Beato Francesco Bonifacio


Per la santità, alle volte, basta poco. Alle volte quel poco è tutta la vita. Notizie e iniziative per imparare da un martire del Novecento.

Per la santità, alle volte, basta poco. Alle volte quel poco è tutta la vita. Notizie e iniziative per imparare da un martire del Novecento.

Vicenza

L’Ac di Vicenza in cammino con don Francesco Bonifacio

di Caterina Pozzato

 

«In modo inatteso la figura di don Francesco ha messo in comunicazione generazioni diverse» afferma Giovanni Grandi nella prefazione al libro di Mario Ravalico su don Francesco Bonifacio pubblicato dall’AVE.

È successo proprio questo ai vicentini del campo mobile da Trieste a Crassiza sulle orme del beato Bonifacio.

Ventun persone dai trenta ai sessantasei anni hanno camminato fianco a fianco, accompagnati dai responsabili dell’Ac triestina – giovani, adulti, unitari – che li hanno aiutati con generosità, con cura e con passione ad incontrare il passato e il presente di una terra di confine dove l’intreccio di storie di culture diverse si respira nell’aria e si coglie negli accostamenti architettonici, una terra teatro di vicende drammatiche e di belle esperienze di fede.Leggi tutto

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La mortificazione corporale

di Mario Ravalico

 

Il tema del sacrificio e più ancora della mortificazione e della penitenza si ritrova spesso negli scritti di don Francesco Bonifacio. È una costante del suo cammino e della sua ascesa spirituale. I propositi assunti durante la sua partecipazione agli esercizi spirituali e ai ritiri mensili ne sono una conferma, come pure le riflessioni che fissava sul suo Diario personale. Leggi tutto

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A luci spente

di Mario Ravalico

 

Sono passati appena pochi mesi da due importanti ricorrenze che hanno riguardato la nostra Diocesi e hanno coinvolto la nostra Associazione: il 70° anniversario del martirio del beato Francesco Bonifacio (11 settembre) e l’8° anniversario della sua beatificazione (4 ottobre). Due ricorrenze che, per la loro valenza e significato, non potevano né dovevano passare in sordina. Per capire la portata e il significato di questa circostanza, va detto che don Francesco, dopo il patrono san Giusto, è l’unico beato/santo che appartiene alla nostra Chiesa diocesana. Non so se di questo ce ne rendiamo sempre pienamente conto.Leggi tutto

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Don Bonifacio, un martire che scalda ancora i cuori

di Erik Moratto

 

Sabato 10 settembre si è svolta una giornata intensa nei dintorni di Crassiza per ricordare, italiani e croati insieme, il Beato don Francesco Bonifacio.

La giornata, a cui ha partecipato un folto gruppo di adulti e giovani dell’Ac di Trieste, è iniziata con la messa solenne bilingue celebrata dal vescovo di Parenzo e Pola mons. Dražen Kutleša e da numerosi sacerdoti dalle parrocchie istriane. Concelebranti da Trieste don Antonio Bortuzzo , assistente diocesano Ac, e don Giusepppe Imad Haddad, accompagnatore per la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Presente anche la televisione croata, segno dell’importanza data oltreconfine all’evento.Leggi tutto

Monumento Bonifacio

Il monumento sul luogo del martirio

di Mario Ravalico

 

 

Nel pensare ad un monumento commemorativo nel luogo in cui è stato arrestato il sacerdote don Francesco Bonifacio, l’ideatore del progetto, l’arch. Marco Aliotta, ha fatto memoria degli incontri avuti in più occasioni con testimoni che gli hanno parlato in modo appassionato della vita e della spiritualità di questo giovane prete istriano.

Di forte ispirazione è stata per l’architetto anche la visita ai luoghi della vita di don Francesco ed in particolare la vista dall’alto di quella stradina da lui percorsa fino al luogo dove è stato catturato ed in cui l’Azione cattolica di Trieste ha pensato di porre il monumento che verrà benedetto il prossimo 10 settembre.Leggi tutto

breviario

Il breviario di don Francesco

di Mario Ravalico

 

 

Don Francesco, quando percorreva i sentieri e le stradine di campagna per visitare villaggi e casolari, oltre al bastone per difendersi da eventuali serpi che poteva trovare sul suo cammino, portava sempre con sé il suo breviario. Lo confermano diverse persone, sia di Cittanova, che di Crassiza soprattutto.Leggi tutto

BonifacioCover Pant-Nero

di Mario Ravalico

 

 

Don Francesco Bonifacio assistente dell’Azione cattolica fino al martirio. È questo il il titolo del nuovo libro, per l’editrice AVE, di Mario Ravalico sul Beato, che giovedì 21 aprile verrà presentato a Trieste presso l’oratorio della parrocchia di San Giacomo Apostolo. L’obiettivo del libro è quello di far emergere la figura del sacerdote soprattutto come educatore, formatore dei tanti giovani di quella curazia sperduta tra valli, colli e casolari che lui, con la sua testimonianza e la sua preghiera, ha saputo riunire, portare ad unità, formando così una vera comunità. E a questa comunità, soprattutto fatta di ragazze, ragazzi e giovani, ha proposto l’esperienza associativa dell’Azione cattolica, come mezzo e strumento per farli crescere nella fede. Quella stessa esperienza che lui, da ragazzo prima e poi anche da giovane seminarista, ha vissuto dal di dentro avendo partecipato a quel percorso formativo e che poi ha riproposto ai giovani e alle ragazze a Cittanova. L’associazione Regina Pacis, così si chiamava l’Azione cattolica di Crassiza (allora Villa Gardossi), che solo tre anni prima della sua morte aveva voluto proporre, era una realtà vissuta dalle ragazze e dai giovani in modo serio e profondo; quando la fondò volle preparare l’evento con un ritiro di tre serate al quale invitò per le meditazioni il suo amico e confratello don Luigi Parentin.Leggi tutto

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Don Francesco Bonifacio: assistente fino al martirio

di Erik Moratto

 

Guardando l’immagine del beato Bonifacio che appare in alcune chiese può venire in mente un sacerdote buono, semplice, senza problemi, in un mondo senza difficoltà. Al che un giovane o un adulto potrebbe esclamare, “ma con tutti i problemi che go, cossa te vol che me disi sto qua?”.

Ebbene, Mario Ravalico ci racconta in questo libro, dopo aver ricordato le vicende storiche del confine orientale, come il beato Bonifacio di lotte, anche interiori, ne avesse tante nelle campagne della curazia di Crassiza, vicino a Grisignana. Non mancavano famiglie povere da sfamare, ragazzi da educare alla fede, strade lunghe e infangate, e poi la guerra, con scontri frequenti tra fascisti e presunti liberatori, con morti figli di nessuno che reclamavano almeno una sepoltura come ultimo segno di misericordia. E da ultima, goccia che ha fatto traboccare il vaso, quella forte proposta di adesione all’Azione Cattolica, per giunta con la dicitura “italiana”, che agli occhi dei seguaci di Tito era un aperto atto di sfida rispetto all’indottrinamento comunista del popolo.Leggi tutto