Generazioni


La vita in AC, giorno per giorno

La vita in AC, giorno per giorno

borca amoris laetizia

“Amoris Laetizia” a Borca

di Enrico De Marco

 

Si conclude con una “due notti” a Borca di Cadore il percorso annuale del gruppo famiglie diocesano di Azione Cattolica “Amoris Laetitia”. La bella realtà, che oramai da qualche anno propone a famiglie provenienti da tutta la diocesi un cammino di riflessione e catechesi con appuntamenti mensili, ha riletto quest’anno l’esortazione apostolica “Gaudete ed Exsultate”, sviluppando, grazie anche al prezioso accompagnamento dell’assistente don Andrea Destradi e di qualche ospite, una serie di incontri in cui approfondire, alla luce del testo e della Parola, le Beatitudini in chiave familiare. Un menù decisamente ricco, che si è integrato, come di consueto, nel percorso della pastorale diocesana e delle proposte dell’Azione Cattolica, per offrire un percorso a misura di famiglia nelle tematiche affrontate (ad ogni incontro viene infatti offerto un servizio di animazione per i bambini, così da agevolare la partecipazione di tutti). Una realtà che cresce anche e soprattutto in termini di relazioni, sia tra i grandi che tra i piccini, rendendo il cammino di catechesi un momento di incontro tra amici.

Il weekend conclusivo, dal 31 maggio al 2 giugno, ha dato l’opportunità alle famiglie di  trascorrere un tempo di fraternità ai piedi delle Dolomiti. I primi squilli d’estate hanno regalato sole in abbondanza, che ha permesso ai tanti bambini di godere dei bei spazi all’aperto offerti dalla Casa San Giusto, nonché di impreziosire il sabato con una bella passeggiata… ovviamente anche questa “a misura di famiglia”. Special guest della due giorni don Stefano Vattovani, storico amico dei partecipanti e dell’Associazione. Don Stefano ha proposto qualche spunto di riflessione sui “puri di cuore” che “vedranno Dio”. Un invito a riflettere sul proprio cuore e su cosa significhi vedere Dio attraverso la vocazione familiare.

Appuntamento per la ripresa del percorso a settembre, con le porte aperte a tutte le famiglie che vorranno provare questo tipo di esperienza (il gruppo dei partecipanti si è di anno in anno arricchito di nuovi innesti). Nel frattempo ci sarà sicuramente spazio per qualche iniziativa improvvisata in cui ritrovarsi tra amici e per fare il pieno di sole, mare ed energia in vista del nuovo anno.

 

quaresima

Riflessioni quaresimali sulla virtù dell’incontro

di Marisa Creglia

 

Il Settore Adulti/Adultssimi dell’Azione Cattolica, nel periodo quaresimale,  ha organizzato tre incontri di riflessione attorno ai temi che riguardano quella che Vittorio Bachelet chiamava e invitava ad apprendere:  la “virtù dell’incontro”.

In questo percorso ci si proponeva di riflettere sul nostro modo di incontrare gli altri, di confrontarci con il vissuto di Gesù, l’”uomo degli incontri” come ci testimonia il Vangelo e di prepararci all’incontro con Gesù Risorto nella celebrazione della Santa Pasqua.

Nella prima conferenza, la dott.a Loredana Domenis, ha evidenziato l’importanza dell’”incontro con l’altro” nell’esperienza umana, e particolarmente nei confronti delle persone più vicine, quelle che fanno parte della nostra costellazione familiare e sociale. A partire dalle nostre famiglie, occorre darsi da fare per riannodare rapporti, alimentare relazioni, ritrovando il tempo per stare con gli altri e riscoprendo soprattutto l’importanza dell’ascolto. Incontrarsi è un’esigenza fondamentale della nostra vita perché siamo persone fatte per la relazione e non per restare sole e chiuse in noi stesse. E’ qualcosa di irrinunciabile,  poiché ognuno di noi si costruisce o non si costruisce solo sulla trama delle relazioni che vive. E ogni incontro che facciamo con l’”altro”, a qualsiasi cultura appartenga, è sempre un’occasione per progredire, trasformarsi, arricchirsi.

La seconda conferenza è iniziata con un breve riferimento agli incontri di Gesù narrati dal Vangelo. Basta aprirlo per meravigliarsi di come Gesù cerchi le persone, incontri tutti, stabilisca relazioni “esclusive” con chiunque incontra, avendo però sempre come punto finale, quello di dare la pienezza della vita alla persona incontrata. Gli incontri non sono soltanto cercati da Gesù, a volte è cercato da qualcuno che vuole parlare con lui, chiedergli guarigione, aiuto, consiglio o semplicemente da qualcuno curioso e desideroso di conoscerlo, come il pubblicano Zaccheo che cerca Gesù che a sua volta lo cerca, E alla fine i due si incontreranno.A commentare questo incontro di Zaccheo e Gesù, è intervenuto padre Renato Beretta, frate francescano, con un’attenta e attualizzante rilettura del cap. 19, 1-10 del Vangelo di Luca.

