Decapolis


Cose dell’altro mondo. E magari anche di questo.

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Incontri sulla Misericordia

Il Settore Adulti dell’Azione Cattolica di Trieste organizza un ciclo di incontri di formazione sulla tematica della Misericordia, sviluppata attorno all’arte pittorica e musicale. Gli incontri si terranno presso la sede diocesana di via Diaz 4 dalle 16 alle 18 secondo il seguente calendario: 5, 12, 19 e 26 aprile 2016.

In allegato, il documento pdf con informazioni e dettagli.

 

Volantino Misericordia senza titoli rtf (1)

8xmille

Quanto fa 8 x 1000?

di Andrea Dessardo

 

Può forse sembrare arido parlare di soldi e dell’8×1000. Può esserlo senza considerare il suo senso più profondo, che è quello della corresponsabilità dei fedeli alla vita della Chiesa. Attorno al tema ci sono purtroppo troppa ignoranza e molti pregiudizi anche tra gli stessi fedeli, proveremo pertanto a fare un po’ di chiarezza.

Come nasce

Il sistema vede la luce molto tardi, soltanto in seguito alla revisione del Concordato firmata nel 1984, come sviluppo del Magistero conciliare e della Costituzione repubblicana. Infatti né la cosiddetta Legge delle Guarentigie del 1871 né i Patti Lateranensi del 1929 avevano messo in discussione il sistema degli assegni di congrua istituiti dopo che nel 1866-67 lo Stato aveva incamerato i beni delle congregazioni religiose e di molti enti ecclesiastici: si era posto parziale rimedio con l’istituzione del Fondo per il culto e le “congrue” dispensate dallo Stato ai soli vescovi, parroci e canonici.Leggi tutto

Ferriera

Abitare il sociale senza il “partito dei cattolici”

di Giovanni Grandi

Non ci è voluto molto tempo perché il dopo-Family Day approdasse – ancora una volta – alla nascita di un partito politico, nel tentativo di tradurre in consenso elettorale i numeri della piazza. Questa volta il primo a muoversi è stato Mario Adinolfi (insieme a Gianfranco Amato), con una proposta (vedi) non a caso rivolta in primis ai cattolici, orfani (presunti) ora di rappresentanti all’altezza, ora di un’organizzazione partitica in grado di condurre efficacemente alcune battaglie a livello legislativo. L’interrogativo è se davvero sia questo il tipo di soluzioni a cui guardare, lì dove si cercano i modi per meglio contribuire da cristiani alla promozione del bene comune. Ha senso un nuovo partito “dei cattolici”? Oppure occorre prendere in considerazione altre vie per abitare il sociale?Leggi tutto

UNIVERSITA' TOR VERGATA 
 STUDENTI UNIVERSITARI
AULA UNIVERSITARI

La FUCI e le grazie… collaterali

di Giulio Bartoli

 

 

Chi da giovane non si è sentito profondamente messo in discussione davanti alla scelta del proprio futuro, iniziando a immaginare per sé molteplici scenari, spesso anche radicalmente alternativi? Ma con il tempo e con l’esperienza, tutti abbiamo sentito, magari per un attimo, la certezza di aver fatto proprio la scelta giusta per la vita.

La scelta universitaria è spesso la prima scelta autonoma e definitiva della vita di un giovane, una questione dunque seria ed entusiasmante assieme. Il tempo che separa gli studenti degli ultimi anni di liceo dalla scelta universitaria è quindi un momento privilegiato per conoscere se stessi e il mondo. Per passare dai dubbi alle certezze infatti è sempre d’aiuto toccare con mano la realtà delle cose, così da inserire i propri sogni nel mondo. Con questa intenzione il gruppo FUCI e i ragazzi del Movimento Studenti di Azione Cattolica hanno organizzato una serie di incontri diorientamento universitario (con il nome di Facoltà di Scelta) per i ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori, che si sono tenuti presso il Collegio Cuor di Gesù tra gennaio e febbraio.Leggi tutto

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Don Francesco Bonifacio: assistente fino al martirio

di Erik Moratto

 

Guardando l’immagine del beato Bonifacio che appare in alcune chiese può venire in mente un sacerdote buono, semplice, senza problemi, in un mondo senza difficoltà. Al che un giovane o un adulto potrebbe esclamare, “ma con tutti i problemi che go, cossa te vol che me disi sto qua?”.

Ebbene, Mario Ravalico ci racconta in questo libro, dopo aver ricordato le vicende storiche del confine orientale, come il beato Bonifacio di lotte, anche interiori, ne avesse tante nelle campagne della curazia di Crassiza, vicino a Grisignana. Non mancavano famiglie povere da sfamare, ragazzi da educare alla fede, strade lunghe e infangate, e poi la guerra, con scontri frequenti tra fascisti e presunti liberatori, con morti figli di nessuno che reclamavano almeno una sepoltura come ultimo segno di misericordia. E da ultima, goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella forte proposta di adesione all’Azione Cattolica, per giunta con la dicitura “italiana”, che agli occhi dei seguaci di Tito era un aperto atto di sfida rispetto all’indottrinamento comunista del popolo.Leggi tutto

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ACR travel

Tutti i ragazzi tra i 12 e i 14 anni che partecipano all’ACR (ma anche amici interessati) sono invitati alla giornata 12/14 che si terrà domenica 13 marzo, secondo il seguente orario:

– alle 8.30 ritrovo in piazza Oberdan alla fermata del tram (munirsi di biglietto del bus) per destinazione Opicina, dove verrà trascorsa la giornata;
– Santa Messa alle 18 nella chiesa di Maria Regina del Mondo in via Carsia, a cui sono invitati anche i genitori.
L’iscrizione alla giornata è di 4 euro a testa. Il pranzo sarà al sacco.
Le adesioni vanno inviate dai responsabili parrocchiali ACR all’email acr@azionecattolica.trieste.it entro mercoledì 9 marzo!

