Editoriali


Quel che si vede, si pensa e si propone in Azione Cattolica a Trieste

Auguri di Buona Pasqua

di Arturo Pucillo

Ci siamo. E’ il tempo della Santa Pasqua.

Con il Triduo siamo entrati in profondità nel Mistero che quest’anno apparentemente ci è negato, come l’oscurità che nega la luce di fronte alla morte del Cristo. Ora è il tempo della Luce.

Stiamo imparando che se un virus è un efficace distanziatore sacramentale, lo Spirito Santo invocato nella preghiera e profuso a piene mani dal Cristo Risorto è invece un potente unificatore spirituale. Separati ma uniti in Cristo, come ci siamo detti solo pochi giorni fa, mai come quest’anno.

Molti di noi possono seguire le celebrazioni attraverso occhi e orecchi elettronici e la benedetta tecnologia, molti hanno scelto di interpretare a fondo il concetto di Chiesa domestica, preparando angoli di casa essenziali ma fortemente evocativi, che con una croce, una Bibbia, un ramoscello di ulivo e una candela dicono “Signore, io credo! Signore, io ti credo”. Altri passeranno la Pasqua carichi delle sofferenze altrui, laddove si scende di fianco alla malattia fin dentro la morte come il Signore, restando sulla Croce, discese agli Inferi. Presto gioiremo, sollevati come fu sollevata la pietra che chiudeva il sepolcro, di fronte alla potenza della Resurrezione. Non c’è morte che sfugga.

Auguro a tutta l’Azione Cattolica di avere il coraggio prima, e la perseveranza poi, di scendere assieme a coloro che assaggiano la morte, per malattie fisiche, morali, spirituali, sociali, economiche: a nessuno dev’essere precluso l’annuncio della Resurrezione, nessuno può sentirsi escluso dall’annunciarlo. “Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore” proclamiamo nel giorno di Pasqua.

A parlare saranno innanzitutto le nostre opere, individuali e associative, poi anche le parole, se servirà. L’AC vuole dotarsi di tutto l’occorrente per esercitare la carità: che sia questo l’orizzonte attraversato dalla Pasqua e reso vero dalla nostra fede e dal nostro impegno.
Un primo mattone in questo senso lo abbiamo messo, grazie al Settore Giovani e a tanti fratelli e sorelle che si sono adoperate senza posa per realizzare la Via Crucis in video che abbiamo potuto gustare venerdì sera: a loro va la gratitudine e l’apprezzamento dell’Associazione e anche di tanti fedeli e tanti sacerdoti che hanno potuto stringersi a una tradizione a cui non volevamo rinunciare. Non è questa parte integrante del carisma di AC?
Altri mattoni li poseremo nell’immediato futuro, già a partire da questo tempo pasquale, per testimoniare ancora, prima di tutto a noi stessi, che i semi di bene affidatici dal Signore vanno coltivati con cura, pazienza, fantasia, perseveranza e con il Vangelo negli occhi e nel cuore, sapendo che “la vita di Gesù, piena di dedizione ai poveri e ai peccatori, agli ammalati e agli esclusi, è la strada sicura per una vita riuscita” (Progetto Formativo, 2.4).

A tutte e a tutti vada l’augurio di una Buona Pasqua di Resurrezione dalla Presidenza e dal Consiglio diocesano. Separati ma uniti in Cristo, ciascuno nella propria Chiesa domestica adorna di primavera.

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