Gesù sta attraversando Gerico – annota Luca – ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani, ricco e potente, temuto e odiato per questo da tutti, che cercava di vedere, chi era Gesù. È sorprendente questo suo desiderio, questa sua curiosità, ma non ci riesce per la folla e per la sua piccola statura, allora corre avanti e sale su un sicomoro. Il fogliame di questo grande albero lo protegge, può vedere senza esser visto, anzi non vuole esser visto. Invece Gesù giunto all’albero, alza lo sguardo verso di lui e lo vede. Uno sguardo non giudicante, colmo di una gioia infinita. Zaccheo! E lo chiama per nome, lo conosce, sa bene chi è. Non siamo mai sconosciuti a Dio. Egli sa bene chi siamo, conosce ogni nostro percorso, ogni nostro desiderio. E Gesù chiede a Zaccheo di scendere in fretta, di accoglierlo in casa sua. Oggi devo fermarmi a casa tua. Oggi: ogni giorno, oggi è il giorno in cui possiamo accogliere il Signore in casa nostra. Anche se non ne siamo degni, anche se tentenniamo, anche se non abbiamo nulla di pronto da offrirgli. In fretta scese e l’accolse con gioia. Scende in fretta,  Zaccheo. E’ accaduto l’inaudito: il Rabbì che tutti aspettavano, si è accorto di lui e ha chiesto di andare a casa sua. Non si è sbagliato, non lo ha confuso con un altro, lo ha chiamato per nome. Sa bene chi è lui. Zaccheo, è travolto dall’emozione e dalla gioia. Nessuna condizione, nessun giudizio, nessuna riprovazione da parte del Signore che ha semplicemente chiesto di essere ospitato. Dio non ci giudica mai, il suo amore precede la nostra conversione, la suscita, come con Zaccheo. La conversione non è affatto la condizione per incontrare Dio: L’unica condizione è quella di accettare l’invito, di stupirsi con gioia della visita inattesa. Dio non ci perdona in conseguenza del nostro pentimento, ma è il suo perdono che precede e suscita il pentimento. La misericordia è l’atteggiamento tipico di Dio,  che converte il nostro cuore, è lo scoprire quanto siamo amati, senza giudizio, senza condizioni. Dio non ci ama perché siamo buoni ma, amandoci, ci rende buoni, ci rende persone nuove. Dall’incontro con Gesù scaturisce per Zaccheo una vita nuova. Regala metà dei suoi soldi ai poveri e restituisce quattro volte tanto a coloro ai quali ha rubato, cioè a tutti. E Gesù diventa il  punto di riferimento della sua vita. Così può succedere anche per noi: l’incontro con Dio ci può cambiare la vita. Ma come Zaccheo bisogna andar oltre a tutto ciò che ci impedisce di “vedere Gesù”, correre avanti e salire su un sicomoro, lo strumento che può essere la preghiera, la Chiesa, una comunità, i Sacramenti o altro ancora, che ci consente di corrispondere all’invito di Gesù a scendere, per farlo entrare nella nostra vita. Gesù sta “passando” anche oggi, un’occasione unica per incontrarlo, dipende anche da noi che non passi inutilmente.

Il ciclo di riflessioni quaresimali si è concluso con l’intervento di don Davide Chersicla, maestro e direttore di coro, che ha sviluppato il tema dell’incontro con Cristo, attraverso la forma musicale dell’Oratorio sacro, espressione di un  dramma sacro in cui i personaggi dialogano tra loro, riflettono su un avvenimento accaduto o esprimono un sentimento o rendono partecipi la folla o gli ascoltatori. Citando alcuni autori che dal 600 al 900  si sono cimentati in questa forma musicale, don Davide ha analizzato alcuni incontri di Gesù con l’umanità, proponendo l’ascolto di melodie e sequenze liturgiche, che hanno coinvolto i presenti in un’intensa partecipazione emotiva, suscitando il desiderio di prepararsi all’incontro personale con Gesù Risorto.  I contenuti dettagliati di questo ultimo incontro, si possono ritrovare nell’articolo pubblicato su Vita Nuova della scorsa settimana.

foto Terra

L’ora della terra

di Luca Tedeschi

 

Il 15 marzo in molte città, a partire dai più giovani, si è levato un grido comune in difesa della salvaguardia del nostro Pianeta Terra.

