Editoriali


Quel che si vede, si pensa e si propone in Azione Cattolica a Trieste

Gianguido

Il saluto del nuovo presidente

di Gianguido Salvi

 

 

Cari aderenti ed amici,

un breve saluto all’inizio di quest’anno che mi vede presiedere l’Azione Cattolica diocesana fino alle prossime consultazioni associative del 2017.

Un primo grazie è dovuto a Giovanni Grandi nostro Presidente nei cinque anni passati. Assieme abbiamo affrontato situazioni e momenti complessi di vita diocesana, che ritengo abbia sbrogliato e risolto lucidamente e pacatamente nello spirito complessivo di costruire situazioni migliorative per la nostra Associazione. Tutto è perfettibile, su questo concordo, ma il risultato finale è che ci lascia un’associazione logisticamente e complessivamente più forte. Di lui mi rimane, come accompagnamento personale, in questa nuova avventura, la passione sensibile verso l’AC e l’attenzione verso il prossimo, singolarità che assieme alla sua preparazione ritengo rappresenteranno un fondamentale supporto nel cammino futuro che ci attende.

Un grazie ulteriore al Consiglio e alla Presidenza diocesana con cui ho lavorato in questi due densi ma ricchi anni in cui ho potuto realizzare quanto riescano a costruire esperienze, caratteri, anagrafiche differenti lavorando uniti nel Signore. È la forza della nostra Associazione, l’entusiasmo e la freschezza del nuovo che si uniscono all’esperienza e alla ponderatezza dell’antico (tra questo antico ormai mi ci metto anch’io), il composto complessivo che ne deriva garantisce forza e profondità nel medesimo tempo.

Un grazie, infine, affettuoso al nostro Vescovo e ai nostri Assistenti le cui parole al momento giusto hanno corretto la nostra autarchica presunzione ricordandoci chesenza il Signore l’uomo non è in grado di fare nulla.

Che anno dunque ci aspetta? Ritengo un anno che oltre la quotidianità, talvolta complessa, ci traghetti preparati e responsabili alle elezioni dei prossimi Consigli Parrocchiali e del nuovo Consiglio Diocesano. Non bisogna, credo, sottovalutare le difficoltà che la nostra Associazione si trova ad attraversare e le scelte da portare avanti, in particolare nel prossimo triennio, le quali dovranno avere basi forti che quest’anno dovrà forzatamente predisporre. Quali impegni assumere in Diocesi, come far crescere le realtà parrocchiali, vista talvolta l’esiguità delle forze, come essere presenti maggiormente in città e per la città forti anche di esperienze e percorsi nazionali che, ritengo, possano e debbano inserirsi maggiormente nel tessuto cittadino di cui facciamo parte?

Non dimentico, inoltre, le altre Associazioni diocesane della regione con cui si sono avviate numerose attività e con cui sempre più si dovrà lavorare per ottimizzare percorsi ed iniziative che, temo, da soli faremmo sempre più fatica a realizzare. In un “mondo globale”, come sempre ci raccontiamo, non possiamo certo fermarci ai nostri “confini barcolani”. In definitiva lo sforzo che vi chiedo sarà di ripensare “criticamente” alle nostre associazioni sia parrocchiali che diocesana provocandomi, vi prego, anche quotidianamente con problemi e soluzioni che voi già avrete intravisto e che io sicuramente non ho scorto. Sarà mia cura, vi assicuro, lavorare con voi, nei modi dell’Azione Cattolica, per cercare soluzioni condivise.

C’è una piccola tradizione dei Presidenti diocesani: la scelta di un versetto della Scrittura come proprio “motto”, da utilizzare anche nelle forme di saluti. Io ho scelto un passo dal Salmo 8: “Che cos’è l’uomo perché Tu lo ricordi?”. Una domanda a cui non sono ancora in grado, e forse non sarò mai, di dare una risposta. Spero con il vostro aiuto di provarci.

Un abbraccio fraterno

Gianguido Salvi

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