AC
Trieste
CET
Conferenza Episcopale Triveneta

Lettera alle comunità cristiane sull'AC - 31.1.96 


 
 
1
"Carissimi, 
grazia a voi e pace 
da Dio Padre nostro 
e dal Signore Gesù Cristo."
(1 Cor. 1,2)


Noi vescovi del Triveneto, dopo aver rivolto l'attenzione alle molteplici aggregazioni laicali presenti nelle nostre diocesi con la presentazione degli "Orientamenti per le aggregazioni ecclesiali laicali" (8 dicembre 1995), desideriamo ora rivolgere una parola ai presbiteri, ai consacrati e ai laici sull'Azione Cattolica e la sua presenza nella vita della Chiesa. In sintonia col Magistero della Chiesa, infatti, noi consideriamo l'Azione Cattolica un ministero prezioso, se non addirittura necessario, per la vita e la pastorale delle comunità cristiane. 
L'Azione Cattolica infatti è una "singolare forma di ministerialità" e ha, perciò un rapporto particolare e organico con la comunità cristiana, coi suoi pastori e l'azione pastorale; tipicità che è stabilita dallo statuto stesso dell'Associazione. Essa infatti è "una Associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con la Gerarchia, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa" (art. 1). 

E' per questo che noi, incoraggiati dall'insegnamento di Giovanni Paolo II e dalle indicazioni del recente Convegno ecclesiale di Palermo, rinnoviamo la scelta dell'Azione Cattolica per le nostre diocesi e le nostre parrocchie e chiediamo ad esse - ai presbiteri, ai Consigli pastorali, agli Uffici diocesani e agli operatori di pastorale - di prendere in considerazione questo particolare ministero laicale e la sua collocazione nella vita della Chiesa. 

La nuova evangelizzazione per l'oggi e il domani nelle Chiese del Nord Est 
2 Non è necessario analizzare ancora una volta i tratti culturali del nostro territorio e del tempo in cui viviamo. Tutto questo e stato oggetto di attenta riflessione nel Convegno ecclesiale di Aquileia nel 1990; a distanza di qualche anno non possiamo non riconfermare quella lettura, annotando semmai qualche segno di ulteriore pesantezza e gravità in fatto di secolarismo, di perdita di sensibilità religiosa ed etica in particolare da parte dei ragazzi e dei giovani, di soggettivismo religioso e morale. 
Le note vicende di malcostume sociale, politico ed economico hanno toccato anche le nostre regioni; hanno creato forti reazioni di sdegno, ma specialmente hanno indebolito il tessuto etico e sociale, lasciando un clima spesso pesante di individualismo e di scetticismo. 
3 Le comunità cristiane che vivono nel territorio del Nord Est si sentono interpellate da questo clima e sono convinte della loro responsabilità, anche nei risvolti culturali e sociali. La risposta della Chiesa, secondo le indicazioni del Magistero e gli orientamenti pastorali della Chiesa italiana, richiede una rinnovata opera di evangelizzazione. Ed è proprio in questo grande progetto della nuova evangelizzazione che noi avvertiamo la necessità e la preziosità dell'Azione Cattolica. Essa infatti è un "luogo" e uno "strumento" permanente di evangelizzazione, cioè di annuncio, di educazione alla fede e alla vita cristiana, in mano alla singola comunità parrocchiale. 

La formazione in realtà è sempre stata il primo e fondamentale impegno dei gruppi di Azione Cattolica nella parrocchia, dai ragazzi fino agli anziani. In questo l'Azione Cattolica non fa altro che dare concretezza all'impegno formativo che spetta alla comunità cristiana stessa. 

Oggi in particolare c'è bisogno di evangelizzare gli adulti, e con essi le famiglie; ma solo la proposta di un gruppo associativo permette di realizzare iniziative non occasionali di catechesi e di formazione cristiana. L'Azione Cattolica è impegnata a rivedere gli itinerari di formazione nell'ottica della nuova evangelizzazione. 

