Azione Cattolica di Trieste
Linee programmatiche 2004/05
AC
Trieste

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(approvate dal Consiglio diocesano del 30.6.2004)



 
Linee programmatiche unitarie

1) Uno stile personale e comunitario al servizio della Chiesa 

(a) L'AC come associazione di persone "gioiose", in continuo ascolto della Parola. Maturare ulteriori occasioni di dialogo, confronto, racconto, ascolto: incontri di settore e unitari, diocesani e regionali; incontri con presidenti parrocchiali, campi scuola parrocchiali e diocesani, esercizi spirituali diocesani unitari, gruppi diocesani fondati su formazione, confronto, ascolto della Parola, amicizia;
(b) lo stile personale: laici di AC, membri della Chiesa e cittadini del mondo, chiamati ad armonizzare queste due appartenenze dentro un percorso personale di santità; 
(c) lo stile comunitario: confronto, ascolto e dialogo come strumenti essenziali del vivere l'appartenenza all'AC e alla comunità cristiana; 
(d) la formazione permanente: approfondimento, con i testi e gli strumenti appropriati, del nuovo Progetto Formativo; 
(e) costruire insieme, anche attraverso gesti concreti che educhino le persone, un modo di vivere
l'Associazione con: 
* stile evangelico nei rapporti (improntato al dialogo e alla stima reciproca) 
* collaborazione e correzione autenticamente fraterna 
* trasparenza e discrezione 
* un’immagine non uniforme, ma concorde dell’AC. 

2) Le urgenze della nostra Associazione diocesana 

(a) comunicazione: siamo pronti per un salto di qualità, con cui la comunicazione diventi un vero ed efficace strumento di comunione e di veicolo di idee e cultura, con la quale instaurare un legame significativo con la Chiesa locale; 
(b) parrocchie: risolvere il problema delle "nuove" associazioni parrocchiali; migliorare e approfondire il legame con alcune associazioni parrocchiali "ai margini"; 
(c) prospettiva decanale e interparrocchiale: percorrere nuove piste; 
(d) continuare l'attenzione ai formatori, con percorsi formativi unitari e di settore;
(e) attenzione all'adesione come gesto responsabile e qualificante, da proporre con stile nuovo (a partire dalle proposte della commissione adesioni); 
(f) tra i settori e articolazioni, privilegiare il Settore Giovani come attenzione e cura di tutta l'Associazione;
(g) formulare e approvare l'Atto Normativo diocesano.

3) La presenza dell’AC nella Chiesa locale 

(a) servizio dell’AC con lo stile della corresponsabilità (da verificare anche a livello parrocchiale); 
(b) consapevolezza e gioia di appartenere alla nostra Associazione, ma nella collaborazione fattiva con tutte le aggregazioni ecclesiali; 
(c) rafforzare, idealmente e con un impegno concreto, il progetto "catechesi-ACR"; 
(d) impegno nell'attuazione delle indicazioni emerse dal Convegno ecclesiale;
(e) partecipazione e sostegno al Progetto Culturale della Chiesa di Trieste;
(f) partecipazione e sostegno alle Commissioni diocesane e agli organismi di partecipazione ecclesiale.

4) Un’AC per il nostro tempo, ovvero AC e territorio 

(a) continuare l'impegno culturale e ideale dell'AC nella nostra città; 
(b) riflessioni ed esperienze di missionarietà, in ascolto delle emergenze del nostro territorio; iniziare con coraggio a lasciare le sicurezze dei nostri gruppi per "nuove frontiere";
(c) approfondire o proporre, tra gli adulti e tra i giovani, la dottrina sociale della Chiesa, con la consapevolezza del suo valore per vivere il Vangelo e costruire il Regno nella storia e nella società del nostro tempo.


