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dall'omelia in occasione del centenario dell'Azione Cattolica Italiana, 8 dicembre 1968 |
| La vostra presenza, figli carissimi,
già risponde che voi siete convinti della necessità del vostro
apostolato compaginato nella Comunità ecclesiale e che siete pronti
a riprendere il cammino verso il nuovo servizio che la Chiesa vi affida
e che le condizioni del nostro tempo, lungi dal dimostrarlo superato e
superfluo, sembrano ancora più urgentemente invocare. Occorrerà
certamente, anche nelle vostre strutture organizzative, un qualche opportuno
"aggiornamento"; rimarrà certo in esse l'impronta fondamentale della fedeltà e del servizio, sarà loro accordata una maggiore autonomia nell'esercizio delle responsabilità che la fiducia può consentire ad un laicato oggi maturo e potrà essere al tempo stesso meglio qualificata la collaborazione con la Gerarchia nelle funzioni proprie del laico. L'Azione Cattolica ritornerà giovane, e tale si conserverà superando con l'evolversi dei tempi quelle forme cristallizzate della sua organizzazione e della sua attività, le quali mancassero della genialità e della efficacia che il carattere sperimentale, proprio dell'apostolato, reclama. Ma ricordate sempre l'autenticità religiosa e spirituale del vostro Movimento. Non allontanatevi mai dalla sorgente dell'Azione Cattolica, da una vita cioè profondamente imbevuta della Parola e della grazia di Cristo; ritornate continuamente ai princìpi interiori che vi assicurano una lucida e forte coscienza della vostra personalità cattolica, e rettificate continuamente la vostra direzione di marcia, che ha da essere costante e diritta sui sentieri della Chiesa a servizio del prossimo, che dentro e fuori di essa ha bisogno della verità cristiana e del pane benedetto per ogni legittima fame dell'uomo fratello. |