Ritaglio&Cucito


La stampa è bella perché è varia. Articoli da salvare, da buttare o… da rammendare.

La stampa è bella perché è varia. Articoli da salvare, da buttare o… da rammendare.

VittorioBachelet001

Un’altra cosa

di Arturo Pucillo

 

A volte ritornano.

Nel pigro sfogliare riviste e quotidiani online, mi sono imbattuto nell’articolo a firma di Silvio Brachetta Ma CL di Giussani era un’altra cosa. Intervista a mons. Negri sul sito web del settimanale diocesano «Vita Nuova».

Si parla degli amici di Cl, stavolta, e non direttamente dell’Ac, anche se la nostra associazione è il convitato di pietra nelle argomentazioni dell’autore. Pietra dello scandalo, a quanto pare, su cui l’Ac sarebbe tempo fa inciampata, è la scelta religiosa. Scelta in cui ora sarebbe inciampata anche Cl, e che coinciderebbe fatalmente con Leggi tutto

presepio

Causa nostrae laetitiae

di Andrea Dessardo

 

Il numero natalizio del nostro settimanale diocesano preferito dà a tutte le sue lettrici una rassicurante notizia, che dovrebbe – credo – rafforzare la loro devozione alla Vergine, la quale si conferma una volta di più modello da imitare: Maria aveva un ciclo mestruale che spaccava il secondo! Tale evento infatti, a detta di Giovanni Lazzaretti (p. 9), sarebbe stato previsto con buona approssimazione (da Dio stesso, va detto, mica dal povero Giuseppe…) con ben duemila anni d’anticipo!Leggi tutto

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La magia del Natale

di Lisa Buonanno

 

Non mi capitava da tempo di leggere un articolo di moda come quello in cui ho avuto la fortuna di incappare la mattina del 25 dicembre, quando i miei occhi, lieti per la bella giornata in famiglia che stava iniziando, sono stati catturati da una curiosa rubrica intitolata Conciati per le feste apparsa sul settimanale diocesano «Vita Nuova» che, ancora assonnata e dunque confusa, ho momentaneamente scambiato per una rivista femminile di shopping, accessori, tendenza, benessere e amore.Leggi tutto

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
12-12-2016 Roma
Politica
Palazzo Chigi - Insediamento del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - Cerimonia della Campanella
Nella foto Paolo Gentiloni, Matteo Renzi 

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
12-12-2016 Rome (Italy)
Chigi palace - Ceremony for the new Prime Minister Paolo Gentiloni
In the photo Paolo Gentiloni, Matteo Renzi

Una crisi tira l’altra

di Arturo Pucillo

 

Era da qualche anno che una crisi di governo non si ripresentava… ne stavamo quasi dimenticando esistenza e possibilità! Alfine è stata evocata ed innescata e si è proposta a noi, tra l’altro con grande spolvero di quotidiani e trasmissioni radio e TV. Come ai bei vecchi tempi. Ogni anno ci sono Pasqua, Ferragosto, Natale… e la crisi di governo.Leggi tutto

Farage

Fino alla fine dei giorni

di Arturo Pucillo

 

Proseguendo la lettura dei diversi commenti alla cosiddetta «Brexit» (per inciso, neologismo inglese adottato alla solita maniera nauseabonda dagli italiani finanche nel contesto calcistico), mi sono imbattuto nella notizia che Nigel Farage, leader del partito/movimento britannico UKIP, da sempre favorevole alla Brexit e molto attivo nella propaganda precedente il referendum, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di responsabilità nel partito in seguito all’esito favorevole del quesito referendario: missione compiuta, ora posso ritirarmi a vita privata e godermi i risultati di questo enorme successo.Leggi tutto

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Intransitivo passivo

di Arturo Pucillo

 

Leggendo qua e là sui quotidiani locali, più o meno social e più o meno hard copy, mi sono imbattuto nel seguente titolo: «Astensione passiva, Trieste Libera: “Grande risultato 52,6% degli elettori ci hanno appoggiato”». Mi ha fatto riflettere, come credo molti altri, in quanto l’astensione può certamente avere una componente di volontà e decisione (pensiamo all’astensione religiosa nei tempi forti), ma la storia recente dimostra come l’astensione dalle elezioni è direttamente proporzionale alla distanza nel tempo dall’immediato secondo dopo guerra, quando le ferite di chi la libertà e la democrazia l’avevano conquistata con il sangue, altro che con l’astensione!, erano ancora aperte.Leggi tutto

comunione

Fuori dal mondo

di Andrea Dessardo

 

 

