FUCI


Fucini riminesi a Trieste

di Giulio Bartoli

 

Tra il 20 ed il 23 agosto è arrivato in città un gruppo di fucini riminesi: il loro intento era fare una vacanza in stile fucino e accogliere le future matricole. Per noi invece è stata una bella occasione per accompagnare degli amici foresti nella visita della nostra città e dintorni. Questo l’itinerario: Aquileia nel viaggio di andata; il primo giorno Miramare, Contovello e Monte Grisa, la Foiba e il tram, e infine la città di sera; il secondo giorno gita al mare, meta la costa istriana di Cervera, vicino Parenzo; infine, l’ultimo giorno, chiesa e castello di San Giusto e la Risiera. Leggi tutto

Chi dice cosa? Come leggere Decapolis

«E chi l’ha detto?». La domanda può sorgere talvolta ed è giusto che trovi risposta, perché in fatto di opinioni siamo tutti particolarmente attenti. Decapolis è il blog dell’Azione Cattolica di Trieste e i post di opinione riflettono, in senso generale,  quel che si pensa e si discute nell’Associazione. Poi – non dovrebbe neppure essere necessario ricordarlo – ciascuno rimane individualmente responsabile delle proprie idee, di quel che scrive e di come lo scrive: per questo tutti i post sono sempre firmati.

C’è un unica sezione e un’unico caso in cui quel che viene pubblicato va considerato la posizione ufficiale dell’Associazione: si tratta degli editoriali che – all’occorrenza – verranno pubblicati senza alcuna firma. In quel caso vuol dire che il testo è stato redatto, discusso e approvato dall’intera Presidenza dell’Associazione.

Per il resto raccomandiamo di leggere ogni cosa cum grano salis, vedendo nei diversi stili letterari anche il tentativo di parlare di cose serie ma con animo lieto e senza prendersi eccessivamente sul serio, con la libertà di sapere che – grazie al Cielo – a nessuno di noi spetta l’ultima parola.

 

Azione Cattolica… dei Ragazzi!

L’ACR (Azione Cattolica dei Ragazzi) nasce dal desiderio di giovani e adulti dell’Azione Cattolica di raccontare la loro esperienza del Signore e di Chiesa ai più piccoli (3-14 anni). Nasce nel 1969 e in un certo senso si può dire che sia uno dei più bei frutti che ha portato il Concilio Vaticano II, in quanto è possibile per un bambino/ragazzo vivere a sua misura una bella esperienza di relazione col Signore e iniziare a sentirsi parte di una Chiesa bella e viva. E questo è realmente possibile!
La Chiesa stessa riconosce come valido il percorso che ogni anno viene pensato e proposto ai ragazzi: i sussidi vengono letti/studiati/corretti dall’Ufficio Catechistico Nazionale e hanno l’appoggio dei Vescovi italiani, in quanto il percorso assume i valori dell’iniziazione alla Fede.
Alla base di questa esperienza ci sono alcuni perni:

– la catechesi esperienziale

– la centralità e il protagonismo del bambino/ragazzo

– partire dalla vita dei ragazzi per tornare alla vita avendo come centro il Vangelo

– la maturazione di atteggiamenti che i ragazzi possono concretizzare

– la capacità di raccontare delle “parabole” moderne per mezzo di un​’ambientazione che cambia ogni anno
A Trieste è presente in diverse parrocchie, in alcune come percorso complementare alla catechesi tradizionale, in altre come cammino in preparazione ai sacramenti. A livello diocesano vengono organizzat​i alcuni momenti insieme:
​- la festa della Pace a fine gennaio per tutti i ​bambini/​ragazzi delle elementari e delle medie​
​- ​la festa degli Incontri a fine maggio per tutti i ​bambini/​ragazzi delle elementari e delle medie
​- un week-end in periodo di Avvento per i ragazzi delle medie​
​- ​una giornata sul tema dell’ambientazione annuale nel periodo ​di Quaresima per i ragazzi delle medie​

I Giovani dell’Azione Cattolica

Il Settore Giovani riunisce i giovanissimi dai 15 ai 18 anni e i giovani dai 19 ai 30 anni che aderiscono all’Azione cattolica italiana. A loro l’Ac propone cammini formativi ordinari, svolti nelle comunità parrocchiali e territoriali, che hanno come meta la vetta alta della santità. Il profilo dei giovani e dei giovanissimi di Ac, e gli obiettivi di fondo della proposta formativa dell’associazione, sono presentati in “Sentieri di speranza – Linee guida per gli itinerari formativi”, in particolare nel capito dedicato al Settore Giovani, intitolato “Fino in cima”. Testi che raccolgono le indicazioni del Progetto formativo dell’Azione cattolica italiana, “Perché sia formato Cristo in voi”.