Linee programmatiche del Settore Adulti

Introduzione
Facendo proprie le linee unitarie dell’AC e nell’ambito delle linee triennali del settore Adulti di Trieste, nello svolgimento e nella programmazione delle diverse iniziative del Settore durante il prossimo anno associativo occorrerà:
¸ mantenere un legame con il Convegno ecclesiale e l’idea di Chiesa che intendiamo proporre;
¸ proporre dei momenti di coordinamento tra i membri AC presenti nelle varie commissioni diocesane in modo da permettere un interscambio;
¸ suggerire momenti di confronto unitario su alcune tematiche come ad esempio: scuola, lavoro, politica (con membri giovani, adulti, ecc.);
¸ sottolineare l’azione caritativa come approccio formativo indispensabile nello svolgimento di una formazione globale.

Visto il particolare anno associativo che l’AC e quindi il settore Adulti andranno a svolgere (cambiamento delle cariche a metà anno), il Settore Adulti desidera indicare solo alcune priorità di intervento, lasciando la possibilità a chi verrà dopo di programmare altre iniziative durante il corso dell’anno. Le priorità quindi che si indicano di seguito sono assicurate nella continuità di alcune persone che si sono rese ad oggi disponibili per l’intero anno associativo.

Alcune priorità:
FAMIGLIA
¸ sostenere iniziative di accompagnamento del periodo del fidanzamento in collaborazione anche con il SG;
¸ sensibilizzare sulle tematiche di relazionalità familiare, educazione all’amore con i ragazzi dell’ACR;
¸ promuovere una sensibilizzazione su tematiche di frontiera, come l’adozione e l’affido, diffondendo anche queste scelte come reali espressioni di carità (es. Educandato - casa famiglia; esperienze di affido presenti in diocesi...). Si potrebbero, ad esempio, proporre alcuni incontri in cui chi ha attraversato queste scelte si racconta agli altri;
¸ pensare e promuovere alcune proposte di riflessione su tematiche familiari anche con gli anziani (terza età): rapporto nonni, nipoti; la situazione delle vedove e dei vedovi...
¸ promuovere un’attenzione alle famiglie in difficoltà soprattutto riguardo una sensibilizzazione all’accoglienza, all’ascolto e ad “aprire gli occhi su tale realtà”;
¸ sostenere iniziative o attività già presenti in diocesi che si occupano in modo specifico della tematica delle famiglie in difficoltà;
¸ proporre ai gruppi famiglie progetti a livello caritativo da fare insieme (ad esempio per promuovere stili di vita solidale);
¸ proporre i temi dei minori e dell’affido.

TERZA ETA’
¸ promuovere un pellegrinaggio di 1 giorno a Lubiana (settembre/ottobre);
¸ promuovere incontri mensili nelle varie parrocchie al pomeriggio (itineranti) di spiritualità particolarmente rivolti alla terza età coinvolgendo alcuni soci e non che in passato si sono occupati di anziani

GRUPPO DIOCESANO
¸ continuare a promuovere questo tipo di esperienza diffondendola il più possibile tra gli adulti delle parrocchie che non hanno un percorso strutturato nelle loro parrocchie di appartenenza.

ESIGENZE UNITARIE
¸ avere anche solo 1 assistente diocesano ma completamente dedicato all’AC;
¸ sensibilizzare la scelta del diaconato permanente.


