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Cose dell’altro mondo. E magari anche di questo.

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L’immigrazione non è un’emergenza

di Andrea Dessardo

 

Sono 5.070.000 circa gli stranieri regolarmente presenti in Italia, provenienti in gran parte da nazioni vicine o legate a noi da lunga tradizione: un milione di rumeni, 450.000 albanesi e altrettanti marocchini, seguiti da 250.000 cinesi e 210.000 ucraini. La metà di costoro lavora, e che sia il lavoro a spingere a emigrare lo dimostra anche la distribuzione sul territorio: il 65% infatti risiede al Nord, il 25% al Centro, appena il 10% al Sud. Tant’è che la crisi economica si fa sentire anche sui flussi migratori, ormai stabilizzati: solo 33.000 stranieri (esclusi i richiedenti asilo) sono entrati in Italia nel 2014, interrompendo una serie che, negli ultimi anni, ne vedeva arrivare trecentomila. Contestualmente più di centomila italiani sono emigrati (il 41% dei giovani italiani è disoccupato).

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A proposito (e sproposito) di “scelta religiosa”

di Giovanni Grandi

 

Che cos’è la “scelta religiosa”, espressione che rappresenta l’icona della “filosofia” dell’Azione Cattolica, maturata nella scia del Concilio Vaticano II? Ne parla Stefano Fontana dalle pagine di Vita Nuova (http://www.vitanuovatrieste.it/no-al-suicidio-pubblico-della-chiesa-italiana/) e dell’Osservatorio Van Thuan, a conclusione di una riflessione in merito al dibattito sulle unioni civili, in cui auspica una precisa linea d’azione nella contestazione al disegno di legge Cirinnà. Scrive così: «Non agire, non scendere in piazza, non protestare, non richiedere con una sola voce e davanti alla nazione, in pubblico, il “no” a questa legge vorrebbe dire ritornare indietro alla “scelta religiosa”, che fu, nonostante l’espressione, una chiara scelta politica: per la presenza nella società alla spicciolata, per la rinuncia ad una visione cattolica delle cose, per la messa da parte della verità nei rapporti con la fede, per una afasia sistematica dei cattolici sulla scena pubblica a vantaggio dei poteri dominanti. Non è stata una scelta solo religiosa ma propriamente politica allora e così sarebbe anche oggi: significherebbe la sottomissione al potere politico vincente e arrogante di oggi, un sì alla violenza condita con l’autoconsolazione della democrazia».Leggi tutto

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Clima rovente?

di Gianguido Salvi

 

Cambiamenti climatici, effetto serra, antropizzazione, tropicalizzazione dell’area mediterranea ecc. tutti termini che ultimamente riempiono le pagine dei giornali o compaiono in numerosi servizi televisivi spesso volti a confondere i lettori ed il pubblico più che ad informarlo. Vediamo di dare alcune indicazioni di merito utili si spera per fare chiarezza.

Per prima cosa diamo una definizione di clima. Per “clima” (dal greco “klima”) si intende l’insieme delle condizioni medie atmosferiche (quindi ad esempio temperatura, umidità, vento, pressione, precipitazioni) calcolate in una certa area geografica per un periodo di tempo piuttosto lungo (almeno trent’anni), dipende dalle condizioni geografiche come, ad esempio, l’altitudine, la latitudine, la presenza di mari o laghi, ecc. Il termine “clima” non va confuso con i termini “tempo” o “meteo” che comunemente indicano lo stato atmosferico di una zona in un ben preciso momento. Il clima di una certa zona influenza pesantemente non solo la flora e la fauna, ma anche, nel corso dei millenni, la geografia di un territorio e addirittura lo sviluppo dell’uomo.Leggi tutto

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Appunti spirituali per laici

Imparare a “leggersi dentro” è uno dei compiti più avvincenti in un cammino di maturazione personale. La tradizione cristiana ha dedicato da sempre grande attenzione a questa dimensione essenziale della vita. Il Progetto Formativo dell’Azione Cattolica raccomanda la formazione all’interiorità, il luogo personale e intimo in cui ciascuno può scoprire e udire la Parola spirituale che gli viene personalmente rivolta dal Signore. Il ciclo di incontri del mese di Gennaio 2016 invita a ritrovare questi temi. Vedi nel dettaglio il programma delle giornate e… prendi nota!