4 La formazione poi che l'Azione Cattolica propone secondo il suo metodo associativo, ha, da sempre, alcune caratteristiche, che nascono dalla sua attenzione alle persone e alle rispettive condizioni di vita. E' una formazione globale, sistematica, ecclesiale e laicale

Globale perché tende alla crescita armoniosa di tutta la personalità del credente attraverso la proposta dell'annuncio di fede e della catechesi, della celebrazione liturgica, della preghiera e della spiritualità, dell'esperienza di carità verso i fratelli, del dialogo e del confronto culturale, dell'attenzione al territorio e alle sue esigenze, della considerazione dei problemi tipici di ciascuna età della vita. 

Sistematica perché accompagna la persona nelle diverse tappe della sua esistenza e propone un programma continuativo di incontri. L'esperienza del "gruppo associativo" che regolarmente si incontra per un cammino di formazione rimane ancora il modo più corretto e più efficace per realizzare qualsiasi proposta educativa. L'esperienza del gruppo, inoltre, è oggi forse la risposta più adeguata alla cultura e perciò alle attese di tanti ragazzi e giovani e costituisce un vero bisogno per gli adulti e le famiglie. 

Ecclesiale perché fa riferimento alla vita, all'attività, al progetto pastorale della propria comunità cristiana: quella parrocchiale e quella diocesana. Chi accoglie la proposta dell'Azione Cattolica impara a conoscere, ad amare e a servire la propria comunità e a vivere in essa. L'Azione Cattolica infatti ha scelto, per statuto, come proprio ambito di vita e di attività la parrocchia e ha nei suoi pastori il riferimento esplicito per vivere il proprio carisma e il proprio ministero. Non è poi di poco conto il fatto che l'appartenenza all'associazione stabilisce contatti di autentica comunione ecclesiale all'interno della parrocchia, nel vicariato o forania, con la diocesi, a livello regionale e nazionale. 

Laicale, infine, perché non solo non estranea il cristiano dalla vita quotidiana, dalle realtà terrene, ma anzi lo aiuta a trovare in esse - ad esempio nella famiglia, nella scuola, nel gioco e nel tempo libero, nel lavoro e nella professione, nell'impegno sociale e politico - la propria santificazione e il proprio impegno per il bene dei fratelli. 

Ai membri dell'Azione Cattolica, chiediamo di allargare lo sguardo della carità oltre il numero dei propri associati, impegnando gli adulti a farsi missionari verso gli adulti, i giovani verso i giovani e i ragazzi verso i ragazzi. L'opera della nuova evangelizzazione passa di necessità attraverso un rinnovato impegno missionario da parte di chi ha iniziato a scoprire il dono della fede e dell'appartenenza alla Chiesa. 

I laici di AC nella pastorale della comunità cristiana
5 La Chiesa considera la presenza dei laici nella pastorale un carisma e una forma necessaria di ministerialità. La pastorale infatti è espressione di tutto il popolo di Dio, nella diversità e nella complementarietà dei carismi e dei ministeri. 

Dobbiamo riconoscere che molti passi sono stati fatti in questa direzione nelle nostre Chiese particolari, nelle nostre parrocchie; c'è motivo per ringraziare il Signore. Tuttavia si rendono necessari ulteriori passaggi per rendere normale ed efficace il carisma e il ministero dei laici nella pastorale in comunione e in collaborazione con i pastori, che nella Chiesa sono segno e fattore di unità nell'essere e nell'operare. Una pastorale che fosse centrata esclusivamente sul ministero del presbiterio rischia di non essere sufficientemente viva, aperta e missionaria di frante alle esigenze del tempo presente. "Giustamente dunque - diceva il Presidente della CEI a Palermo - è stato chiesto a noi Pastori di non avere paura dei laici, ma piuttosto di dare loro spazio, curandone una robusta e intelligente formazione: è un invito che cordialmente accettiamo". 

6 L'Azione Cattolica risponde a queste esigenze e a queste attese. Il suo impegno di educazione e di formazione cristiana tende, tra l'altro, a far maturare uomini e donne che sappiano porsi a servizio, in maniera non occasionale ma continuativa, della propria comunità, come una scelta e uno stile di vita. Così è sempre stato in passato; così è anche oggi, dove l'associazione vive ed è inserita nel tessuto organico della pastorale. Così sarà certamente in futuro, a condizione che l'Azione cattolica sia pensata e voluta come "coltivazione dei cristiani laici per la vita della Chiesa e del mondo". 

