Beato Francesco Bonifacio


Per la santità, alle volte, basta poco. Alle volte quel poco è tutta la vita. Notizie e iniziative per imparare da un martire del Novecento.

Monumento Bonifacio

Il monumento sul luogo del martirio

di Mario Ravalico

 

 

Nel pensare ad un monumento commemorativo nel luogo in cui è stato arrestato il sacerdote don Francesco Bonifacio, l’ideatore del progetto, l’arch. Marco Aliotta, ha fatto memoria degli incontri avuti in più occasioni con testimoni che gli hanno parlato in modo appassionato della vita e della spiritualità di questo giovane prete istriano.

Di forte ispirazione è stata per l’architetto anche la visita ai luoghi della vita di don Francesco ed in particolare la vista dall’alto di quella stradina da lui percorsa fino al luogo dove è stato catturato ed in cui l’Azione cattolica di Trieste ha pensato di porre il monumento che verrà benedetto il prossimo 10 settembre.

Da questo splendido panorama istriano e dalla convinzione che don Francesco era animato da un forte radicamento alla Parola di Dio, che anche nell’ultimo giorno della vita non ha mancato di leggere, meditare ed annunciare alla comunità di cui era pastore, si è pensato di porre un segno che rimandasse ad un leggio dal quale il sacerdote istriano aveva tante volte proclamato e commentato quella Parola.

Al posto dell’evangelario però si è voluta porre una croce a significare come il suo radicamento nella Parola di Dio lo avesse sollecitato quotidianamente alla testimonianza (martyrion) sino ad arrivare al martirio.

La croce è una croce greca e, con i due bracci della stessa misura, si è voluta trasmettere l’idea dell’equilibrio tra la dimensione orizzontale e quella verticale nel percorso di don Francesco verso la Casa del Padre dopo la sua vita terrena, culminata con l’uccisione, perché l’abbraccio di Dio ha riportato tutto in armonia, dando senso e valore alle scelte fatte da questo giovane prete.

Le scritte poste sul lato verticale del leggio, espresse in italiano e in croato, unite tra di loro dalle date della nascita e della morte e dalle parole «in odium fidei», a significare come da sempre la terra d’Istria è un’unità composita, ricordano il servizio svolto da don Francesco tra la sua gente, in particolare tra i giovani, e il dono della palma del martirio che, come ci ricorda San Paolo [2Tm 4,8], «il Signore dona a tutti coloro che attendono con amore la Sua manifestazione».

Infine, la scritta posta alla base del monumento, facendo memoria dell’anniversario del martirio in questo Anno giubilare della Misericordia, rammenta il perdono che don Francesco ha donato ai suoi uccisori nel momento finale della sua vita, come Gesù sulla croce.