Avrete di sicuro già visto le foto dei festeggiamenti per la prima comunione ad Altamura (Bari), paese che conoscevo finora solo per il pane, ma tornarci su può comunque essere utile: ha fatto clamore il post di Selvaggia Lucarelli in cui veniva mostrata una bambina accompagnata alla chiesa su un calessino bianco trainato da una pariglia di cavalli pomellati, sul quale era stata montata una struttura in acciaio e plastica sovrastata niente meno che da una corona, a ricordare la carrozza di Cenerentola al ballo; come Cenerentola al ballo, con parasole di pizzo e bouquet, era, ovviamente, vestita la comunicanda. Qualcuno, tra i commenti, è riuscito a trovare delle ragioni per difendere persino questa pagliacciata: magari era un desiderio della bambina e i genitori hanno voluto accontentarla…Leggi tutto

26/02/2015 Roma. Rai. Trasmissione televisiva Porta a Porta. Nella foto Fausto Bertinotti

Rifond-Azione Cattolica

di Arturo Pucillo

 

 

Nel rutilante mondo delle notizie online, l’Huffington Post ce ne offre una curiosa, che a dire il vero ha offerto il fianco a sarcasmi e facezie varie sui diversi social network: Fausto Bertinotti, leader carismatico anni ‘90 di Rifondazione Comunista, che ebbe punte di popolarità consentendo la vittoria del centrosinistra alle elezioni e punte di impopolarità cagionandone la caduta, tutto loquela e cachemere, starebbe rivivendo una seconda giovinezza al seguito di Julian Carrón, guida del movimento cattolico Comunione e Liberazione. Leggi tutto

porta a porta

Torta a torta

Torta  a  torta. Non  l’ho  vista.  A  quell’ora  cerco  di  dormire  o  di  accompagnare  il  mio  restio  figlio  all’appuntamento  con Morfeo.  Ma  l’ho  sentita,  o  meglio  l’ho  sentita  risuonare  in  diversi  contesti.  Per  lo  più,  contesti  di  critica anche  veemente:  convocazioni  dinanzi  alla  Commissione  Parlamentare  Antimafia;  infiniti  tweet  più  o meno popolari  che  denunciano  lo  schifo  di  un  palcoscenico,  finanziato  dai  soldi  dei  contribuenti, costruito  per  sbirciare  nel  focolare  domestico  di  una  famiglia  mafiosa,  anzi  LA  famiglia  mafiosa;  interviste furenti  di  parenti  (figli,  fratelli…)  delle  vittime  di  Mafia,  su  tutti  Salvatore  Borsellino,  Nando  Dalla  Chiesa, Maria  Falcone.

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gene

Religione o religene?

di Arturo Pucillo

Molto di recente mi è capitato di leggere un approfondimento dalle pagine virtuali de “Il Piccolo”, a firma di Mauro Giacca, relativo ad alcune ricerche pubblicate su “Nature”. Tali ricerche sono state effettuate per trovare una radice biologica al bisogno intrinseco di religiosità presente nella famiglia umana. Studiando otto diverse comunità, praticanti diverse religioni (tra cui il cristianesimo), emerge che le persone credenti delle religioni che “predicano” un «dio moralizzatore (ovvero preoccupato della distinzione tra bene e male), onnisciente (che conosce pensieri e azioni) e punitivo (capace di inferire dolore)» sono «molto più disposte ad aiutare, anche economicamente, uno straniero, a patto però che questi appartenga al medesimo culto». Un’altra ricerca, presentata su “Current Biology”, ha valutato il comportamento di 1100 bambini provenienti da sei Paesi, di diversa professione religiosa (anche non credenti), da cui emerge che «l’essere religiosi correla in maniera inversa con l’altruismo e va invece di pari passo con l’istinto punitivo». In sintesi, l’autore conclude che questi comportamenti sono determinati sì dal contesto socio-educativo ma anche dal Dna (è indicata anche la variante di un gene potenzialmente responsabile di ciò). Ciò che mi colpisce è che, pensando al Dio rivelato da Cristo, inscritto nelle nostre coscienze, non vedo spazio per comportamenti come quelli rilevati nelle ricerche. Allora, delle due l’una: o i ricercatori hanno in realtà omesso di considerare i cristiani (sostenere che il “nostro” Dio è punitivo mi sembra quanto meno un azzardo), annacquandoli in altre religioni, oppure i cristiani intervistati lo sono solo a parole. Ai posteri l’ardua sentenza. «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra [Lc 18,8]»? O troverà solo una sequenza genetica viziata da una cattiva religiosità?