Decapolis


Cose dell’altro mondo. E magari anche di questo.

Ferriera

Abitare il sociale senza il “partito dei cattolici”

di Giovanni Grandi

Non ci è voluto molto tempo perché il dopo-Family Day approdasse – ancora una volta – alla nascita di un partito politico, nel tentativo di tradurre in consenso elettorale i numeri della piazza. Questa volta il primo a muoversi è stato Mario Adinolfi (insieme a Gianfranco Amato), con una proposta (vedi) non a caso rivolta in primis ai cattolici, orfani (presunti) ora di rappresentanti all’altezza, ora di un’organizzazione partitica in grado di condurre efficacemente alcune battaglie a livello legislativo. L’interrogativo è se davvero sia questo il tipo di soluzioni a cui guardare, lì dove si cercano i modi per meglio contribuire da cristiani alla promozione del bene comune. Ha senso un nuovo partito “dei cattolici”? Oppure occorre prendere in considerazione altre vie per abitare il sociale?Leggi tutto

UNIVERSITA' TOR VERGATA 
 STUDENTI UNIVERSITARI
AULA UNIVERSITARI

La FUCI e le grazie… collaterali

di Giulio Bartoli

 

 

Chi da giovane non si è sentito profondamente messo in discussione davanti alla scelta del proprio futuro, iniziando a immaginare per sé molteplici scenari, spesso anche radicalmente alternativi? Ma con il tempo e con l’esperienza, tutti abbiamo sentito, magari per un attimo, la certezza di aver fatto proprio la scelta giusta per la vita.

La scelta universitaria è spesso la prima scelta autonoma e definitiva della vita di un giovane, una questione dunque seria ed entusiasmante assieme. Il tempo che separa gli studenti degli ultimi anni di liceo dalla scelta universitaria è quindi un momento privilegiato per conoscere se stessi e il mondo. Per passare dai dubbi alle certezze infatti è sempre d’aiuto toccare con mano la realtà delle cose, così da inserire i propri sogni nel mondo. Con questa intenzione il gruppo FUCI e i ragazzi del Movimento Studenti di Azione Cattolica hanno organizzato una serie di incontri diorientamento universitario (con il nome di Facoltà di Scelta) per i ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori, che si sono tenuti presso il Collegio Cuor di Gesù tra gennaio e febbraio.Leggi tutto

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Don Francesco Bonifacio: assistente fino al martirio

di Erik Moratto

 

Guardando l’immagine del beato Bonifacio che appare in alcune chiese può venire in mente un sacerdote buono, semplice, senza problemi, in un mondo senza difficoltà. Al che un giovane o un adulto potrebbe esclamare, “ma con tutti i problemi che go, cossa te vol che me disi sto qua?”.

Ebbene, Mario Ravalico ci racconta in questo libro, dopo aver ricordato le vicende storiche del confine orientale, come il beato Bonifacio di lotte, anche interiori, ne avesse tante nelle campagne della curazia di Crassiza, vicino a Grisignana. Non mancavano famiglie povere da sfamare, ragazzi da educare alla fede, strade lunghe e infangate, e poi la guerra, con scontri frequenti tra fascisti e presunti liberatori, con morti figli di nessuno che reclamavano almeno una sepoltura come ultimo segno di misericordia. E da ultima, goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella forte proposta di adesione all’Azione Cattolica, per giunta con la dicitura “italiana”, che agli occhi dei seguaci di Tito era un aperto atto di sfida rispetto all’indottrinamento comunista del popolo.Leggi tutto

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ACR travel

Tutti i ragazzi tra i 12 e i 14 anni che partecipano all’ACR (ma anche amici interessati) sono invitati alla giornata 12/14 che si terrà domenica 13 marzo, secondo il seguente orario:

– alle 8.30 ritrovo in piazza Oberdan alla fermata del tram (munirsi di biglietto del bus) per destinazione Opicina, dove verrà trascorsa la giornata;
– Santa Messa alle 18 nella chiesa di Maria Regina del Mondo in via Carsia, a cui sono invitati anche i genitori.
L’iscrizione alla giornata è di 4 euro a testa. Il pranzo sarà al sacco.
Le adesioni vanno inviate dai responsabili parrocchiali ACR all’email acr@azionecattolica.trieste.it entro mercoledì 9 marzo!

 

 

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Impregnare di Vangelo

di Davide Martini

 

Verniciare od impregnare? Questo il leitmotiv dell’assemblea diocesana di Azione Cattolica (dal titolo La forza del passato, il coraggio del futuro. Stare in modo unico in una stagione unica) che ha avuto luogo domenica 28 febbraio presso il Seminario vescovile di via Besenghi. Nell’interrogativo iniziale consisteva il cuore della relazione del presidente diocesano Giovanni Grandi. E l’intervento di Giovanni voleva provare a rendere più chiaro l’invito del presidente nazionale Matteo Truffelli di “abitare” il nostro tempo così complesso in modo speciale, da cristiani (vedi il corsivo del sottotitolo dell’incontro). Per questo la riflessione si è concentrata secondo le parole del presidente: «Nell’analisi della nostra cultura, delle condizioni in cui ci chiede di giocare – se vogliamo partecipare e non essere spettatori urlanti ai margini del campo – e delle sue fragilità specifiche, di cui è importante farsi carico».Leggi tutto

Massimo D'Alonso da www.campidicarta.org

Occhi per scrivere

di Davide Martini

Se siete giù di corda, svogliati, annoiati, lamentosi per il cattivo tempo o irritati nella coda del traffico cittadino, provate a pensare che cosa significhi vivere completamente immobilizzati potendo muovere solo un occhio. È difficile immedesimarsi in una condizione così “estrema”, ma c’è chi vi è costretto a conviverci ventiquattro ore al giorno. Un tempo nemmeno tanto lontano, probabilmente, non ci si sarebbe nemmeno potuti “confrontare” con una situazione tale, perché non esistevano le condizioni per tenere in vita persone con tali handicap; per fortuna, al momento attuale, la medicina, attraverso il supporto di ausili medicali è in grado di farlo.