 

Non hanno manifestato solo i più giovani. Anche alcuni adulti si sono lasciati influenzare da questo movimento, partito come un tam tam dal grido di condanna di una ragazzina svedese, Greta, di 16 anni e diffuso grazie all’aiuto indispensabile dei social network.

Da tempo non si vedeva una così appassionata intraprendenza giovanile a favore di qualcosa che dovrebbe stare a cuore di ciascuno. Una passione che profuma di futuro e di speranza, che ha il sapore della cura di un bene prezioso condiviso, finora sfruttato e poco curato. Da qui nasce l’indignazione giovanile verso chi con scelte politiche, economiche ed industriali priva le future generazioni del godere della bellezza e della possibilità della vita sul nostro Pianeta.

 

Ma al tam tam di appoggio ed approvazione del movimento si è opposto un altro chiacchiericcio di ben altro tipo come tifoseria contrapposta. Un accanimento contro questa iniziativa giovanile in difesa della Terra che ha cercato di screditare, ridurre e, come spesso accade oggi, insultare: dall’accusa della trovata commerciale, all’appoggio di certi grandi poteri economici, passando per l’etichettamento politico, siamo giunti allo svilimento personale della promotrice come ragazzina ammalata e quello generale con l’appellativo di “gretini” appiccicato da altri adulti ai giovani e ragazzi riscaldati, appassionati e mossi per la causa.

Spaventa questa avversione da parte di un certo mondo adulto dallo sguardo torvo ed incupito, chiuso alla novità, pigro e rancoroso, probabilmente insofferente di fronte all’intraprendenza del giovane che sogna le cose grandi ed alte, anche se ancora imperfette.

Occorrono sempre più, invece, adulti con il fuoco della passione educativa capaci di vivere il tempo dei sogni, delle visioni e delle scelte dei più giovani accompagnandone il desiderio di vita anche nelle strade piene di rischi. Adulti capaci di generare altri adulti, maestri di vita nella crescita e nella formazione. Altrimenti resterà una domanda certa e terribile: ma voi che ci avete lasciato in eredità questa Terra e questi modelli di sviluppo umano, economico e sociale, cosa avete fatto affinché siano sostenibili, in modo che ne potessimo godere noi e i figli dei nostri figli?

 

Ne va della vita sulla nostra Terra.

Ne va della passione di giovani e ragazzi di oggi e di domani.

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Assemblea diocesana di AC

di Nicholas Pellizer
Assemblea diocesana di AC. Futuro Semplice?
tra passato, presente e futuro l’ACI diocesana immagina se stessaDomenica 24 febbraio 2019 l’Azione Cattolica di Trieste si è riunita nel Seminario Vescovile di via Besenghi 16 a Trieste per la tradizionale assemblea dei soci diocesana dal titolo “Futuro semplice? Tra passato, presente e futuro l’AC immagina se stessa”. Il nostro Vescovo Crepaldi ha aperto l’assemblea ringraziando l’associazione per il quotidiano impegno di evangelizzazione in particolare quello dell’ACR (l’Azione Cattolica dei Ragazzi, dai 6 ai 14 anni) e dei Giovanissimi (dai 15 ai 18 anni).
Come suggerito dal titolo, lo scopo dell’assemblea era quello di ripensare tanto gli spazi quanto i processi in cui l’Azione Cattolica e, più in generale la Chiesa, è chiamata a vivere. Per iniziare questo percorso i soci sono stati aiutati da don Matteo Zorzanello, che è stato assistente dell’ACR di Vicenza per ben 8 anni. Don Matteo ha proposto tre punti da cui partire: una laicità non subordinata ma protagonista, la vita associativa come arma vincente contro un diffuso individualismo e l’evangelizzazione vissuta nella Speranza.
I lavori sono poi proseguiti in gruppi che hanno individuato i seguenti aspetti come principali elementi fondanti dell’ACI: la formazione cristiana, la corresponsabilità, la testimonianza e l’ascolto della Parola. Ne emerge un’associazione radicata nella fede, vogliosa di rinnovarsi, a volte disposta a fare meno per fare meglio, che vuole servire la Chiesa e che vuole riscoprire la sua storia non per una nostalgia dei tempi andati fine a sé stessa, ma per una rilettura proiettata al presente per continuare ad evangelizzare in quell’oggi che non è solo un’epoca di cambiamenti ma un cambiamento d’epoca.

 

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Cent’anni di AC

di Mario Ravalico

 

Alcune settimane fa, dopo una vita lunga quasi un secolo, è morta Maria Trevisan Trebiciani.