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Il Bianco spara

di Michela Brundu

 

È appena finito il Sinodo sulla famiglia. È appena finito il convegno di Firenze della Chiesa italiana. E già si parla d’altro.

È successo di tutto: gli attentati di Parigi, il terrorismo, l’Isis, la crisi economica, l’inquinamento. La cronaca incalza. E incalza la Storia.

Anche chi è attento ai fatti della Chiesa, ha appena dato un’occhiata al viaggio del Papa in Africa. Già: “Francesco l’Africano”. Ne ha detto qualcuna delle sue, anche stavolta. Alle folle, ai convegni, ai giornalisti nelle conferenze stampa ad alta quota. Perfino al pilota dell’aereo, che gli faceva presente i pericoli delle zone in programma. «Io ci vado – gli intima ridendo Francesco – in Centrafrica. E se non mi porti, mi prendo un paracadute!»Leggi tutto

La misericordia come familiarità con Dio in Gregorio di Nazianzo.

di don Sergio Frausin

 

In quest’anno santo di Giubileo straordinario dedicato in modo particolare da Papa Francesco alla misericordia, possiamo riprendere consapevolezza della dignità di figli di Dio esortati ad essere misericordiosi come il Padre (cf. Lc 6,36-38) con l’aiuto di un padre della Chiesa.

Gregorio Nazianzeno nell’Orazione 14 presenta un’esperienza di misericordia come massima familiarità dell’uomo con Dio, massima conformazione a lui e come via di divinizzazione. In questa Orazione, tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta del IV secolo l’Autore ha davanti a sé lebbrosi cacciati da tutti e privi di tutto; essi, nella riflessione del Nazianzeno, in quanto esseri umani, sono creati ad immagine di Dio, per essi Cristo ha preso su di sé le nostre infermità, ha dato la vita. «Che cosa, dunque, facciamo noi, che abbiamo ricevuto un tale esempio di amore e misericordia?» (Or 14,15) si chiede il Teologo. La sofferenza di queste persone interpella l’accoglienza e la carità di chi può aiutarli e a cui la Provvidenza li affida perché esercitino la misericordia gratuita con i doni ricevuti da Dio, la cui benevolenza è «provocata dalla nostra compassione» (Or 14,19). Leggi tutto

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Un Christmas Overseas. Due volti del nuovo mondo

di Francesca Zaccaron

 

Immediatamente dopo Thanksgiving, Boston ha cambiato volto e di settimana in settimana si è immersa nell’atmosfera pre-natalizia. Luci, vetrine, musiche alla radio e in tutti i negozi a ricordarci che il Signore, ah no, pardon “Santa” is coming. Ma anche iniziative benefiche, momenti di preghiera comunitaria e momenti conviviali. Da un lato l’espressione del consumismo, della frenesia, della ricerca spasmodica della gioia tra glitters e canzoni d’atmosfera; dall’altro la cura per ogni liturgia, per ogni incontro, per ogni cena insieme. Persino negli spettacoli di Natale vi è una commistione tra la nascita di Gesù e la presenza di (appunto) Santa Claus. Ma nel primo pomeriggio del 24 dicembre buona parte dei negozi chiude, e un dirigente di un supermercato intervistato alla radio afferma: «Facciamo in modo che alla Vigilia di Natale tutti i nostri dipendenti possano rientrare dalle loro famiglie. Mettersi in viaggio o semplicemente cucinare. E poi trascorrere del tempo insieme, intorno alla tavola imbandita». Leggi tutto

Black bread with seeds of sesame, poppy and flax

A proposito di integrità…

di Giovanni Grandi

 

«Integrale» è il pane, ma anche la trazione di una macchina a quattro ruote motrici oppure l’«umanesimo» di cui parlava Maritain già nel 1934; alle volte occorre «integrare» una documentazione, altre i sali che abbiamo perso dopo un esercizio fisico; «integra» è una persona di provata onestà così come la confezione di un prodotto ancora intatta…

Cosa evoca in noi l’idea di «integrità» o la qualifica di «integrale»?

