Due passi in città


Quelli che... la sacrestia è confortevole e affrescata, ma non è esattamente casa loro. Ovvero: da laici cristiani, nel sociale e nel politico.

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Giorno del Ricordo a Crassiza

di Mario Ravalico

 

10 febbraio, Giorno del Ricordo. Non solo della tragedia delle foibe e dell’esodo nel secondo dopo guerra ma anche della più complessa vicenda del confine orientale. Così recita l’art. 1 della legge che istituisce la Giornata del Ricordo. Ed è per questo che quest’anno, per la prima volta, l’Associazione delle Comunità Istriane ha proposto e inserito nel programma delle diverse iniziative concordate con il Comune di Trieste che caratterizzano questa giornata, anche il ricordo e l’omaggio al monumento che ricorda il beato don Francesco Bonifacio, martire della Chiesa tergestina. Monumento che è stato voluto e realizzato dall’Azione Cattolica di Trieste, e condiviso dai fedeli del territorio, sul sentiero che da Grisignana va verso Crassiza, proprio là dove il sacerdote venne arrestato e poi fatto sparire, non si sa dove.

Così il 14 febbraio scorso è stato un appuntamento molto importante che ha visto la delegazione delle Comunità Istriane, accompagnata da Giuliana e Mario Ravalico che, dopo un momento di sosta nella chiesa di Crassiza per presentare la figura di questo santo sacerdote, recarsi al monumento che lo ricorda. Qui alcune spiegazioni sul significato e la simbologia di questo e poi la lettura del racconto degli ultimi momenti della vita del sacerdote; ed è stato bello e insieme coinvolgente mettere in evidenza il perdono che don Francesco donava ai suoi carnefici nel momento supremo del suo martirio, lui che poco prima aveva ricevuto il perdone dal Signore nel sacramento della riconciliazione: la misericordia che gli era stata donata attraverso don Giuseppe Rocco, ora don Francesco la donava a chi lo stava uccidendo. La preghiera al Beato composta dal nostro Vescovo e recitata da tutti i presenti ha sugellato quell’appuntamento molto significativo ed intenso.

L’augurio è che la conoscenza e il culto al Beato don Francesco, anche attraverso queste occasioni, possa sempre più allargarsi per diventare veramente patrimonio di fede non solo per l’intera Chiesa locale, ma anche per la stessa nostra città.