Ritaglio&Cucito


La stampa è bella perché è varia. Articoli da salvare, da buttare o… da rammendare.

…seppellire i morti

di Andrea Dessardo

Sono rare le figure in grado di riscuotere successo trasversalmente, di essere ammirate universalmente. Ugualmente rare sono le persone che riescono a strappare consensi quasi incondizionati in virtù della forza della loro testimonianza di vita, della loro coerenza, del loro eroismo. Madre Teresa di Calcutta è una di queste figure, amate al di sopra e al di là delle idee o dalla fede professata. Eppure anche madre Teresa ha i suoi detrattori.Leggi tutto

La misericordia come familiarità con Dio in Gregorio di Nazianzo.

di don Sergio Frausin

 

In quest’anno santo di Giubileo straordinario dedicato in modo particolare da Papa Francesco alla misericordia, possiamo riprendere consapevolezza della dignità di figli di Dio esortati ad essere misericordiosi come il Padre (cf. Lc 6,36-38) con l’aiuto di un padre della Chiesa.

Gregorio Nazianzeno nell’Orazione 14 presenta un’esperienza di misericordia come massima familiarità dell’uomo con Dio, massima conformazione a lui e come via di divinizzazione. In questa Orazione, tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta del IV secolo l’Autore ha davanti a sé lebbrosi cacciati da tutti e privi di tutto; essi, nella riflessione del Nazianzeno, in quanto esseri umani, sono creati ad immagine di Dio, per essi Cristo ha preso su di sé le nostre infermità, ha dato la vita. «Che cosa, dunque, facciamo noi, che abbiamo ricevuto un tale esempio di amore e misericordia?» (Or 14,15) si chiede il Teologo. La sofferenza di queste persone interpella l’accoglienza e la carità di chi può aiutarli e a cui la Provvidenza li affida perché esercitino la misericordia gratuita con i doni ricevuti da Dio, la cui benevolenza è «provocata dalla nostra compassione» (Or 14,19). Leggi tutto