Il Settore Giovani è organizzato in questo modo:

Centro nazionale

Cura la proposta formativa annuale e la stampa associativa, sostiene le associazioni diocesane, rappresenta i Giovani di Ac in tavoli ecclesiali e laici (Consulta nazionale di Pastorale giovanile, Forum nazionale dei giovani, Coordinamento giovani del Fiac, Tavolo ecclesiale per il servizio civile ecc ecc), lavora in coordinamento con gli incaricati regionali, promuove appuntamenti formativi per responsabili diocesani, realizza strumenti e sussidi rivolti agli educatori, ai giovani e ai giovanissimi di Ac.

Delegazione regionale

In ogni regione ecclesiastica lavora una delegazione regionale di Ac, che comprende anche due incaricati (in alcune regioni soltanto uno) e un assistente per il settore Giovani. Gli incaricati e assistenti regionali del settore Giovani sostengono i vicepresidenti e responsabili diocesani, favoriscono la condivisione e la comunione tra Chiese diocesane, organizzano occasioni formative per responsabili diocesani, favoriscono la comunicazione tra centro nazionale e diocesi, rappresentano i giovani di Ac in tavoli regionali laici ed ecclesiali, in particolare nella Consulta regionale di pastorale giovanile.

Centro diocesano

Il cuore dell’Azione cattolica è l’associazione diocesana. Essa sostiene le associazioni parrocchiali e territoriali, forma i responsabili, gli educatori e gli animatori, favorisce la nascita dell’Ac in nuove comunità, lavora in comunione con il Vescovo e gli uffici pastorali. Ogni associazione diocesana ha due (in alcuni casi uno) vicepresidenti diocesani e un assistente diocesano (in alcuni casi sono più di uno per seguire meglio le diverse fasce d’età). I vicepresidenti sono di norma un uomo e una donna di età tra i 18 e i 30 anni. I vicepresidenti diocesani di Ac tengono la rete degli educatori parrocchiali, organizzano esperienze formative per responsabili per soci, garantendo l’ordinarietà e la completezza della proposta formativa associativa, rappresentano i giovani di Ac nei tavoli diocesani laici ed ecclesiali, in particolare nella Consulta diocesana di pastorale giovanile.

Associazione parrocchiale o territoriale

I giovani e i giovanissimi di Ac si incontrano nelle associazioni parrocchiali o interparrocchiali o foraniali (decanali, vicariali). In particolare, partecipano alle attività dei rispettivi gruppi, divisi per fasce d’età (15-18 anni e 19-30 anni, ma dove possibile le parrocchia propongono una ulteriore articolazione per i 18-19enni e i giovani-adulti, ovvero quei giovani che per condizioni lavorative e affettive già guardano verso l’età adulta).

In ogni associazione parrocchiale è presente un responsabile parrocchiale dei giovani, che coordina gli educatori e animatori che si prendono cura del gruppo giovani e del gruppo giovanissimi.

Gli educatori sono figure chiave nella proposta formativa dell’Ac: sono loro che incontrano, accolgono e preparano gli itinerari formativi dei gruppi, facendo particolare attenzione all’accompagnamento personale di ciascuno. E’ l’educatore che ha la cura di mediare in modo completo la proposta formativa dell’associazione.

L’Ac è presente in tantissime parrocchie d’Italia: chiunque può partecipare agli incontri formativi, è sufficiente chiedere orario e luogo al responsabile del gruppo della propria parrocchia.

La magia del Natale

di Andrea Dessardo e Arturo Pucillo

Il Natale appena trascorso è stato segnato dal “caso” Melara, solo uno dei tanti in Italia che hanno innervato una squisita polemica politica capace di distillare come sempre il meglio delle intelligenze: in quella scuola non si fa il presepio. Non da quest’anno per la verità, e nemmeno per una qualche forma di rispetto verso alunni di altre fedi religiose. Il Consiglio scolastico infatti già da alcuni anni ha deciso di non allestirlo in coerenza alla laicità dell’istituzione scolastica.

Lo scorso 1° dicembre su «Il Piccolo» il dirigente Andrea Avon ha dichiarato che «i messaggi di carattere confessionale possono avere luogo solo durante le lezioni di religione o al di fuori dell’orario, come la messa di inizio anno».