Ricordare chi è stata Maria, per l’Azione Cattolica è quasi un dovere morale, non solo per ricordarla e renderla ancora presente tra noi, ma specialmente per far conoscere ai più giovani una bella figura di donna, di cristiana, di animatrice dell’associazionismo cattolico cittadino, di aderente all’AC della quale appartenenza è stata sempre molto orgogliosa.

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Camaldoli

Colloqui ebraico-cristiani

di Giulio Bartoli

 

Nakhamù nakhamù ‘amì

Consolate, consolate il popolo mio 

Questo l’incipit di Isaia 40, che per ebrei e cristiani è annuncio di un tempo messianico: da qui si è partiti nella lectio biblica a due voci tenuta da Marco Cassuto Morselli e dal monaco Matteo Ferrari durante la 38° edizione dei Colloqui ebraico-cristiani svoltasi presso il monastero di Camaldoli (AR) tra il 6 e il 10 dicembre scorsi e incentrata sul tema della preghiera.Leggi tutto

Klanec

I giovanissimi verso il Sinodo

di Nicholas Pellizer

 

Tra sabato 18 e domenica 19 novembre un gruppo di quaranta giovanissimi, provenienti ognuno dalla sua parrocchia, ha soggiornato a Klanec, un piccolo borgo sloveno a una manciata di chilometri dal confine di Pesek. Ad accompagnarli i loro educatori che li incontrano settimanalmente e i responsabili diocesani di Ac che lavorano per offrire occasioni di incontro tra le singole realtà parrocchiali.Leggi tutto

duegiorni 2017

Verso il Sinodo dei giovani

di Sebastiano Cecco

 

Nel weekend appena trascorso si è svolta la duegiorni giovani (18-30 anni) dell’Azione cattolica diocesana presso il Centro «Marianum» di Opicina. Il tema su cui si sono interrogati e confrontati i giovani è stato Il Sinodo dei giovani. Questo appuntamento segna l’inizio di un percorso che il Settore Giovani dell’Associazione vuole intraprendere in quest’anno di preparazione al Sinodo indetto da papa Francesco.

Riprendendo quelle che sono le domande del sussidio preparato dal Centro nazionale delle Pastorali giovanili ci si è confrontati su quattro macrotemi: l’incontro con Dio; la Chiesa e il suo ruolo di accompagnatrice; la diocesi e l’Azione cattolica, la Chiesa universale calata nel locale; «Nel mondo ma non del mondo», la Chiesa secolarizzata e la nostra testimonianza.

Nonostante il numero esiguo di partecipanti, quindici giovani compresa l’équipe diocesana e un seminarista al servizio in una parrocchia della nostra diocesi, le due giornate di formazione hanno avuto un’ottima riuscita, con una grande partecipazione da parte dei presenti che, grazie al clima fraterno che si è instaurato fin da subito, hanno potuto testimoniare e confrontarsi sui temi succitati. Un ringraziamento particolare va all’assistente diocesano don Davide e ai sacerdoti che si sono alternati per accompagnare i giovani in questo ritiro, don Sergio e don Valerio.

Nella serata è stata preparata un’adorazione eucaristica, momento particolarmente sentito dai partecipanti, proprio perché durante la nostra routine quotidiana è sempre più difficile trovare dei momenti per stare con il Signore e poter pregare in silenzio davanti al Santissimo con altri giovani al proprio fianco; è un momento privilegiato l’incontro con Gesù e poterlo pregare assieme è forte testimonianza del nostro essere Chiesa. Il clima famigliare si è alimentato anche grazie all’ottima cucina di Marco (Toio) e Fabrizio (Bicio).

Come sempre bisogna ringraziare il Padre per darci occasioni come queste, in cui i giovani accompagnati dai sacerdoti, possono incontrarsi, confrontarsi, raccontarsi e pregare assieme.

 

L’articolo è già stato pubblicato su «Vita Nuova» del 27 ottobre 2017

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Azioni per il bene comune

Domenica 15 ottobre oltre un centinaio di persone provenienti dalle diocesi di Concordia-Pordenone, Gorizia, Trieste e Udine hanno partecipato al Convegno regionale Adulti di Ac a Gorizia riflettendo sul tema Attraverso il territorio. Partecipazione e impegno per il bene comune.Leggi tutto

san giusto

Sperare contro ogni speranza

di Gianna Scheichel

 

Anche quest’anno ci siamo ritrovati all’appuntamento estivo con le nostre belle montagne presso la Casa “San Giusto” di Borca di Cadore.

Il soggiorno si è svolto dal 26 agosto al 5 settembre: splendide giornate durante le quali abbiamo potuto compiere passeggiate ed escursioni per mete che, sebbene in gran parte già esplorate, non smettono mai di affascinare. Leggi tutto