E' questo il motivo che ha introdotto i Pastori a considerare l'Azione Cattolica quasi un "seminario" laicale nella vita della Chiesa e a dedicare ai suoi membri una particolare cura. Non si tratta di un privilegio; si tratta piuttosto di un diritto della comunità cristiana e di una necessità per la sua vita presente e futura il coltivatore, al suo interno, persone che crescano con uno stile di amore e servizio, senza nulla togliere alla qualità e alla finalità di altre aggregazioni e di altri riferimenti per la propria vita. 

Nella pastorale infatti l'Azione Cattolica rende significativa e attiva la presenza dei laici, non solo singoli ma associati, essa infatti vive e opera nella Chiesa "a guisa di corpo organico". E' la presenza dell'associazione che diventa nella pastorale garanzia di continuità nella formazione e nel servizio, al di là dei cambiamenti delle persone. Nella sua identità e nella sua finalità non dipende dalla interpretazione, magari arbitraria, di qualcuno; non si identifica col pensiero e comportamento di qualche persona. 

A voi dell'Azione Cattolica noi Vescovi domandiamo di essere sempre innamorati di Gesù Cristo e di essere innamorati della vostra comunità, anche quando essa è "povera"; anzi proprio quando essa è povera e non risponde alle legittime attese. Il vostro amore alla Chiesa non sia mai condizionato né dai suoi limiti né dalle sue capacità. Vi domandiamo di "stare dentro" col cuore, con intelligenza, con le mani e specialmente con la preghiera alla vostra comunità parrocchiale, accanto ai vostri preti, nei Consigli pastorali e in tutti gli organismi di partecipazione, in stretta collaborazione con tutti gli operatori di pastorale. 

7 All'Azione Cattolica noi Pastori continuiamo ad assegnare dei presbiteri come assistenti, sia a livello parrocchiale - e sono i parroci stessi e i vicari parrocchiali - sia a livello diocesano e regionale. Crediamo che questo sia un "investimento" sapiente e lungimirante per la pastorale. 

Il compito dell'assistente è quello di accompagnare l'associazione nel suo lavoro di formazione, nel suo servizio alla comunità ecclesiale e nella sua opera missionaria e di testimonianza nel mondo. E' proprio dell'assistente inoltre il servizio dell'unità, che, se vissuta già nell'associazione, diventa testimonianza per tutta la comunità ed esercizio spirituale per crescere nelle esigenze della comunione ecclesiale. La presenza, la dedizione, la generosità di tanti sacerdoti hanno fatto crescere nell'Azione Cattolica generazioni intere di cristiani laici, maturi nella fede, nel servizio alla chiesa e al paese. "Ciò è stato possibile - diceva il Papa agli assenti diocesani il 26 ottobre scorso - perché accanto a ciascuno di questi laici vi è stata la presenza e la guida spirituale di un sacerdote, in genere l'assistente, che, con l'esempio della vita sacerdotale, la sapienza della parola e la ricchezza della carità pastorale, lo ha accompagnato del cammino verso la santità nella condizioni ordinarie della famiglia e della professione, nella vita e nell'attività di ogni giorno". Noi desideriamo rivolgere un pensiero di gratitudine a questi preti che hanno realizzato il proprio ministero assistendo l'Azione Cattolica e, così, edificando la comunità. 

A voi carissimi presbiteri diciamo di non esitare a proporre, ad accompagnare, a sostenere se è necessario, i gruppi di Azione Cattolica nelle vostre parrocchie, come parte importante del vostro ministero. Investire sull'Azione Cattolica in parrocchia significa assicurare alla comunità, per oggi e per domani, la presenza di persone che la sanno amare e servire. 

A voi laici di Azione Cattolica chiediamo di accogliere sempre con disponibilità e con fiducia gli assistenti che la Chiesa vi assegna. A loro domandate che vi guidino sulle strade della fede e della spiritualità, dell'amore alla Chiesa; ad essi chiedete il pane della Parola e dell'Eucarestia, la direzione spirituale. E' questo il loro modo più vero di crescere vostri amici nel Signore. 

