Azione Cattolica di Trieste
Linee unitarie 2003/04
AC
Trieste

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(approvate dal Consiglio diocesano del 30.6.2003)



 
1) Uno stile personale e comunitario al servizio della Chiesa

(a) "Va' e racconta quello che il Signore ti ha fatto": creare ulteriori occasioni di riflessione sul senso del fare AC come modo di "raccontare la fede", ritrovando la gioia dell'esperienza e del confronto associativo (incontri di settore e unitari, diocesani e regionali; incontri con presidenti parrocchiali, campi scuola...)
(b) lo stile personale: laici di AC, membri della Chiesa e cittadini del mondo, chiamati ad armonizzare queste due appartenenze dentro un percorso personale di santità;
(c) lo stile comunitario: confronto, ascolto e dialogo come strumenti essenziali del vivere l'appartenenza all'AC e alla comunità cristiana;
(d) la formazione permanente: con i tratti personali e di gruppo, usando i testi e gli strumenti appropriati;
(e) costruire insieme, anche attraverso gesti concreti che educhino le persone, un modo di vivere l'Associazione con:

  •  stile evangelico nei rapporti (improntato al dialogo e alla stima reciproca)
  •  collaborazione e correzione autenticamente fraterna
  •  trasparenza e discrezione 
  •  un’immagine non uniforme, ma concorde dell’AC.


2) Le urgenze della nostra Associazione diocesana

(a) comunicazione: dopo la prima fase "tecnica" (che è a buon punto, ma può essere migliorata), passare alla fase dell'ascolto e della comunicazione reciproca (tra le diverse generazioni, tra settori, articolazioni e movimenti a livello diocesano, tra Associazione diocesana e Associazioni parrocchiali, tra AC e pastorale della Chiesa locale);
(b) parrocchie: fondamentale una maggiore attenzione alle necessità delle singole Associazioni parrocchiali da parte dei settori e dei responsabili unitari (calendario unitario - da costruire e da realizzare - del giro delle parrocchie);
(c) prospettiva decanale e diocesana: nell'attuale tendenza al particolarismo e all'individualismo, occorre percorrere nuove piste e valorizzarle (ad esempio, l'Assemblea diocesana abbia la priorità sulle attività parrocchiali, ecc.)
(d) una seria riflessione sulla spiritualità dei nostri aderenti e responsabili, che prenda slancio da una "settimana dello Spirito" ("Essere credenti per essere apostoli", suggerisce il Centro Nazionale) da collocare all'interno del calendario e da organizzare per decanati (vedi punto 2c);
(e) attenzione ai temi delle settimane proposte dal Centro Nazionale (vedi allegato) da realizzare a cura dei singoli settori, articolazioni, movimenti;
(f) attenzione ai formatori: scuola di formazione o interventi mirati;
(g) attenzione all'adesione come gesto responsabile e qualificante, da proporre con stile nuovo (a partire dalle proposte della commissione adesioni);
(h) tra i settori e articolazioni, privilegiare il Settore Giovani come attenzione e cura di tutta l'Associazione.
 

3) La presenza dell’AC nella Chiesa locale

(a) servizio dell’AC con lo stile della corresponsabilità (da verificare anche a livello parrocchiale);
(b) consapevolezza e gioia di appartenere alla nostra Associazione;
(c) rafforzare, idealmente e con un impegno concreto, il progetto "catechesi-ACR";
(d) impegno di riflessione e di sostegno al Convegno ecclesiale e (soprattutto) alle conseguenti linee pastorali;
(e) partecipazione e sostegno al Progetto Culturale della Chiesa di Trieste.
 

4) Un’AC per il nostro tempo, ovvero AC e territorio

(a) continuare l'impegno culturale e ideale dell'AC nella nostra città;
(b) inserire un serio impegno dei giovani di AC per il territorio: se crediamo alla "pedagogia dei fatti", può essere la via per rivitalizzare il SG (vedi punto 2e);
(c) approfondire o proporre, tra gli adulti e tra i giovani, la dottrina sociale della Chiesa, con la consapevolezza del suo valore per vivere il Vangelo e costruire il Regno nella storia e nella società del nostro tempo.