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Nell’ambito delle linee programmatiche triennali e delle linee
unitarie proposte, il Settore Adulti di Trieste intende impegnarsi
per il prossimo anno associativo soprattutto tenendo presente che:
-
“non si nasce” di AC, ma di AC “si diventa” attraverso “percorsi che hanno
bisogno di proposta, di gradualità, di maturazione”;
-
essere laici di AC significa uno “stare dinamico” nel mondo;
-
l’AC è chiamata, oggi più che mai, ad essere scuola di laicità
cristiana, attraverso un’esperienza associativa capace di guardare con
interesse la vita di ogni giorno, aiutando le persone a leggere con fede
e ad abitare con cordialità i luoghi e le dimensioni dell’esistenza:
l’amore, la responsabilità, l’impegno, il dolore, la famiglia, la
scuola, il lavoro;
-
occorre accompagnare i singoli aderenti e le associazioni nel pensare e
costruire occasioni di reale “formazione spirituale”;
-
occorre costruire un contatto costante con le associazioni e i gruppi che
operano a livello parrocchiale in modo da avere sempre il polso della situazione
e ascoltare le esigenze e le richieste che le associazioni manifestano.
Le prospettive di impegno
-
Per uno stile personale e comunitario al servizio della Chiesa
- creare occasioni di riflessione - a partire da testimoni anche e soprattutto
locali - sulla vita, ritrovando la gioia dell’esperienza e del confronto
associativo (incontri di settore aperti anche alle altre realtà
ecclesiali operanti in città; a questo proposito c’è la richiesta
di costruire, insieme al Veritas, un momento di riflessione con mons. Pero
Sudar vescovo di Sarajevo e Paolo Rumiz a novembre);
- cercare di valorizzare il percorso formativo di gruppo offrendo anche
dei momenti di confronto sull’uso dei testi associativi e degli altri strumenti
messi a disposizione (libri, sito ecc);
- affrontare delle riflessioni su qualche tematica particolare cercando
anche di “dire una parola” alla città attraverso gli strumenti che
possediamo: Vita Nuova e comunicati stampa.
-
Le urgenze della nostra Associazione diocesana per quanto riguarda gli
adulti
- contatto con le associazioni parrocchiali (visite ai gruppi - far circolare
le esperienze);
- formazione dei responsabili-animatori (incontri anche a livello decanale
o interparrocchiale da pensare unitariamente);
- attenzione alla tematica della famiglia (obiettivi, finalità,
metodo) individuando la coppia animatrice;
- valorizzazione della terza età continuando l’esperienza della
commissione terza età e la proposta di altre iniziative per questa
fascia come ad esempio dei pellegrinaggi;
- valorizzazione della tematica sociale attraverso: organizzazione
del convegno regionale FVG sull’Europa che vedrà anche la presenza
della consulta nazionale del MLAC e la promozione di incontri sulla dottrina
sociale della chiesa (gruppo diocesano, incontri aperti a tutti, comunicati
stampa e gruppetti di lavoro su alcune tematiche scottanti come politica,
lavoro, economia, storia - interna ed esterna di AC -, volontariato, pace,
ambiente, territorio).
-
La presenza dell’AC nella Chiesa locale
- valorizzare il progetto “catechesi-ACR” con il continuo lavoro della
commissione intersettoriale;
- sostegno e partecipazione ai momenti offerti dal Servizio diocesano
per la cultura cercando di valorizzare soprattutto le giornate di settembre
(Borca) per poter offrire un contributo originale di come l’Azione Cattolica
e in modo particolare gli Adulti contribuiscono alla formazione culturale
delle coscienze;
- impegno critico di riflessione e di sostegno al Convegno ecclesiale
e (soprattutto) alle conseguenti linee pastorali soprattutto cercando di
far proprie le riflessioni sugli anziani e le famiglie, cercando di contribuire
alla crescita di una costante tensione dialogica tra chiesa e città.
-
Un’AC per il nostro tempo, ovvero AC e territorio
- valorizzare la funzione culturale dell’AC come associazione che forma
le coscienze (incontri, collaborazioni con altre realtà, partecipazione
ad iniziative di altre realtà locali, comunicati stampa su alcune
tematiche) l’impegno culturale e ideale dell’AC nella nostra città.