Ma chi è il soggetto protagonista di questa vicenda drammatica?

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Riflessione di don Francesco Bonifacio sulla Misericordia

In occasione dell’Anno della Misericordia, il gruppo “Amici di don Francesco Bonifacio” propone questa omelia, tenuta dal Beato a Villa Gardossi-Crassiza la domenica 3 giugno 1946 e già meditata dal gruppo all’incontro dello scorso mese di gennaio.

Narra una pia leggenda che un giorno nel cielo si fece una grande festa. Gli Angeli cantavano sulle cetre d’oro: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra.

Un nuovo beato che era appena arrivato nel regno celeste non sapeva spiegarsi il perché di tanta gioia ed allora ne domandò il motivo a S. Pietro il quale con premura rispose: Guarda laggiù sulla terra. Vedi quell’uomo pentito che si batte il petto, pregando: Signore, pietà di me peccatore? Ebbene è per lui che si fa tanta festa.

Questa leggenda è anche una consolante realtà.Leggi tutto

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Religione o religene?

di Arturo Pucillo

Molto di recente mi è capitato di leggere un approfondimento dalle pagine virtuali de “Il Piccolo”, a firma di Mauro Giacca, relativo ad alcune ricerche pubblicate su “Nature”. Tali ricerche sono state effettuate per trovare una radice biologica al bisogno intrinseco di religiosità presente nella famiglia umana. Studiando otto diverse comunità, praticanti diverse religioni (tra cui il cristianesimo), emerge che le persone credenti delle religioni che “predicano” un «dio moralizzatore (ovvero preoccupato della distinzione tra bene e male), onnisciente (che conosce pensieri e azioni) e punitivo (capace di inferire dolore)» sono «molto più disposte ad aiutare, anche economicamente, uno straniero, a patto però che questi appartenga al medesimo culto». Un’altra ricerca, presentata su “Current Biology”, ha valutato il comportamento di 1100 bambini provenienti da sei Paesi, di diversa professione religiosa (anche non credenti), da cui emerge che «l’essere religiosi correla in maniera inversa con l’altruismo e va invece di pari passo con l’istinto punitivo». In sintesi, l’autore conclude che questi comportamenti sono determinati sì dal contesto socio-educativo ma anche dal Dna (è indicata anche la variante di un gene potenzialmente responsabile di ciò). Ciò che mi colpisce è che, pensando al Dio rivelato da Cristo, inscritto nelle nostre coscienze, non vedo spazio per comportamenti come quelli rilevati nelle ricerche. Allora, delle due l’una: o i ricercatori hanno in realtà omesso di considerare i cristiani (sostenere che il “nostro” Dio è punitivo mi sembra quanto meno un azzardo), annacquandoli in altre religioni, oppure i cristiani intervistati lo sono solo a parole. Ai posteri l’ardua sentenza. «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra [Lc 18,8]»? O troverà solo una sequenza genetica viziata da una cattiva religiosità?

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Pontifex

di Michela Brundu

 

“Ma in fondo, quante divisioni ha il Papa?”, chiese Stalin piuttosto scettico. Oggi, dopo vari decenni, sembra si debba rispondere: “Più di quante pensi, bellezza!”.

Già. Francesco, manco a dirlo, ne ha combinata un’altra, di rilievo planetario. E non tanto perché a seguito di un battibecco col papa un candidato alla Presidenza degli Stati Uniti ha visto i suoi sondaggi crollare e sta leccandosi le ferite. Questa è comunque una prova del seguito che ha l’attuale pontefice perfino nell’elettorato americano.

Ma no, qui si parla di una forza enorme, insospettata perfino tra molti credenti (che quindi non erano proprio tali…).Leggi tutto

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Quaresima

di don Antonio Bortuzzo

 

All’inizio della Quaresima il Vangelo della prima Domenica (Lc 4,1-13) ci offre alcune indicazioni che ritengo molto utili per il cammino di conversione. Gesù, come narra san Luca, fu tentato da Satana all’inizio della sua missione e al tempo stabilito della sua morte. L’Evangelista insiste sul ruolo che lo Spirito Santo svolse in questa occasione agendo in stretta unione con Gesù.

Già il popolo d’Israele era stato guidato nel deserto da Dio, messo alla prova nella sua capacità di fidarsi di Dio. Il risultato era stato catastrofico: nessuno (tranne Giosuè e Caleb) era stato fedele. Anche Mosè aveva peccato. Cristo riprende il cammino del deserto proprio lì dove Israele l’aveva esaurito e finalmente vince la prova. Il racconto evangelico insegna tante cose. Innanzitutto ci dà una bella notizia: non è vero che è impossibile resistere al tentatore, Gesù ha vinto!Leggi tutto