che... la sacrestia è confortevole e affrescata, ma non è esattamente casa loro. Ovvero: da laici cristiani, nel sociale e nel politico.

8xmille

Quanto fa 8 x 1000?

di Andrea Dessardo

 

Può forse sembrare arido parlare di soldi e dell’8×1000. Può esserlo senza considerare il suo senso più profondo, che è quello della corresponsabilità dei fedeli alla vita della Chiesa. Attorno al tema ci sono purtroppo troppa ignoranza e molti pregiudizi anche tra gli stessi fedeli, proveremo pertanto a fare un po’ di chiarezza.

Come nasce

Il sistema vede la luce molto tardi, soltanto in seguito alla revisione del Concordato firmata nel 1984, come sviluppo del Magistero conciliare e della Costituzione repubblicana. Infatti né la cosiddetta Legge delle Guarentigie del 1871 né i Patti Lateranensi del 1929 avevano messo in discussione il sistema degli assegni di congrua istituiti dopo che nel 1866-67 lo Stato aveva incamerato i beni delle congregazioni religiose e di molti enti ecclesiastici: si era posto parziale rimedio con l’istituzione del Fondo per il culto e le “congrue” dispensate dallo Stato ai soli vescovi, parroci e canonici.Leggi tutto

Ferriera

Abitare il sociale senza il “partito dei cattolici”

di Giovanni Grandi

Non ci è voluto molto tempo perché il dopo-Family Day approdasse – ancora una volta – alla nascita di un partito politico, nel tentativo di tradurre in consenso elettorale i numeri della piazza. Questa volta il primo a muoversi è stato Mario Adinolfi (insieme a Gianfranco Amato), con una proposta (vedi) non a caso rivolta in primis ai cattolici, orfani (presunti) ora di rappresentanti all’altezza, ora di un’organizzazione partitica in grado di condurre efficacemente alcune battaglie a livello legislativo. L’interrogativo è se davvero sia questo il tipo di soluzioni a cui guardare, lì dove si cercano i modi per meglio contribuire da cristiani alla promozione del bene comune. Ha senso un nuovo partito “dei cattolici”? Oppure occorre prendere in considerazione altre vie per abitare il sociale?Leggi tutto

UNIVERSITA' TOR VERGATA 
 STUDENTI UNIVERSITARI
AULA UNIVERSITARI

La FUCI e le grazie… collaterali

di Giulio Bartoli

 

 

Chi da giovane non si è sentito profondamente messo in discussione davanti alla scelta del proprio futuro, iniziando a immaginare per sé molteplici scenari, spesso anche radicalmente alternativi? Ma con il tempo e con l’esperienza, tutti abbiamo sentito, magari per un attimo, la certezza di aver fatto proprio la scelta giusta per la vita.

La scelta universitaria è spesso la prima scelta autonoma e definitiva della vita di un giovane, una questione dunque seria ed entusiasmante assieme. Il tempo che separa gli studenti degli ultimi anni di liceo dalla scelta universitaria è quindi un momento privilegiato per conoscere se stessi e il mondo. Per passare dai dubbi alle certezze infatti è sempre d’aiuto toccare con mano la realtà delle cose, così da inserire i propri sogni nel mondo. Con questa intenzione il gruppo FUCI e i ragazzi del Movimento Studenti di Azione Cattolica hanno organizzato una serie di incontri diorientamento universitario (con il nome di Facoltà di Scelta) per i ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori, che si sono tenuti presso il Collegio Cuor di Gesù tra gennaio e febbraio.Leggi tutto

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Don Francesco Bonifacio: assistente fino al martirio

di Erik Moratto

 

Guardando l’immagine del beato Bonifacio che appare in alcune chiese può venire in mente un sacerdote buono, semplice, senza problemi, in un mondo senza difficoltà. Al che un giovane o un adulto potrebbe esclamare, “ma con tutti i problemi che go, cossa te vol che me disi sto qua?”.

Ebbene, Mario Ravalico ci racconta in questo libro, dopo aver ricordato le vicende storiche del confine orientale, come il beato Bonifacio di lotte, anche interiori, ne avesse tante nelle campagne della curazia di Crassiza, vicino a Grisignana. Non mancavano famiglie povere da sfamare, ragazzi da educare alla fede, strade lunghe e infangate, e poi la guerra, con scontri frequenti tra fascisti e presunti liberatori, con morti figli di nessuno che reclamavano almeno una sepoltura come ultimo segno di misericordia. E da ultima, goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella forte proposta di adesione all’Azione Cattolica, per giunta con la dicitura “italiana”, che agli occhi dei seguaci di Tito era un aperto atto di sfida rispetto all’indottrinamento comunista del popolo.Leggi tutto

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ACR travel

Tutti i ragazzi tra i 12 e i 14 anni che partecipano all’ACR (ma anche amici interessati) sono invitati alla giornata 12/14 che si terrà domenica 13 marzo, secondo il seguente orario:

– alle 8.30 ritrovo in piazza Oberdan alla fermata del tram (munirsi di biglietto del bus) per destinazione Opicina, dove verrà trascorsa la giornata;
– Santa Messa alle 18 nella chiesa di Maria Regina del Mondo in via Carsia, a cui sono invitati anche i genitori.
L’iscrizione alla giornata è di 4 euro a testa. Il pranzo sarà al sacco.
Le adesioni vanno inviate dai responsabili parrocchiali ACR all’email acr@azionecattolica.trieste.it entro mercoledì 9 marzo!

 

 

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Impregnare di Vangelo

di Davide Martini

 

Verniciare od impregnare? Questo il leitmotiv dell’assemblea diocesana di Azione Cattolica (dal titolo La forza del passato, il coraggio del futuro. Stare in modo unico in una stagione unica) che ha avuto luogo domenica 28 febbraio presso il Seminario vescovile di via Besenghi. Nell’interrogativo iniziale consisteva il cuore della relazione del presidente diocesano Giovanni Grandi. E l’intervento di Giovanni voleva provare a rendere più chiaro l’invito del presidente nazionale Matteo Truffelli di “abitare” il nostro tempo così complesso in modo speciale, da cristiani (vedi il corsivo del sottotitolo dell’incontro). Per questo la riflessione si è concentrata secondo le parole del presidente: «Nell’analisi della nostra cultura, delle condizioni in cui ci chiede di giocare – se vogliamo partecipare e non essere spettatori urlanti ai margini del campo – e delle sue fragilità specifiche, di cui è importante farsi carico».Leggi tutto