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Appuntamenti e proposte. Che magari uno spazio in agenda ancora è rimasto...

Solo per amore?

di Stefano Riccardo Camber e Francesca Zupin

 

Progetto formativo, capitolo 5, l’itinerario annuale – «Gli esercizi spirituali»

«Ogni proposta formativa oggi deve includere una dimensione di evangelizzazione, anche per chi vive abitualmente in un mondo di valori religiosi e cristiani. È un’esigenza che si rende necessaria per verificare l’autenticità̀ della fede che ha bisogno di attingere alla fonte, al cuore, al centro; è un’esigenza tanto più necessaria per chi ha bisogno di ravvivare la vita cristiana. Per questo vogliamo che l’esperienza degli esercizi spirituali entri nel normale programma formativo che ciascuno sceglie ogni anno».

Progetto formativo, capitolo 5, lungo le stagioni della vita – «Fare unità nella propria vita»

«In questo contesto di grande mobilità, la coscienza è il luogo privilegiato in cui verificare la direzione intrapresa e compiere le proprie scelte nella libertà. La fede, che orienta le decisioni, non mette al riparo dal dubbio e dall’incertezza: la fatica della ricerca non può essere delegata a nessuno. Per questo, la formazione del giovane tende ad aiutarlo a fare unità nella propria vita, compiendo una sintesi personale e profonda tra i bisogni che si presentano, i desideri, i valori individuati come essenziali, le scelte – grandi e piccole – della vita. Si tratta di un esercizio continuo della coscienza che, nella fede, scopre che il bene desiderato è realizzabile, e che non si è soli in questo cammino: la creatività di una coscienza che si apre alla Grazia permette al giovane di vivere in maniera piena, unica ed originale. Perché questo avvenga occorre alimentare il dialogo interiore con lo Spirito e la costruzione della identità personale attorno alla propria vocazione».


Queste parole ci fanno venire in mente il ritornello dell’inno dell’Acr: «Coraggio, punta in alto, è la tua libertà!», viene allora spontaneo chiederci: noi stiamo davvero puntando in alto? Siamo capaci di sognare, di mettere al centro il Vangelo per orientare le nostre decisioni come ci ricorda con forza il Progetto Formativo?
È nato a maggio dell’anno scorso, da un desiderio che l’associazione ha percepito da parte dei giovani, il compito complesso ma quanto mai sfidante di pensare a come aiutarli a scendere in profondità e a fare delle scelte in un cammino interiore che parta dalla relazione con il Signore.
Per iniziare ci siamo fatti queste domande:
«I giovani hanno il desiderio di gettare le basi per una vita che punti davvero in alto?»;
«È ancora possibile al giorno d’oggi trovare uno spazio e un tempo dove iniziare a mettere ordine nella propria vita?»;
«Come si possono orientare le proprie scelte, soprattutto quelle esistenziali? Esistono dei metodi che ci possono essere d’aiuto?».
Quante volte abbiamo sentito dire qui a Trieste: «Quel putel se sta proprio zercando»! Capita a volte di sentirsi come in mezzo ad un labirinto e non sapere che strada prendere, provando ad andare avanti a tentativi non sempre azzeccati. Tante volte scegliendo di non scegliere e dimenticandoci di coinvolgere Colui che vuole il nostro bene maggiore.

Mettere ordine significa allora iniziare un percorso intimo che attraverso la costante rilettura delle esperienze fatte ci aiuti a dare un nome ai nostri affetti e a far emergere i desideri più profondi per imparare a riconoscerli anche se ci fanno paura. Capire cosa ci fa stare bene e cosa invece possiamo iniziare a scartare, provare a gettare già ora il seme buono che crescerà e darà frutto.
Guardando alla nostra vita ci siamo resi conto che noi avevamo già vissuto un’esperienza entusiasmante di questo tipo: gli Esercizi Spirituali.
Per questo abbiamo deciso in accordo con il Settore Giovani che la seconda parte dell’anno il percorso unitario per i 19-30enni sarebbe stato caratterizzato da un ciclo di incontri sviluppato su tre serate con lo scopo di introdurre il tema degli esercizi spirituali di sant’Ignazio di Loyola.
Gli esercizi sono un’esperienza scelta dal singolo, desiderata, ma per aderirvi è necessario conoscerla almeno un po’. Per questo ringraziamo chi ha accolto il nostro desiderio e con amicizia e impegno ci accompagnerà in questo cammino e cioè il Centro Diocesano Vocazioni, interlocutore naturale per la ricerca di quell’unità che è la nostra chiamata primaria, ed i Padri Gesuiti di Trieste che hanno come missione principale la predicazione degli esercizi.
Speriamo di vederci dal vivo numerosi durante le tre serate.

 

EserciziSpirituali2016 defnitivo