Decapolis


Cose dell’altro mondo. E magari anche di questo.

Un Christmas Overseas. Due volti del nuovo mondo

di Francesca Zaccaron

 

Immediatamente dopo Thanksgiving, Boston ha cambiato volto e di settimana in settimana si è immersa nell’atmosfera pre-natalizia. Luci, vetrine, musiche alla radio e in tutti i negozi a ricordarci che il Signore, ah no, pardon “Santa” is coming. Ma anche iniziative benefiche, momenti di preghiera comunitaria e momenti conviviali. Da un lato l’espressione del consumismo, della frenesia, della ricerca spasmodica della gioia tra glitters e canzoni d’atmosfera; dall’altro la cura per ogni liturgia, per ogni incontro, per ogni cena insieme. Persino negli spettacoli di Natale vi è una commistione tra la nascita di Gesù e la presenza di (appunto) Santa Claus. Ma nel primo pomeriggio del 24 dicembre buona parte dei negozi chiude, e un dirigente di un supermercato intervistato alla radio afferma: «Facciamo in modo che alla Vigilia di Natale tutti i nostri dipendenti possano rientrare dalle loro famiglie. Mettersi in viaggio o semplicemente cucinare. E poi trascorrere del tempo insieme, intorno alla tavola imbandita». Leggi tutto

A proposito di integrità…

di Giovanni Grandi

 

«Integrale» è il pane, ma anche la trazione di una macchina a quattro ruote motrici oppure l’«umanesimo» di cui parlava Maritain già nel 1934; alle volte occorre «integrare» una documentazione, altre i sali che abbiamo perso dopo un esercizio fisico; «integra» è una persona di provata onestà così come la confezione di un prodotto ancora intatta…

Cosa evoca in noi l’idea di «integrità» o la qualifica di «integrale»?

L’accezione con cui questi termini risuonano in ciascuno accompagna la lettura dell’enciclica Laudato si’ e vale la pena di apprezzarne qualche sfumatura, utile per riflettere su quel che può significare una «visione integrale della vita».Leggi tutto

Pellegrinaggio a sette anni dalla beatificazione

di Mario Ravalico

 

Domenica 4 ottobre, 7° anniversario della beatificazione di don Francesco Bonifacio, il Gruppo Amici di don Francesco promosso dall’Azione Cattolica, ha organizzato un pellegrinaggio sui luoghi in cui il sacerdote svolse il suo ministero: Cittanova e Crassiza. I pellegrini, una quarantina, accompagnati dall’assistente don Antonio Bortuzzo e dai coordinatori del Gruppo, hanno incontrato il parroco di Cittanova don Luka Pranjić donandogli, a nome dell’AC di Trieste, un bel quadro del Beato al quale sarà data una idonea collocazione nel Duomo dove don Francesco celebrò l’Eucarestia. È stata anche l’occasione per approfondire la conoscenza del ministero svolto dei primi due anni, soprattutto con i giovani.

Successivamente il gruppo è andato a Crassiza per la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Maurizio Tempo, canonico del Capitolo della Cattedrale di San Giusto e coadiuvato dal parroco di San Nazario, padre Lorenzo Pardi, presente con alcune persone della sua comunità parrocchiale. Alla celebrazione hanno pure partecipato diversi fedeli della parrocchia di Crassiza, ma anche di quella di Buie e di Grisignana. Come sempre l’entusiasmo unito alla commozione e alla gioia di quell’incontro ha dato il giusto tono al pellegrinaggio, con l’augurio di rivederci ancora il prossimo anno.

Avere fiducia nell’economia. Anche al Sud.

di Davide Martini

In un periodo in cui le banche non godono di un favorevole “credito” di fiducia ci sono anche esempi contrari.

Uno di questi esempi parla “napoletano” sfatando un altro dei luoghi comuni duri a morire e cioè che il Sud del nostro paese è solo capace di piangersi addosso ed incapace di reagire senza l’aiuto di “mamma stato”.

Caivano, provincia di Napoli, sede della multinazionale Italcables di proprietà portoghese con cinquantuno dipendenti; l’azienda chiusa da due anni con i lavoratori in cassa integrazione e mobilità riesce a riaprire grazie alla tenacia ed alla caparbietà di questi operai che non si sono arresi e hanno chiesto aiuto alla Lega Coop Campania ed a Banca Etica. La prima, attraverso un fondo di promozione Coopfond interviene con 300.000 euro, la seconda attraverso un mutuo chirografario della durata di diciotto mesi investe 500.000 euro; indispensabile è stato anche il contributo degli stessi lavoratori che hanno messo sul piatto un altro milione e 275.000 euro quale anticipo della loro mobilità. In seguito è intervenuta anche la Cfi, società partecipata del Ministero dello Sviluppo Economico ed il sogno si è potuto concretizzare. In questa storia con esito positivo, il paradosso (come purtroppo accade sempre più di frequente) sta nel fatto che all’azienda in oggetto non mancava lavoro, anzi! Tale società produceva (e per fortuna, continuerà a produrre) cavi d’acciaio per infrastrutture di altissima qualità (altro luogo comune sfatato e cioè che nel nostro disastrato Mezzogiorno non esistano le eccellenze) con ordinativi anche oltreoceano ed un fatturato superiore ai 50 milioni di euro annui. Leggi tutto

Lo sguardo in profondità del discepolo missionario

di Andrea Dessardo

 