- valorizzazione del settimanale diocesano anche attraverso la presentazione
di alcuni testi da segnalare;
- valorizzazione dello strumento internet;
- continuare con la proposta dell’esperienza del gruppo diocesano adulti;
- pensare alla fascia 25/40 attuando una seria riflessione di approccio;
- partecipazione ai momenti nazionali;
- valorizzazione delle iniziative missionarie proposte dal centro nazionale
(in particolare adulti e famiglie oltre la crisi; lavorare perché;
annunciare speranza agli anziani; beviamoci un caffè equo e solidale)
In concreto
In base a quanto sopra esposto avremmo individuato, per il prossimo
anno, tre linee di presenza attiva:
1. famiglia
2. dottrina sociale
3. terza età
A queste si deve aggiungerne una quarta che sarebbe la parrocchia
in quanto essa fungerebbe da elemento trasversale alle prime tre.
Per quanto riguarda la famiglia (coinvolgendo anche la commissione
iniziazione cristiana e quindi giovani e ACR):
-
ci interessa focalizzare soprattutto l’aspetto legato alle politiche famigliari
che sono state fatte (o meglio, non sono state fatte, in questi anni);
-
ma anche quello legato alla sua funzione educativa attraverso l’analisi
di quello che gli adulti possono dare, all’interno della famiglia stessa,
ma anche di quello che possono ricevere;
-
infine ci interessa andare a vedere se si può (e si può)
pensare (e vivere) un altro tipo di famiglia, non più la famiglia
chiusa, bensì quella che vive con la porta aperta, cioè il
cosiddetto “condominio solidale”. È senz’altro una provocazione,
ma è anche un’alternativa possibile e che si fonda su solide radici
evangeliche, ovvero, usando termini che il Papa ha usato in altro contesto
(ma che vanno bene anche qui), sarebbe un’occasione mirante a “promuovere
lo sviluppo integrale di ciascuno” attraverso una “nuova fantasia della
carità che renda solidali con chi soffre” offrendo “fraterna condivisione”
e “non un obolo umiliante”.
Per quanto riguarda la dottrina sociale:
- contribuire ad un servizio di comunione all’interno della realtà
pastorale cercando di collaborare con altri organismi ecclesiali.
Alcune opportunità potrebbero essere:
-
quale Europa? ci sarà il convegno regionale domenica 19 ottobre
prossimo;
-
quale pace? incontro organizzato assieme al Centro Culturale Veritas con
mons. Sudar e Paolo Rumiz, presumibilmente in novembre (sull’esperienza
della scuola interreligiosa a Sarajevo);
-
quali diritti umani? verso primavera del 2004 un convegno da fare (sperabilmente
assieme ad altri organismi come Caritas, Acli, Accri) sui diritti di cittadinanza.
Per tutte queste tematiche si penserebbe di far sì che tali eventi
non rappresentino solo un momento “pubblico”, ma incidano anche nel cammino
ordinario delle singole realtà parrocchiali. A proposito si penserebbe
di rendere disponibili delle piccole schede sulle tematiche degli incontri
da far circolare nei gruppi in modo da evidenziare alcuni punti su cui
costruire una riflessione. Allo stesso tempo sarebbero diffusi i fogli
di cultura popolare già predisposti dal Centro nazionale sugli argomenti
connessi.
Per quanto riguarda la terza età:
- verificare la possibilità/proposta di un pellegrinaggio diocesano;
- verificare la possibilità/proposta di visite culturali formative
(ad es. visita ad alcune chiese di Lubiana).
Alcune modalità di riflessione o sperimentazioni
- promuovere dei momenti di riflessione “interni” sulle tematiche famiglia,
economia, ecc. per potersi confrontare liberamente;
- sollecitare una riflessione/proposta di cammino di formazione per
giovani fidanzati;
- promuovere dei momenti di spiritualità (brevi ritiri) magari
di mezza giornata durante l’anno associativo.
i vicepresidenti SA
Chiara & Paolo Emilio
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