 Linee programmatiche del Settore Giovani

1) Considerazioni generali

* La fatica accumulata dal SG a livello diocesano in questi ultimi anni, invita ad una riflessione più ampia sul significato dell’impegno diocesano. In particolare, si sente la necessità di impegnarsi maggiormente per aiutare i giovani a fare autentico discernimento, elaborando la capacità di scegliere con consapevolezza una responsabilità diocesana, riuscendo anche a scegliere tra l’impegno diocesano e quello parrocchiale, per evitare le troppo frequenti situazioni di questi ultimi anni della moltiplicazione di incarichi in una stessa persona.
* Alla luce delle crescenti difficoltà del SG nel coinvolgere nuovi membri di Equipe, si è sentita la necessità di dare una nuova fisionomia all’organizzazione diocesana. In particolare, si ritiene più utile recuperare il ruolo del Consiglio Diocesano di SG come organismo organizzativo, rivedendo l’Equipe diocesana come “fabbrica di idee”. In quest’ottica si pensa ad un’Equipe formata da un membro per ogni Parrocchia, assicurando che questi rappresentanti siano giovani che effettivamente vivono la vita del Settore nella loro Parrocchia, e non semplicemente responsabili “sulla carta”.
* È importante ripartire da una riflessione seria sul senso di responsabilità, per dimostrare che la forza per portare avanti determinate iniziative deriva da un Incontro importante e dall'aver incontrato sulla nostra strada altri che ci hanno insegnato un certo tipo di impegno; spesso infatti dall'esterno si pensa che si facciano le cose perché non c'è nessun altro o spinti solo senso del dovere. Bisognerebbe invece ribaltare l’ottica: tanto più si viene amati, tanto è più facile ricambiare questo amore.
* Vogliamo recuperare l’attenzione particolare dell’AC per la diocesanità: questo comporterà un lavoro trasversale e continuato, a vari livelli, per suscitare e coltivare nei giovani un senso più profondo di appartenenza ad una Chiesa diocesana che si riunisce attorno al suo Pastore, il Vescovo. In particolare andrà rivalutata la qualità della partecipazione in Pastorale Giovanile.

2) Relazioni
* Giovanissimi
La due-giorni diocesana di novembre 2003 ha avuto successo, perciò si ritiene importante continuare a proporre un appuntamento di questo tipo. Sarà prioritario lavorare di più in fase preparatoria assieme agli animatori nell’ottica del raggiungimento di una certa omogeneità ed unitarietà nello svolgimento delle tematiche presso i vari gruppi parrocchiali (2c).
* Rapporto con le Parrocchie
Durante l’anno 2003-2004 si è cercato il recupero del rapporto con le parrocchie (1c, 2b, 1e). Purtroppo le Parrocchie non hanno risposto alle proposte diocesane, neanche per quanto riguarda le visite di conoscenza. Questo forse dimostra uno scarso senso di appartenenza ecclesiale ad una Chiesa, che provoca la chiusura nelle proprie “mura”. Per questo motivo sarà importante cambiare la prospettiva, ripensando anche al ruolo del responsabile parrocchiale di SG, che dovrà necessariamente essere espressione della vita dei giovani di AC della Parrocchia.
* MSAC
Continuerà il proficuo rapporto di collaborazione col MSAC nel pensare alle attività rivolte ai giovanissimi. In particolare l’attenzione sarà puntata ad una presenza più attiva a fianco degli animatori dei gruppi, all’interno delle Parrocchie, per aiutare i ragazzi a diventare protagonisti della loro vita, anche a partire dall’esperienza scolastica (4b). Importante sarà lavorare con maggiore collaborazione, senza sovrapposizioni. Sarà importante che il segretario MSAC sia parte integrante del Consiglio di Settore Giovani.
* Ecumenismo
La positiva esperienza del gruppo ecumenico di giovani, portata avanti dal SG di AC assieme a giovani di altre confessioni cristiane, è sfociata quest’anno nella bella esperienza della Veglia di Pentecoste ecumenica del 29 maggio 2004. Si vuole continuare a sostenere quest’esperienza, incoraggiarla ed allargarla, per dimostrare anche che la ricerca di unità è vera adesione al Vangelo.