Dall'Azione Cattolica ben coltivata e bene inserita nel tessuto pastorale della comunità nasceranno ancora, come sempre è avvenuto, vocazioni ministeriali, consacrate e coniugali. E' anche questo un ulteriore motivo che ci induce ad invitare i sacerdoti, specialmente quelli che esercitano il loro ministero in parrocchia, a non temere di fare i laici - giovani e adulti - la proposta dell'Azione Cattolica come autentica scelta di vita, in vista della formazione e del servizio. Nei laici di Azione Cattolica i sacerdoti hanno sempre trovato, oltre che dei fedeli collaboratori nel lavoro pastorale, anche degli autentici e sinceri amici capaci di condividere con loro le gioie e le fatiche della vita. 

In collaborazione con gli operatori di pastorale
8  Qualcuno ha pensato che la nascita dei Consigli pastorali e il servizio reso da molti operatori nei diversi ambienti della pastorale parrocchiale e diocesana potevano essere un motivo sufficiente per lasciar perdere l'Azione Cattolica, che in passato copriva tutte le esigenze operative della pastorale. Noi crediamo invece che proprio la ricchezza che è costituita dagli organismi di partecipazione dai diversi operatori di pastorale domanda la presenza organica dell'Azione Cattolica. Essa infatti garantisce quella formazione, quell'amore alla comunità e quello stile di servizio anche umile senza i quali gli organismi e i ministeri talvolta non durano o non edificano in modo organico la comunità. 

Nessun contrasto può esistere tra l'Azione Cattolica e gli operatori di pastorale né a livello parrocchiale né a livello diocesano. Non ci sono spazi da contendere, né primizie da difendere, né alternative da creare. È vero che gli Uffici diocesani e gli operatori di pastorale in parrocchia devono rivolgere la loro attenzione a tutti i membri della comunità cristiana; è vero anche per molte persone, spesso sono proponibili soltanto attività occasionali. Crediamo tuttavia che non possa mancare nella comunità cristiana una proposta di formazione globale e sistematica, come è quella realizzata dai gruppi di Azione Cattolica. 

Tra la attività e le proposte degli Uffici pastorali e il cammino formativo dei gruppi associativi occorre dunque cercare tutte quelle soluzioni che vanno sulla linea dell'integrazione reciproca, della non sovrapposizione e non moltiplicazione degli impegni e delle proposte formative. Ci sono, ad esempio, momenti di catechesi, di liturgia, di spiritualità che sono necessari per tutti e che non possono essere doppiati per ciascun gruppo esistente nella parrocchia: sarebbe solo una inutile e dannosa frantumazione della comunità, tanto più che in parrocchia spesso succede che una stessa persona partecipi sia ad un gruppo di tipo associativo sia a gruppi di servizio, come la catechesi o l'animazione liturgica o altro. 

9 Vale la pena, per questo, distinguere, pur senza separare, la formazione (o educazione ) e la preparazione ministeriale.
Intendiamo per "formazione" il cammino che tende a "dare forma" al cristiano, cioè ad accompagnarlo nella sua crescita personale nella fede e nella vita cristiana. Intendiamo invece per "preparazione ministeriale" l'acquisizione di ciò che è necessario e utile per poter esercitare un ministero nella Chiesa. 

L'integrazione è necessaria, in parrocchia e in diocesi, anche per il motivo che spesso le attività proposte dagli operatori pastorali e dai corrispondenti uffici diocesani trovano possibilità di realizzazione e di collaborazione proprio nei gruppi associativi di Azione Cattolica. Talvolta anzi succede che, se non ci sono gruppi associativi che accolgono e fanno proprie la indicazioni e le proposte pastorali, queste rischiano di cadere nel vuoto o di gravare, alla fine, esclusivamente sulle spalle dei sacerdoti. E' quello che talvolta capita con i programmi pastorali diocesani e parrocchiali. 

Queste considerazioni, frutto di esperienza in molte diocesi e parrocchie, suggeriscono la strada di una integrazione che è necessaria sia a livello diocesano, tra Uffici pastorali e presidenza dell'Azione Cattolica, sia a livello parrocchiale tra gruppi associativi e operatori di pastorale. Alle proposte degli Uffici e degli operatori di pastorale l'Azione Cattolica offre come interlocutore accogliente e propositivo un gruppo associativo stabile, in grado di integrare le proposte in un cammino sistematico di formazione e di servizio. Solo una intelligente integrazione diventa arricchimento per tutta la comunità. La presenza dell'associazione, poi, crea una continuità nella vita della parrocchia di frante al mutare dei servizi e addirittura oltre il cambiamento dei preti in parrocchia. 