Il convento di San Girolamo a Spello, a pochi chilometri da Assisi, soddisfece per anni il desiderio di generazioni di giovani di vivere alcuni periodi di preghiera intensa e di studio attorno alla figura di Carlo Carretto che, tornato dal Sahara con i Piccoli Fratelli di Gesù di padre Charles de Foucauld, qui trascorse gli ultimi anni della sua vita. Per l’Azione cattolica italiana Spello rimase dunque un luogo dell’anima anche se per più di vent’anni, dopo l’abbandono degli ultimi padri, la casa rimase vuota. Dal 2010 l’Ac, grazie ad un accordo con il Comune, la gestisce in uno stile di semplicità e fraternità, nella memoria di padre Carlo lei cui spoglie mortali riposano in giardino, sorvegliate da una lapide essenziale. Spello ha riaperto per essere luogo di sosta e ritiro per piccoli gruppi, di approfondimento spirituale ed elaborazione culturale.Leggi tutto

Campo unitario 2015

di Gianguido Salvi

 

Nella settimana compresa tra l’8 ed il 15 Agosto si è tenuto il campo unitario dell’Azione Cattolica di Trieste presso la casa dell’AC nella splendida cornice montana di Borca di Cadore. E’ stato preso in considerazione il rapporto fra la famiglia e la società di oggi: questa, infatti, sta subendo grandi cambiamenti, che portano a volte ad una degenerazione dei legami fra i membri del nucleo familiare e a profonde trasformazioni nel concetto stesso di famiglia. Quale rilievo aveva la famiglia nella società dei tempi passati? Quale valore le si attribuisce oggi? Questi sono i quesiti sui quali ci si è confrontati. Leggi tutto

Chi dice cosa? Come leggere Decapolis

«E chi l’ha detto?». La domanda può sorgere talvolta ed è giusto che trovi risposta, perché in fatto di opinioni siamo tutti particolarmente attenti. Decapolis è il blog dell’Azione Cattolica di Trieste e i post di opinione riflettono, in senso generale,  quel che si pensa e si discute nell’Associazione. Poi – non dovrebbe neppure essere necessario ricordarlo – ciascuno rimane individualmente responsabile delle proprie idee, di quel che scrive e di come lo scrive: per questo tutti i post sono sempre firmati.

C’è un unica sezione e un’unico caso in cui quel che viene pubblicato va considerato la posizione ufficiale dell’Associazione: si tratta degli editoriali che – all’occorrenza – verranno pubblicati senza alcuna firma. In quel caso vuol dire che il testo è stato redatto, discusso e approvato dall’intera Presidenza dell’Associazione.

Per il resto raccomandiamo di leggere ogni cosa cum grano salis, vedendo nei diversi stili letterari anche il tentativo di parlare di cose serie ma con animo lieto e senza prendersi eccessivamente sul serio, con la libertà di sapere che – grazie al Cielo – a nessuno di noi spetta l’ultima parola.

 

La magia del Natale

di Andrea Dessardo e Arturo Pucillo

Il Natale appena trascorso è stato segnato dal “caso” Melara, solo uno dei tanti in Italia che hanno innervato una squisita polemica politica capace di distillare come sempre il meglio delle intelligenze: in quella scuola non si fa il presepio. Non da quest’anno per la verità, e nemmeno per una qualche forma di rispetto verso alunni di altre fedi religiose. Il Consiglio scolastico infatti già da alcuni anni ha deciso di non allestirlo in coerenza alla laicità dell’istituzione scolastica.

Lo scorso 1° dicembre su «Il Piccolo» il dirigente Andrea Avon ha dichiarato che «i messaggi di carattere confessionale possono avere luogo solo durante le lezioni di religione o al di fuori dell’orario, come la messa di inizio anno».

«Stanno propugnando una società che non tollera alcuna religione», ha spiegato poi un vicario episcopale.

«Vorrei far capire che negare ai bambini la magia del Natale è profondamente sbagliato. Questa è la deriva di una società sconsacrata» ha infine accoratamente commentato il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Everest Bertoli. La magia del Natale? Probabilmente un riferimento ai Re Magi… Stia tranquillo Bertoli, perché la “magia” del Natale è ben rappresentata a Melara da Babbo Natale e dall’albero. Verrebbe da osservare sommessamente che questi sono diventati segni scontati di un Natale fatto di regalini, fiocchetti, lucine palpitanti e chili di panettoni: “magia” un po’ vuota e ripetitiva. Per molti suggestiva. Da qualche parte ci sono poi gli avveduti che ricordano come questi due siano gli avatar sbiaditi di ciò che aveva un profondo significato religioso: san Nicola (vescovo del IV secolo), il primo, e l’albero della Vita, il germoglio di Iesse o anche l’albero della Croce (insomma simbolo di Cristo, reciso ma vivente), il secondo. Ma lasciamo correre.

Una magia c’è stata lo stesso però: il miracolo di Natale di ogni film stagionale che si rispetti. Ne è stato vittima lo «sbigottito» signor Fulvio Lunardis, che in una lettera a «Il Piccolo» ha segnalato l’assenza del presepio persino nella chiesa parrocchiale di San Pio X. «Se il motivo dipendesse dalla crisi religiosa che toglie i crocefissi dalle aule scolastiche o dal timore di qualche gesto ostile da parte di una certa minoranza che sta allarmando gli enti religiosi e gli Stati occidentali nella prospettiva di una delirante “crociata” non rimane che togliere le croci dai nostri cimiteri e abdicare ipso facto dalla nostra storia e dalla nostra cultura ultramillenaria», ragiona questo fedele che, seppure non ha notato il presepio (che invece c’era…), intravede invece addirittura una crociata… senza croci!

Per fortuna, altri due parrocchiani e il parroco don Mario De Stefano hanno successivamente confermato, foto alla mano (sempre su «Il Piccolo»), che invece il presepio c’è, e pure ben visibile, ai piedi dell’altare.

Insomma, Gesù Bambino, ti si nota di più se vieni e te ne stai in disparte o se non vieni per niente?