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Appuntamenti e proposte. Che magari uno spazio in agenda ancora è rimasto...

Messa di inizio anno associativo

Il Settore Giovani, la FUCI e MSAC di Trieste invitano tutti i loro aderenti, simpatizzanti ed interessati a partecipare alla messa di inizio anno associativo, che si terrà giovedì 6 ottobre nella chiesa dei SS. Pietro e Paolo (via Cologna 59) alle 19.00. Seguirà la cena in oratorio con pizza (3 euro a testa), a cui ognuno può contribuire portando delle bibite.

La presenza va confermata entro il 5 ottobre all’email giovani@azionecattolica.trieste.it

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Felicità è sentirsi utili

di Andrea Dessardo

 

 

Il Rapporto giovani recentemente presentato dalla Fondazione Toniolo, realizzato con la collaborazione e il contributo dell’Università Cattolica, Cariplo e Intesa San Paolo, ci offre qualche spunto interessante e c’invita a immaginare il futuro con gli occhi di chi – i ragazzi tra i 18 e i 30 anni – s’è abituato a considerare la “crisi” un elemento stabile del suo orizzonte. Tra i temi indagati dal Rapporto, il lavoro, la felicità, le istituzioni, la famiglia, l’Europa, le figure di riferimento.Leggi tutto

Solo per amore?

di Stefano Riccardo Camber e Francesca Zupin

 

Progetto formativo, capitolo 5, l’itinerario annuale – «Gli esercizi spirituali»

«Ogni proposta formativa oggi deve includere una dimensione di evangelizzazione, anche per chi vive abitualmente in un mondo di valori religiosi e cristiani. È un’esigenza che si rende necessaria per verificare l’autenticità̀ della fede che ha bisogno di attingere alla fonte, al cuore, al centro; è un’esigenza tanto più necessaria per chi ha bisogno di ravvivare la vita cristiana. Per questo vogliamo che l’esperienza degli esercizi spirituali entri nel normale programma formativo che ciascuno sceglie ogni anno».

Progetto formativo, capitolo 5, lungo le stagioni della vita – «Fare unità nella propria vita»

«In questo contesto di grande mobilità, la coscienza è il luogo privilegiato in cui verificare la direzione intrapresa e compiere le proprie scelte nella libertà. La fede, che orienta le decisioni, non mette al riparo dal dubbio e dall’incertezza: la fatica della ricerca non può essere delegata a nessuno. Per questo, la formazione del giovane tende ad aiutarlo a fare unità nella propria vita, compiendo una sintesi personale e profonda tra i bisogni che si presentano, i desideri, i valori individuati come essenziali, le scelte – grandi e piccole – della vita. Si tratta di un esercizio continuo della coscienza che, nella fede, scopre che il bene desiderato è realizzabile, e che non si è soli in questo cammino: la creatività di una coscienza che si apre alla Grazia permette al giovane di vivere in maniera piena, unica ed originale. Perché questo avvenga occorre alimentare il dialogo interiore con lo Spirito e la costruzione della identità personale attorno alla propria vocazione».

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