«Stanno propugnando una società che non tollera alcuna religione», ha spiegato poi un vicario episcopale.

«Vorrei far capire che negare ai bambini la magia del Natale è profondamente sbagliato. Questa è la deriva di una società sconsacrata» ha infine accoratamente commentato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Everest Bertoli. La magia del Natale? Probabilmente un riferimento ai Re Magi… Stia tranquillo Bertoli, perché la “magia” del Natale è ben rappresentata a Melara da Babbo Natale e dall’albero. Verrebbe da osservare sommessamente che questi sono diventati segni scontati di un Natale fatto di regalini, fiocchetti, lucine palpitanti e chili di panettoni: “magia” un po’ vuota e ripetitiva. Per molti suggestiva. Da qualche parte ci sono poi gli avveduti che ricordano come questi due siano gli avatar sbiaditi di ciò che aveva un profondo significato religioso: san Nicola (vescovo del IV secolo), il primo, e l’albero della Vita, il germoglio di Iesse o anche l’albero della Croce (insomma simbolo di Cristo, reciso ma vivente), il secondo. Ma lasciamo correre.

Una magia c’è stata lo stesso però: il miracolo di Natale di ogni film stagionale che si rispetti. Ne è stato vittima lo «sbigottito» signor Fulvio Lunardis, che in una lettera a «Il Piccolo» ha segnalato l’assenza del presepio persino nella chiesa parrocchiale di San Pio X. «Se il motivo dipendesse dalla crisi religiosa che toglie i crocefissi dalle aule scolastiche o dal timore di qualche gesto ostile da parte di una certa minoranza che sta allarmando gli enti religiosi e gli Stati occidentali nella prospettiva di una delirante “crociata” non rimane che togliere le croci dai nostri cimiteri e abdicare ipso facto dalla nostra storia e dalla nostra cultura ultramillenaria», ragiona questo fedele che, seppure non ha notato il presepio (che invece c’era…), intravede invece addirittura una crociata… senza croci!

Per fortuna, altri due parrocchiani e il parroco don Mario De Stefano hanno successivamente confermato, foto alla mano (sempre su «Il Piccolo»), che invece il presepio c’è, e pure ben visibile, ai piedi dell’altare.

Insomma, Gesù Bambino, ti si nota di più se vieni e te ne stai in disparte o se non vieni per niente?

I migliori anni della nostra vita

 

Ieri diventare adulti significava entrare nella stabilità, trovare un lavoro, formare una famiglia, oggi non sempre è così, l’identità ha bisogno di continua ricerca, spesso manca la stabilità nel lavoro, in famiglia, nelle relazioni. La fede, quindi, va giocata attraverso le nostre appartenenze, per cui l’atteggiamento da maturare è quello del pellegrinaggio, tipico dei discepoli del Signore. La vera sfida sta nel far risuonare la Parola dentro la realtà dell’uomo, vivendo con particolare intensità e attenzione i momenti di passaggio della nostra vita. In chiave associativa questo significa prendere atto dei passaggi considerandoli come occasioni propizie per crescere nella fede. Per divenire cristiani c’è bisogno di essere accompagnati, insieme tutto è più bello e il grande rischio è quello di non riuscire a rendere adulti i cristiani nella fede. Dobbiamo mettere nello zaino cose nuove per aiutare le persone a crescere, a formarsi.

Noi adulti dobbiamo essere appassionati della vita, proprio perchè siamo posti nel cuore dell’Associazione: a metà strada tra il già e il non ancora… abbiamo già fatto un pezzo di strada, sappiamo vedere il prima e cogliere il dopo, abbiamo già avuto modo di confrontarci con i giovani, ma al contempo contempliamo gli anziani…

Gli adultissimi, poi, rappresentano la memoria storica nostra e dell’Associazione e sono icona vivente del cammino associativo.

 

La formazione: tutti siamo scossi dall’emergenza educativa, la formazione pertanto è un diritto per tutti! Camminiamo assieme verso il Signore e verso la santità!

Quali sono gli ingredienti necessari?

  • Accettare le persone come sono valorizzando le qualità;
  • Mettersi in ascolto dell’altro;
  • Rispettare i tempi di tutti;
  • Capacità di vera condivisione ;
  • Essere vera ecclesia…: non siamo individui isolati, ma facciamo parte di una comunità, di un’associazione, della Chiesa.