Con altri occhi


La Chiesa e l’Azione Cattolica viste da altrove. Per capire, per capirsi.

Dalla Siria a Trieste sulle ali del Vangelo

di Erik Moratto

 

Da quattro mesi nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Via Cologna si respira una brezza di un vento leggero che viene dalla Siria, i ragazzi imparano le prime parole in siriano e ascoltano racconti di popoli lontani, da un giovane prete che accoglie sempre tutti con un grande sorriso.

Ne abbiamo approfittato per intervistare questo Don, con una storia più unica che rara, una di quelle storie talmente vere e profonde che danno la conferma di essere su un terreno sacro, fertile, dove Dio ha seminato.

Si chiama Haddad Imad Giuseppe, don Josef per gli amici, che ci racconta la vita di un ragazzino cristiano cresciuto tra i mussulmani, la scoperta di una vocazione che, come spesso accade, irrompe nella vita per lasciare un sentiero facile, disegnato già dagli altri, per seguire uno proprio, rischioso ma libero, e con il Signore come unico compagno.

Una strada che porta Josef a studiare in Svizzera, dove in seminario si innamora della Parola e trova tante amicizie, il centuplo di quelle che aveva abbandonato. Ma il viaggio non finisce in Ticino, infatti scaduto il permesso di soggiorno per studio, questo giovane sacerdote deve di nuovo prendere tutto e andare alla scoperta di una città ignota ma che lo affascina subito: Trieste.

Ma adesso mi fermo qui, ho già detto troppo e deve essere lui a raccontare, buon ascolto!