Ritaglio&Cucito


La stampa è bella perché è varia. Articoli da salvare, da buttare o… da rammendare.

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Causa nostrae laetitiae

di Andrea Dessardo

 

Il numero natalizio del nostro settimanale diocesano preferito dà a tutte le sue lettrici una rassicurante notizia, che dovrebbe – credo – rafforzare la loro devozione alla Vergine, la quale si conferma una volta di più modello da imitare: Maria aveva un ciclo mestruale che spaccava il secondo! Tale evento infatti, a detta di Giovanni Lazzaretti (p. 9), sarebbe stato previsto con buona approssimazione (da Dio stesso, va detto, mica dal povero Giuseppe…) con ben duemila anni d’anticipo!Leggi tutto

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La magia del Natale

di Lisa Buonanno

 

Non mi capitava da tempo di leggere un articolo di moda come quello in cui ho avuto la fortuna di incappare la mattina del 25 dicembre, quando i miei occhi, lieti per la bella giornata in famiglia che stava iniziando, sono stati catturati da una curiosa rubrica intitolata Conciati per le feste apparsa sul settimanale diocesano «Vita Nuova» che, ancora assonnata e dunque confusa, ho momentaneamente scambiato per una rivista femminile di shopping, accessori, tendenza, benessere e amore.Leggi tutto

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Morte dei Paschi

di Arturo Pucillo

 

È l’argomento del Natale 2016: Gesù il Salvatore viene, povero tra i poveri, a portare nuova luce nel mondo? Naturalmente no, non c’è traccia nei quotidiani se non di spalla perché il papa telefona a «Uno Mattina» e riesce almeno a proporre una piccola catechesi sul vero Natale anche alla platea spiritualmente semi-inerte che beve la televisione a ciclo continuo. Il vero tema è il Debito Pubblico salvatore che viene non in una grotta ma in un bel palazzo senese a portare una frazione significativa di 20 miliardi in dono per evitare che obbligazionisti e correntisti del gruppo MPS finiscano gambe all’aria.Leggi tutto

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Un puzzle chiamato Azione cattolica

di Gianguido Salvi

 

«…va compiuto un investimento generoso, in termini di tempo e di uomini, per la formazione di educatori in tutte le nostre comunità e per i fondamentali ambiti della vita umana. È questo un compito per cui contiamo particolarmente sull’Azione cattolica»

Cardinale C.M. Martini

Ho sempre letto, devo ammettere, queste parole con difficoltà. Il carico di responsabilità, la fatica sottesa, l’impegno richiesto mi hanno spesso messo in crisi nel mio radicato convincimento che la mia vita era già troppo piena, ricca di altro, la famiglia, il lavoro, gli amici, il piacere dei viaggi, la bellezza del mondo che mi circondava mi bastavano a tal punto da non accorgermi di un mio errore di fondo.Leggi tutto

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Verso il Natale

Domenica 11 dicembre, alle 15.30, presso la sede di via Diaz 4, un incontro di preghiera e festa insieme per gli aderenti adultissimi dell’AC di Trieste.

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Verso il Natale

Domenica 11 dicembre, alle 15.30, presso la sede di via Diaz 4, un incontro di preghiera e festa insieme per gli aderenti adultissimi dell’AC di Trieste.

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Un Christmas Overseas. Due volti del nuovo mondo

di Francesca Zaccaron

 

Immediatamente dopo Thanksgiving, Boston ha cambiato volto e di settimana in settimana si è immersa nell’atmosfera pre-natalizia. Luci, vetrine, musiche alla radio e in tutti i negozi a ricordarci che il Signore, ah no, pardon “Santa” is coming. Ma anche iniziative benefiche, momenti di preghiera comunitaria e momenti conviviali. Da un lato l’espressione del consumismo, della frenesia, della ricerca spasmodica della gioia tra glitters e canzoni d’atmosfera; dall’altro la cura per ogni liturgia, per ogni incontro, per ogni cena insieme. Persino negli spettacoli di Natale vi è una commistione tra la nascita di Gesù e la presenza di (appunto) Santa Claus. Ma nel primo pomeriggio del 24 dicembre buona parte dei negozi chiude, e un dirigente di un supermercato intervistato alla radio afferma: «Facciamo in modo che alla Vigilia di Natale tutti i nostri dipendenti possano rientrare dalle loro famiglie. Mettersi in viaggio o semplicemente cucinare. E poi trascorrere del tempo insieme, intorno alla tavola imbandita». Leggi tutto

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La magia del Natale

di Andrea Dessardo e Arturo Pucillo

Il Natale appena trascorso è stato segnato dal “caso” Melara, solo uno dei tanti in Italia che hanno innervato una squisita polemica politica capace di distillare come sempre il meglio delle intelligenze: in quella scuola non si fa il presepio. Non da quest’anno per la verità, e nemmeno per una qualche forma di rispetto verso alunni di altre fedi religiose. Il Consiglio scolastico infatti già da alcuni anni ha deciso di non allestirlo in coerenza alla laicità dell’istituzione scolastica.

Lo scorso 1° dicembre su «Il Piccolo» il dirigente Andrea Avon ha dichiarato che «i messaggi di carattere confessionale possono avere luogo solo durante le lezioni di religione o al di fuori dell’orario, come la messa di inizio anno».

«Stanno propugnando una società che non tollera alcuna religione», ha spiegato poi un vicario episcopale.

«Vorrei far capire che negare ai bambini la magia del Natale è profondamente sbagliato. Questa è la deriva di una società sconsacrata» ha infine accoratamente commentato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Everest Bertoli. La magia del Natale? Probabilmente un riferimento ai Re Magi… Stia tranquillo Bertoli, perché la “magia” del Natale è ben rappresentata a Melara da Babbo Natale e dall’albero. Verrebbe da osservare sommessamente che questi sono diventati segni scontati di un Natale fatto di regalini, fiocchetti, lucine palpitanti e chili di panettoni: “magia” un po’ vuota e ripetitiva. Per molti suggestiva. Da qualche parte ci sono poi gli avveduti che ricordano come questi due siano gli avatar sbiaditi di ciò che aveva un profondo significato religioso: san Nicola (vescovo del IV secolo), il primo, e l’albero della Vita, il germoglio di Iesse o anche l’albero della Croce (insomma simbolo di Cristo, reciso ma vivente), il secondo. Ma lasciamo correre.

Una magia c’è stata lo stesso però: il miracolo di Natale di ogni film stagionale che si rispetti. Ne è stato vittima lo «sbigottito» signor Fulvio Lunardis, che in una lettera a «Il Piccolo» ha segnalato l’assenza del presepio persino nella chiesa parrocchiale di San Pio X. «Se il motivo dipendesse dalla crisi religiosa che toglie i crocefissi dalle aule scolastiche o dal timore di qualche gesto ostile da parte di una certa minoranza che sta allarmando gli enti religiosi e gli Stati occidentali nella prospettiva di una delirante “crociata” non rimane che togliere le croci dai nostri cimiteri e abdicare ipso facto dalla nostra storia e dalla nostra cultura ultramillenaria», ragiona questo fedele che, seppure non ha notato il presepio (che invece c’era…), intravede invece addirittura una crociata… senza croci!

Per fortuna, altri due parrocchiani e il parroco don Mario De Stefano hanno successivamente confermato, foto alla mano (sempre su «Il Piccolo»), che invece il presepio c’è, e pure ben visibile, ai piedi dell’altare.

Insomma, Gesù Bambino, ti si nota di più se vieni e te ne stai in disparte o se non vieni per niente?