3) Formazione
* Incontri di formazione
Si auspica l’inizio di una scuola di formazione unitaria di AC, in cui sia prevista un parte generale unitaria, e poi una sottolineatura specifica per le varie fasce educative. In questo ambito si desidera sottolineare come sia importante affiancare, oltre alle figure educative già esistenti in associazione (educatori ACR, animatori gg e G), quella degli animatori di strada, anche per rispondere alla sottolineatura missionaria del nuovo PF di AC. “Palestra” naturale per quest’ultimo tipo di animatori, potrebbe essere il PAG. Si vuole inoltre sottolineare l’importanza del coinvolgimento degli adulti nei cammini formativi, per fare reale esperienza della continuità formativa e mettere a frutto le esperienze formative di chi ha camminato di più (2f, 2a).
* Passaggi tra ACR e giovanissimi
Vista la difficoltà a pensare a livello diocesano delle iniziative di “passaggi”, si inviteranno le Parrocchie a considerare questo tema, offrendo la disponibilità, come SG, di aiutare nella presentazione del SG ai ragazzi ACR che si apprestano al passaggio a giovanissimi (2f).
* Formazione diocesana per i giovani
Per rispondere alle esigenze formative dei giovani di AC, specialmente a causa dell’assenza di gruppi giovani di AC nelle Parrocchie, si è pensata una proposta diocesana di formazione. La proposta nasce dalla collaborazione con ACR ed assistenti diocesani. L’obiettivo è di formare giovani di AC che siano innanzitutto persone unificate, che abbiano un centro che aiuti a fare unità, che non vivano in modo frammentato il loro essere cristiani, nella Chiesa e nel mondo. Il punto di partenza potrebbe essere quello dei nodi problematici che ciascuno incontra nel suo vivere la Fede. Nel primo anno si pensa di partire con i responsabili parrocchiali e diocesani che lo desiderano, anche per garantire la continuità dell’esperienza durante l’anno con un gruppo che non si perda per strada. Il cammino proposto comprenderà diversi strumenti, quali la preghiera, la condivisione ecclesiale, l’approfondimento della “psicologia della chiamata”, il nuovo Progetto Formativo Unitario.
* Giovani coppie
Su proposta della coppia diocesana, è in fase di studio la possibilità di iniziare un cammino di preparazione prossima al matrimonio con giovani coppie di AC. La modalità e i tempi della realizzazione saranno definiti meglio dopo l’avvio del gruppo diocesano, ad ottobre 2004.
* Verifica per responsabili
Per garantire una formazione completa dei responsabili, si suggerisce una 2 giorni di verifica, programmazione e spiritualità per responsabili, anche a livello unitario, da tenersi preferibilmente fuori Trieste e all’inizio del mese di gennaio (ad es. 2-5 gennaio). Si ritiene che un incontro di questo tipo possa garantire una crescita autentica nelle relazioni e nella capacità di fare proposte associative di qualità.
* Incontri di SG
Vista la positiva esperienza, nel passato, degli incontri nazionali per giovani (es. Torino/Sindone), si propone di organizzare, per i giovani e giovanissimi di AC, una due-giorni diocesana “a tema”, per approfondire, ad esempio, una figura significativa di giovane di Ac, come ad es. Frassato o Marvelli.



Linee programmatiche dell'ACR

- Collaborare con il Settore Giovani per quanto riguarda l’organizzazione di momenti comuni di formazione educatori/animatori.
- Con il la coppia diocesana attuare, per i ragazzi, il “Percorso sull’affettività e sessualità secondo il progetto di Dio” proposto dall’AC progetto famiglie.
- Proporre momenti specifici per i ragazzi durante gli incontri comuni della vita associativa.
- Favorire e promuovere gli incontri, tra parrocchie e per decanato, per i ragazzi.
- Favorire e promuovere, tra parrocchie e per decanato, gli incontri formativi per gli educatori. 

- Proporre agli educatori nuovi strumenti e tecniche per accompagnare i ragazzi nel cammino.
- Gestione, con l’intera associazione, del nuovo percorso formativo per educatori utilizzando tutte le risorse messe a disposizione dalla Diocesi.
- Particolare attenzione al cammino dei ragazzi della fascia 12/14.

- Sviluppare e accompagnare la proposta dell’ACR come cammino di Iniziazione Cristiana nelle parrocchie.

- Proporre momenti di interazione tra i ragazzi “12-14”, i “Giovanissimi” e il MSAC, in cui possano conoscersi (con un riguardo particolare ai quattordicenni che si avviano al “passaggio”).

- Incontri tra i responsabili parrocchiali ACR ed Equipe, anche a livello decanale.
- Ricercare un maggior coinvolgimento/responsabilità delle associazioni parrocchiali nella vita dell’AC diocesana. 
- Curare, sviluppare e potenziare l’ACR band a servizio dell’intera associazione.

- Sensibilizzazione degli educatori ACR per la partecipazione all’equipe.
- Partecipazione all’equipe dei referenti delle commissioni specifiche (Acr band, Percorso formativo per educatori, Cammino IC, …).