Beato Francesco Bonifacio


Per la santità, alle volte, basta poco. Alle volte quel poco è tutta la vita. Notizie e iniziative per imparare da un martire del Novecento.

Appunti in latino di Don Francesco Bonifacio

Una preghiera inedita di don Francesco

di Erik Moratto

 

Capita spesso di pensare che quella del Beato Bonifacio sia una storia conclusa, su cui si sa già tutto, e forse relegata a un passato lontano che ormai non ha niente da dire all’uomo dell’oggi.

Ed ecco che, quasi per caso, sfogliando il suo Breviario – quello che aveva con sé nel momento del Martirio – custodito da sempre con delicatezza e ossequio che si devono a una reliquia, cade un foglietto, senza data, mai visto prima. Immaginiamo lo stupore di Mario e Giuliana Ravalico, attenti custodi del libretto, nel vedere questa paginetta scritta in latino con la calligrafia inconfondibile di don Francesco.

L’incredibile scoperta, subito tradotta da Giuliana e poi da don Antonio Bortuzzo che con sapienza biblica ha curato i dettagli, ci ha regalato una preghiera sul sacramento della riconciliazione, preziosa per i sacerdoti ma significativa anche per i laici. Eccola.

 

“Signore, dammi la Sapienza,

che siede accanto a te in trono (Sap 9,4).

 

Ch’io non apra a nessuno

cui si debba chiudere

e che non chiuda a nessuno

cui si debba aprire.

 

Fammi dolce nell’attirare i peccatori,

prudente nell’interrogarli,

esperto nell’ammaestrarli.
Maturità nelle risposte,

rettitudine nei consigli,

luce nelle oscurità,

delicatezza nelle cose intricate,

vittoria nelle difficoltà.

 

Ch’io salvi gli altri

senza perdere me stesso.”

 

Don Bortuzzo ci regala questo commento: “Don Francesco non cessa mai di stupire per la profondità con cui usa la Sacra Scrittura. Sapendo la povertà degli strumenti esegetici dell’epoca e degli studi di Sacra Scrittura nei Seminari, egli davvero dimostra di aver avuto dal Signore quella Sapienza che umilmente chiedeva, e forse non si rendeva neppure conto di come il Signore lo esaudiva con divina abbondanza di Sapienza, non solo per confessare ma anche per comprendere, insegnare e vivere la Parola di Dio. Questo mi pare un segno della sua santità e della fecondità del suo ministero sacerdotale”.

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