Due passi in città


Quelli che... la sacrestia è confortevole e affrescata, ma non è esattamente casa loro. Ovvero: da laici cristiani, nel sociale e nel politico.

comune

Trieste al ballottaggio: un confronto tra culture?

di Giovanni Grandi

Trieste sta andando al ballottaggio e cominciano ad emergere le “anime” dei contendenti, che – almeno questo pare di poter dire – non hanno entusiasmato gli elettori al primo turno, vista la bassa affluenza al voto. Per quasi la metà dei triestini nessuno dei candidati è apparso votabile ed è prevalso il prevedibile pensiero di nobile derivazione mitteleuropea: «un pèzo de l’altro». In un primo confronto diretto tra Cosolini e Dipiazza sono arrivati sul tavolo alcuni prevedibili cavalli di battaglia, in primis il famigerato Gioco del rispetto. Sopravvalutato? Sottovalutato? Sicuramente una buona leva per stuzzicare le suscettibilità di molti, specie nel mondo cattolico, essendo diventato il facile vessillo sotto cui i detrattori hanno potuto raccogliere un vasto ed eterogeneo pacchetto di idee e visioni sul mondo delle relazioni e degli affetti.

Perché il Gioco del Rispetto – un’iniziativa animata da buone intenzioni (e da qualche ingenuità di troppo relativamente alle questioni antropologiche che evocava) – è finito per essere un prevedibile tema caldo da campagna elettorale?Leggi tutto

VOTA ANTONIO

Vota Antonio, vota Antonio…

di Gianguido Salvi

 

 

Riporto brevemente due passaggi, il primo tratto dalla tesi di «The Weeks» sulle modalità di comunicazione adottate da Donald Trump: «La sua incoerenza nell’offrire un messaggio e l’altro è in realtà frutto di un test A/B*. Dal suo profilo Twitter e nelle sue interviste segue linee diverse per capire quale funziona. Come nel caso dei soprannomi per umiliare i suoi avversari […], la strategia di Trump è perfetta per l’era in cui viviamo. Hillary Clinton ha un messaggio e lo segue. Trump dice tutto ciò che può portarlo sulla stampa. La sua mancanza di focus non è una debolezza, ma è parte di una strategia “spietata”». Il secondo, strano a dirsi, da un film di alcuni anni fa, nel quale, in un trascinante discorso finale, il presidente degli Stati Uniti conclude: «Abbiamo seri problemi da risolvere e abbiamo bisogno di persone serie per risolverli. Vi posso assicurare di una cosa: Bob Rumson non è minimamente interessato ad aggiustare nulla. Si interessa di due cose, e due cose soltanto: farvi provare paura e dirvi chi dovete incolpare…».Leggi tutto