Editoriali


Quel che si vede, si pensa e si propone in Azione Cattolica a Trieste

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Un puzzle chiamato Azione cattolica

di Gianguido Salvi

 

«…va compiuto un investimento generoso, in termini di tempo e di uomini, per la formazione di educatori in tutte le nostre comunità e per i fondamentali ambiti della vita umana. È questo un compito per cui contiamo particolarmente sull’Azione cattolica»

Cardinale C.M. Martini

Ho sempre letto, devo ammettere, queste parole con difficoltà. Il carico di responsabilità, la fatica sottesa, l’impegno richiesto mi hanno spesso messo in crisi nel mio radicato convincimento che la mia vita era già troppo piena, ricca di altro, la famiglia, il lavoro, gli amici, il piacere dei viaggi, la bellezza del mondo che mi circondava mi bastavano a tal punto da non accorgermi di un mio errore di fondo.

«L’investimento generoso» dell’aderente di Azione cattolica deve per forza rappresentare una fatica, un ulteriore impegno? Mi è bastato frequentare in passato, come ho fatto in questo periodo, i momenti elettivi delle Azioni cattoliche parrocchiali della mia diocesi per capire; nessuna fatica, nessun impegno, solo un ulteriore tassello, una nuova tessera che mancava per far crescere il puzzle della mia vita. In definitiva questo siamo noi, un insieme complesso di tessere che cerchiamo, troviamo e uniamo ogni giorno in un meraviglioso disegno di cui non conosciamo la fine ma che sappiamo il Signore ha pensato per noi. Di conseguenza, una volta inquadrato che il “tassello” Azione cattolica mi era fondamentale nella ricostruzione del mio personalissimo puzzle, i miei dubbi e le mie difficoltà sono scomparsi. Noi viviamo, da quando camminiamo su questa Terra, per il confronto, il dialogo gioioso, la partecipazione e compartecipazione delle nostre emozioni, delle nostre conquiste, delle nostre esperienze, con la speranza che le stesse possano essere trasmesse agli altri in un filo continuo che ci faccia sentire coinvolti e comunità non relegata unicamente alla nostra parrocchia, alla nostra diocesi, ma a cascata alle regioni vicine alle altre comunità diocesane italiane.

Tutto parte quindi dalle piccole comunità parrocchiali, dalle assemblee elettive parrocchiali, i cui rappresentanti voteranno nelle assemblee diocesane ed in seguito regionali e nazionale in un confronto e dialogo sempre più ampio per ritornare inevitabilmente alla fine alle parrocchie dove tutto è nato. Questa e la forza dell’Azione cattolica, il motore propulsore che ha attratto e spinto milioni di aderenti in centocinquant’anni di storia. Evidentemente ognuno di questi, ognuno di noi cercava il “tassello” che gli mancava per proseguire nel completare il proprio puzzle, auguro a molti altri di cercare e che il Signore faccia loro trovare la tessera giusta.

Un augurio di un sereno Natale agli aderenti dell’Azione cattolica di Trieste.