10 Anche nei rapporti con le aggregazioni laicali presenti in diocesi e in parrocchia è bene cercare tutte le possibilità di incontro e di collaborazione all'interno dello stesso cammino pastorale della Chiesa locale. 
Negli "Orientamenti per le aggregazioni ecclesiali laicali", noi Vescovi abbiamo esortato le Aggregazioni laicali ad un reale "coordinamento di tutte le energie" all'interno degli organismi di partecipazione ecclesiale (Consigli pastorali e Consulte) e "a cooperare efficacemente alla missione evangelizzatrice della Chiesa". Nello stesso modo vogliamo chiedere ai responsabili e ai soci dell'Azione Cattolica di farsi sempre promotori di comunione reale e di collaborazione tra le diverse aggregazioni presenti nella propria Chiesa particolare, attorno ai presbiteri e secondo le linee dei programmi pastorali. 
Per una Chiesa più missionaria col Vangelo della Carità 
11 La nuova evangelizzazione impegna la Chiesa e ogni cristiano a farsi testimone e annunciatore della Carità di Dio in mezzo agli uomini del nostro tempo, per l'edificazione di una città dell'uomo più vivibile. E' quanto è stato approfondito dal Convegno ecclesiale di Palermo, che anche in questo ha confermato le indicazioni del nostro Convegno di Aquileia. Oggi il territorio nel quale vivono le nostre diocesi ha bisogno di sentire nuovamente - in un momento di smarrimento e di ricerca di risposte istituzionali corrette ed efficaci - l'annuncio della Carità di Dio da parte dei credenti e delle comunità cristiane. Ha bisogno ancora di più di "vedere" che la Carità di Dio diventi criterio di vita personale, familiare e sociale nella ricerca del bene delle persone e della società. È così che il Vangelo della carità diventa cultura, anima delle istituzioni e della struttura civile; diventa motivo di speranza per tutti gli uomini. 

Questo è il campo proprio dei cristiani laici che sono chiamati dal Signore a vivere la fede e la carità nelle realtà e nelle esperienze terrene, in compagnia di uomini e donne di cultura e religioni diverse. Con la loro vita, la professione, la presenza e l'impegno nelle strutture, essi costituiscono la strada naturale e obbligata della nuova evangelizzazione. 

12 Tutto questo però richiede e presuppone una radicata spiritualità, cioè la capacità di vivere nel quotidiano secondo lo Spirito. Infatti lo Spirito di Gesù, Verbo incarnato, non allontana dalla realtà, dai problemi, dal dialogo e dal confronto, ma anzi inserisce nella storia. Il mondo - è stato detto a Palermo - "non è una realtà da sfuggire, ma da guardare con simpatia, come via di santificazione, ossia di accoglienza dell'amore di Dio per noi e di esercizio dell'amore verso Dio e verso il prossimo" (il Presidente della CEI). 

Noi crediamo che l'Azione Cattolica sia ancora oggi, come è sempre stata nella sua storia, il luogo e lo strumento atto a maturare i cristiani laici in una "moderna" spiritualità laicale. Per questo noi crediamo all'Azione Cattolica di curare e di intensificare, se il caso, la vita spirituale dei propri associati, in vista anche della loro presenza e del loro impegno del mondo di oggi e di domani. Sarà necessario educare i soci alla vita spirituale con proposte graduali, adatte all'età e alle condizioni di vita. Alla pratica degli Esercizi spirituali, ad esempio, si giunge dopo aver organizzato la propria vita spirituale con la scelta di spazi quotidiani di preghiera personale, con qualche appuntamento mensile, con la frequentazione della scuola di preghiera, con la famigliarità con la "lectio divina". La Chiesa e il mondo hanno bisogno di laici santi; di donne e di uomini "avvinti dallo Spirito" e "consegnati" dallo Spirito alla Chiesa e alla società. Maria costituisce, anche in questo, un punti luminoso di riferimento. 

