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CHIESA LOCALE |
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e di una frase, scelti come motto di un episcopato. |
| La parola di Dio,
ricorda San Pietro riecheggiando i Salmi, "è
come lampada che brilla in luogo buio" ed illumina il cammino del
cristiano. Un cammino che porta verso l'incontro con il Padre e che, in
un certo momento diventa pieno della luce radiosa di Cristo, stella del
mattino. Quando il Signore viene, la gloria della risurrezione si espande
ed entra fin nell'intimo di ogni credente e la notte cede ed ogni oscurità
finisce ed il passo si fa sicuro e spedito.
L'espressione di San Pietro "DONEC DIES ELUCESCAT", "Fino a quando non spunti luminoso il giorno" (2 Pietro 1,19), è stata scelta da mons. Eugenio Ravignani quale motto ispiratore del suo servizio episcopale. Riportata nel cartiglio dello stemma, essa commenta la raffigurazione dello stemma stesso: una stella ed otto punte domina ed irradia l'intero scudo. Questo è diviso con la nitida linea di orizzonte in due campi diseguali: l'inferiore riempito da un mare profondo la cui superficie, specie in primo piano, è leggermente increspata per il soffiare del borino. Il mare richiama i luoghi d'origine e di provenienza del Vescovo: la città di Pola e Trieste. Sul campo superiore dello scudo si stende lipido, terso, trasparente il cielo di una notte che volge verso la fine. Lascia infatti intravedere sull'orizzonte l'alba con i colori luminosamente chiari che sfumano, in una breve gamma di tonalità, l'intenso azzurro del cielo. Questo stesso azzurro si riflette sul mare. Lo stemma è contornato dal cappello vescovile con il triplice ordine di nappi e segnato longitudinalmente dalla croce astile. L'estrema semplicità del disegno dello stemma esprime con tutta evidenza la centralità di Cristo che la liturgia della Veglia pasquale canta come "stella del mattino". |
Particolare dello scudo
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