L’accezione con cui questi termini risuonano in ciascuno accompagna la lettura dell’enciclica Laudato si’ e vale la pena di apprezzarne qualche sfumatura, utile per riflettere su quel che può significare una «visione integrale della vita».Leggi tutto

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Pellegrinaggio a sette anni dalla beatificazione

di Mario Ravalico

 

Domenica 4 ottobre, 7° anniversario della beatificazione di don Francesco Bonifacio, il Gruppo Amici di don Francesco promosso dall’Azione Cattolica, ha organizzato un pellegrinaggio sui luoghi in cui il sacerdote svolse il suo ministero: Cittanova e Crassiza. I pellegrini, una quarantina, accompagnati dall’assistente don Antonio Bortuzzo e dai coordinatori del Gruppo, hanno incontrato il parroco di Cittanova don Luka Pranjić donandogli, a nome dell’AC di Trieste, un bel quadro del Beato al quale sarà data una idonea collocazione nel Duomo dove don Francesco celebrò l’Eucarestia. È stata anche l’occasione per approfondire la conoscenza del ministero svolto dei primi due anni, soprattutto con i giovani.

Successivamente il gruppo è andato a Crassiza per la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Maurizio Tempo, canonico del Capitolo della Cattedrale di San Giusto e coadiuvato dal parroco di San Nazario, padre Lorenzo Pardi, presente con alcune persone della sua comunità parrocchiale. Alla celebrazione hanno pure partecipato diversi fedeli della parrocchia di Crassiza, ma anche di quella di Buie e di Grisignana. Come sempre l’entusiasmo unito alla commozione e alla gioia di quell’incontro ha dato il giusto tono al pellegrinaggio, con l’augurio di rivederci ancora il prossimo anno.

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Avere fiducia nell’economia. Anche al Sud.

di Davide Martini

In un periodo in cui le banche non godono di un favorevole “credito” di fiducia ci sono anche esempi contrari.

Uno di questi esempi parla “napoletano” sfatando un altro dei luoghi comuni duri a morire e cioè che il Sud del nostro paese è solo capace di piangersi addosso ed incapace di reagire senza l’aiuto di “mamma stato”.

Caivano, provincia di Napoli, sede della multinazionale Italcables di proprietà portoghese con cinquantuno dipendenti; l’azienda chiusa da due anni con i lavoratori in cassa integrazione e mobilità riesce a riaprire grazie alla tenacia ed alla caparbietà di questi operai che non si sono arresi e hanno chiesto aiuto alla Lega Coop Campania ed a Banca Etica. La prima, attraverso un fondo di promozione Coopfond interviene con 300.000 euro, la seconda attraverso un mutuo chirografario della durata di diciotto mesi investe 500.000 euro; indispensabile è stato anche il contributo degli stessi lavoratori che hanno messo sul piatto un altro milione e 275.000 euro quale anticipo della loro mobilità. In seguito è intervenuta anche la Cfi, società partecipata del Ministero dello Sviluppo Economico ed il sogno si è potuto concretizzare. In questa storia con esito positivo, il paradosso (come purtroppo accade sempre più di frequente) sta nel fatto che all’azienda in oggetto non mancava lavoro, anzi! Tale società produceva (e per fortuna, continuerà a produrre) cavi d’acciaio per infrastrutture di altissima qualità (altro luogo comune sfatato e cioè che nel nostro disastrato Mezzogiorno non esistano le eccellenze) con ordinativi anche oltreoceano ed un fatturato superiore ai 50 milioni di euro annui. Leggi tutto