Decapolis


Cose dell’altro mondo. E magari anche di questo.

Lo sguardo in profondità del discepolo missionario

di Andrea Dessardo

 

Il convento di San Girolamo a Spello, a pochi chilometri da Assisi, soddisfece per anni il desiderio di generazioni di giovani di vivere alcuni periodi di preghiera intensa e di studio attorno alla figura di Carlo Carretto che, tornato dal Sahara con i Piccoli Fratelli di Gesù di padre Charles de Foucauld, qui trascorse gli ultimi anni della sua vita. Per l’Azione cattolica italiana Spello rimase dunque un luogo dell’anima anche se per più di vent’anni, dopo l’abbandono degli ultimi padri, la casa rimase vuota. Dal 2010 l’Ac, grazie ad un accordo con il Comune, la gestisce in uno stile di semplicità e fraternità, nella memoria di padre Carlo lei cui spoglie mortali riposano in giardino, sorvegliate da una lapide essenziale. Spello ha riaperto per essere luogo di sosta e ritiro per piccoli gruppi, di approfondimento spirituale ed elaborazione culturale.Leggi tutto

Campo unitario 2015

di Gianguido Salvi

 

Nella settimana compresa tra l’8 ed il 15 Agosto si è tenuto il campo unitario dell’Azione Cattolica di Trieste presso la casa dell’AC nella splendida cornice montana di Borca di Cadore. E’ stato preso in considerazione il rapporto fra la famiglia e la società di oggi: questa, infatti, sta subendo grandi cambiamenti, che portano a volte ad una degenerazione dei legami fra i membri del nucleo familiare e a profonde trasformazioni nel concetto stesso di famiglia. Quale rilievo aveva la famiglia nella società dei tempi passati? Quale valore le si attribuisce oggi? Questi sono i quesiti sui quali ci si è confrontati. Leggi tutto

Chi dice cosa? Come leggere Decapolis

«E chi l’ha detto?». La domanda può sorgere talvolta ed è giusto che trovi risposta, perché in fatto di opinioni siamo tutti particolarmente attenti. Decapolis è il blog dell’Azione Cattolica di Trieste e i post di opinione riflettono, in senso generale,  quel che si pensa e si discute nell’Associazione. Poi – non dovrebbe neppure essere necessario ricordarlo – ciascuno rimane individualmente responsabile delle proprie idee, di quel che scrive e di come lo scrive: per questo tutti i post sono sempre firmati.

C’è un unica sezione e un’unico caso in cui quel che viene pubblicato va considerato la posizione ufficiale dell’Associazione: si tratta degli editoriali che – all’occorrenza – verranno pubblicati senza alcuna firma. In quel caso vuol dire che il testo è stato redatto, discusso e approvato dall’intera Presidenza dell’Associazione.

Per il resto raccomandiamo di leggere ogni cosa cum grano salis, vedendo nei diversi stili letterari anche il tentativo di parlare di cose serie ma con animo lieto e senza prendersi eccessivamente sul serio, con la libertà di sapere che – grazie al Cielo – a nessuno di noi spetta l’ultima parola.

 

presepio

La magia del Natale

di Andrea Dessardo e Arturo Pucillo

Il Natale appena trascorso è stato segnato dal “caso” Melara, solo uno dei tanti in Italia che hanno innervato una squisita polemica politica capace di distillare come sempre il meglio delle intelligenze: in quella scuola non si fa il presepio. Non da quest’anno per la verità, e nemmeno per una qualche forma di rispetto verso alunni di altre fedi religiose. Il Consiglio scolastico infatti già da alcuni anni ha deciso di non allestirlo in coerenza alla laicità dell’istituzione scolastica.

Lo scorso 1° dicembre su «Il Piccolo» il dirigente Andrea Avon ha dichiarato che «i messaggi di carattere confessionale possono avere luogo solo durante le lezioni di religione o al di fuori dell’orario, come la messa di inizio anno».

«Stanno propugnando una società che non tollera alcuna religione», ha spiegato poi un vicario episcopale.

«Vorrei far capire che negare ai bambini la magia del Natale è profondamente sbagliato. Questa è la deriva di una società sconsacrata» ha infine accoratamente commentato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Everest Bertoli. La magia del Natale? Probabilmente un riferimento ai Re Magi… Stia tranquillo Bertoli, perché la “magia” del Natale è ben rappresentata a Melara da Babbo Natale e dall’albero. Verrebbe da osservare sommessamente che questi sono diventati segni scontati di un Natale fatto di regalini, fiocchetti, lucine palpitanti e chili di panettoni: “magia” un po’ vuota e ripetitiva. Per molti suggestiva. Da qualche parte ci sono poi gli avveduti che ricordano come questi due siano gli avatar sbiaditi di ciò che aveva un profondo significato religioso: san Nicola (vescovo del IV secolo), il primo, e l’albero della Vita, il germoglio di Iesse o anche l’albero della Croce (insomma simbolo di Cristo, reciso ma vivente), il secondo. Ma lasciamo correre.

Una magia c’è stata lo stesso però: il miracolo di Natale di ogni film stagionale che si rispetti. Ne è stato vittima lo «sbigottito» signor Fulvio Lunardis, che in una lettera a «Il Piccolo» ha segnalato l’assenza del presepio persino nella chiesa parrocchiale di San Pio X. «Se il motivo dipendesse dalla crisi religiosa che toglie i crocefissi dalle aule scolastiche o dal timore di qualche gesto ostile da parte di una certa minoranza che sta allarmando gli enti religiosi e gli Stati occidentali nella prospettiva di una delirante “crociata” non rimane che togliere le croci dai nostri cimiteri e abdicare ipso facto dalla nostra storia e dalla nostra cultura ultramillenaria», ragiona questo fedele che, seppure non ha notato il presepio (che invece c’era…), intravede invece addirittura una crociata… senza croci!

Per fortuna, altri due parrocchiani e il parroco don Mario De Stefano hanno successivamente confermato, foto alla mano (sempre su «Il Piccolo»), che invece il presepio c’è, e pure ben visibile, ai piedi dell’altare.

Insomma, Gesù Bambino, ti si nota di più se vieni e te ne stai in disparte o se non vieni per niente?