Ritornate, perciò, a riempire le case di spiritualità della vostra diocesi; attingete con gioia alle sorgenti della Vita, che sono la Parola di Dio, l'Eucarestia, la Penitenza e tutti gli altri sacramenti; create sempre unità nella carità superando gli immancabili motivi di divisione e di contrapposizione. Dalla Parola, dalla liturgia e dallo Spirito di carità imparerete a fare della vostra vita laicale il luogo della vostra santificazione e della salvezza del mondo. 

Dalla spiritualità prenderà sempre nuovo vigore il vostro amore agli uomini, alla storia, al territorio nel quale vivete. Troverete nella Dottrina sociale della Chiesa quell'"insieme dei principi di riflessione, dei criteri di giudizio e delle direttrici di azione" che vi guideranno nella edificazione della città dell'uomo della democrazia, nella corresponsabilità, nella giustizia e nella pace. 

Ai soci dell'Azione Cattolica 
13 Ai responsabili, agli animatori, ai sacerdoti assistenti e a tutti gli associati all'Azione Cattolica noi vescovi desideriamo infine rivolgere una parola di riconoscenza, di ringraziamento e di incoraggiamento. L'Azione Cattolica ci è cara perché ci sta a cuore la vita delle nostre comunità cristiane; perché crediamo all'importanza che ha il laicato ben preparato nella vita della Chiesa e della sua missione nella società. Abbiamo presente il vostro amore alla Chiesa, la vostra generosa dedizione al servizio accanto ai presbiteri e ai vescovi, la vostra costanza nel lavoro, spesso umile e faticoso, della formazione cristiana. 

Vi consideriamo nostri collaboratori nel lavoro pastorale delle parrocchie e della diocesi e facciamo buon conto dell'apporto che voi date alla elaborazione e alla realizzazione dei cammini pastorali delle parrocchie e delle diocesi. Per questo non esitiamo a far giungere a tutti l'invito ad aderire, anche esplicitamente, all'Azione Cattolica. È una buona via di santità laicale nella Chiesa per il mondo. 

14 Sappiamo che talvolta fa problema la tessera. È comprensibile questa difficoltà, specialmente se l'adesione è presentata e percepita solo come contributo economico. A ben guardare essa è molto di più. È il segno di un impegno offerto alla propria comunità nella persona dei propri pastori e il segno di un mandato ricevuto dai pastori per il servizio e la formazione. È il segno di un impegno non occasionale e non settoriale per la propria comunità. L'adesione non è mai un problema privato; per questo motivo è bene solennizzare nella comunità l'adesione all'Azione Cattolica. 
15 A chi già aderisce all'Azione Cattolica chiediamo di non tralasciare mai il lavoro della propria formazione alla fede e alla vita cristiana. Gli incontri sistematici dei gruppi associativi costituiscono un momento irrinunciabile per un cammino formativo. Ancor di più noi vi chiediamo di non accontentarvi degli attuali aderenti, ma di osare senza paura nel proporre l'Azione Cattolica e il suo progetto di vita specialmente agli adulti e ai giovani: è un ideale che merita di essere fatto conoscere e che certamente troverà persone disposte ad accoglierlo. 

Raccomandiamo inoltre di coltivare sempre, come un bene prezioso e una condizione di vita, la comunione e la collaborazione all'interno della vostra comunità ecclesiale: con i vostri preti, prima di tutto, con il Consiglio pastorale, con tutti gli operatori di pastorale, con le altre aggregazioni laicali presenti in parrocchia e in diocesi. C'è bisogno di imparare a percorrere la strada esigente del dialogo che cerca la verità nella carità. 

Ai responsabili dell'associazione vogliamo raccomandare la formazione degli animatori e degli educatori. Già molto si fa all'interno dell'Azione Cattolica, ma oggi è necessario uno sforzo ulteriore, sia a livello di contenuti sia a livello di metodo, per rispondere alla sfida della educazione alla fede e alla vita cristiana. 

16 Noi affidiamo queste considerazioni ai presbiteri, agli organismi di partecipazione ecclesiale, ai responsabili e ai soci dell'Azione Cattolica per una comune riflessione. Affidiamo tutti voi, fratelli e sorelle, all'intercessione di Maria, madre di Dio e della Chiesa, a tutti i santi laici, donne e uomini, cresciuti nell'amore a Dio e nel servizio umile alla propria comunità ecclesiale e civile. 
 
 
I vescovi del Triveneto 

Torreglia (Pd), 31 gennaio 1996