 

 

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Impregnare di Vangelo

di Davide Martini

 

Verniciare od impregnare? Questo il leitmotiv dell’assemblea diocesana di Azione Cattolica (dal titolo La forza del passato, il coraggio del futuro. Stare in modo unico in una stagione unica) che ha avuto luogo domenica 28 febbraio presso il Seminario vescovile di via Besenghi. Nell’interrogativo iniziale consisteva il cuore della relazione del presidente diocesano Giovanni Grandi. E l’intervento di Giovanni voleva provare a rendere più chiaro l’invito del presidente nazionale Matteo Truffelli di “abitare” il nostro tempo così complesso in modo speciale, da cristiani (vedi il corsivo del sottotitolo dell’incontro). Per questo la riflessione si è concentrata secondo le parole del presidente: «Nell’analisi della nostra cultura, delle condizioni in cui ci chiede di giocare – se vogliamo partecipare e non essere spettatori urlanti ai margini del campo – e delle sue fragilità specifiche, di cui è importante farsi carico».Leggi tutto

Massimo D'Alonso da www.campidicarta.org

Occhi per scrivere

di Davide Martini

Se siete giù di corda, svogliati, annoiati, lamentosi per il cattivo tempo o irritati nella coda del traffico cittadino, provate a pensare che cosa significhi vivere completamente immobilizzati potendo muovere solo un occhio. È difficile immedesimarsi in una condizione così “estrema”, ma c’è chi vi è costretto a conviverci ventiquattro ore al giorno. Un tempo nemmeno tanto lontano, probabilmente, non ci si sarebbe nemmeno potuti “confrontare” con una situazione tale, perché non esistevano le condizioni per tenere in vita persone con tali handicap; per fortuna, al momento attuale, la medicina, attraverso il supporto di ausili medicali è in grado di farlo.

Ma chi è il soggetto protagonista di questa vicenda drammatica?

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Riflessione di don Francesco Bonifacio sulla Misericordia

In occasione dell’Anno della Misericordia, il gruppo “Amici di don Francesco Bonifacio” propone questa omelia, tenuta dal Beato a Villa Gardossi-Crassiza la domenica 3 giugno 1946 e già meditata dal gruppo all’incontro dello scorso mese di gennaio.

Narra una pia leggenda che un giorno nel cielo si fece una grande festa. Gli Angeli cantavano sulle cetre d’oro: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra.

Un nuovo beato che era appena arrivato nel regno celeste non sapeva spiegarsi il perché di tanta gioia ed allora ne domandò il motivo a S. Pietro il quale con premura rispose: Guarda laggiù sulla terra. Vedi quell’uomo pentito che si batte il petto, pregando: Signore, pietà di me peccatore? Ebbene è per lui che si fa tanta festa.

Questa leggenda è anche una consolante realtà.Leggi tutto

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Religione o religene?

di Arturo Pucillo

Molto di recente mi è capitato di leggere un approfondimento dalle pagine virtuali de “Il Piccolo”, a firma di Mauro Giacca, relativo ad alcune ricerche pubblicate su “Nature”. Tali ricerche sono state effettuate per trovare una radice biologica al bisogno intrinseco di religiosità presente nella famiglia umana. Studiando otto diverse comunità, praticanti diverse religioni (tra cui il cristianesimo), emerge che le persone credenti delle religioni che “predicano” un «dio moralizzatore (ovvero preoccupato della distinzione tra bene e male), onnisciente (che conosce pensieri e azioni) e punitivo (capace di inferire dolore)» sono «molto più disposte ad aiutare, anche economicamente, uno straniero, a patto però che questi appartenga al medesimo culto». Un’altra ricerca, presentata su “Current Biology”, ha valutato il comportamento di 1100 bambini provenienti da sei Paesi, di diversa professione religiosa (anche non credenti), da cui emerge che «l’essere religiosi correla in maniera inversa con l’altruismo e va invece di pari passo con l’istinto punitivo». In sintesi, l’autore conclude che questi comportamenti sono determinati sì dal contesto socio-educativo ma anche dal Dna (è indicata anche la variante di un gene potenzialmente responsabile di ciò). Ciò che mi colpisce è che, pensando al Dio rivelato da Cristo, inscritto nelle nostre coscienze, non vedo spazio per comportamenti come quelli rilevati nelle ricerche. Allora, delle due l’una: o i ricercatori hanno in realtà omesso di considerare i cristiani (sostenere che il “nostro” Dio è punitivo mi sembra quanto meno un azzardo), annacquandoli in altre religioni, oppure i cristiani intervistati lo sono solo a parole. Ai posteri l’ardua sentenza. «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra [Lc 18,8]»? O troverà solo una sequenza genetica viziata da una cattiva religiosità?