Editoriali


Quel che si vede, si pensa e si propone in Azione Cattolica a Trieste

Esserci… sempre!

Agli Aderenti Tutti

Trieste, 15 Marzo 2021

Care e cari aderenti, la storia di questo tempo senza dubbio faticoso sta scrivendo una pagina, proprio in questi giorni, che ci riporta a 12 mesi fa, quando un virus in gran parte ignoto ci relegava tra le mura domestiche ad affrontare molteplici grandi sfide: per le nostre quotidianità, per le nostre vite spirituali, per l’equilibrio dei nostri affetti.

Mentre, adesso, gli orizzonti socio-sanitari appaiono comunque migliori (vaccini, Recovery Fund, ecc.), la comunità cristiana è sempre fortemente interpellata dalle prospettive: liturgia, catechesi, sacramenti, relazioni… tutto appare ancora messo in discussione. Anche AC si trova di fronte ai dubbi e alle incertezze di un anno fa: da oggi e fino a Pasqua dovremo rinunciare a vederci in presenza per le nostre attività (cfr le “raccomandazioni al presbiterio” del nostro Vescovo sul sito www.diocesi.trieste.it). Tuttavia, proviamo a fare memoria di ciò che è stato quest’ultimo anno dal punto di vista di Azione Cattolica… come se fossimo riuniti nella tradizionale assemblea di primavera e ci raccontassimo a vicenda la nostra vita associativa.

Il 2020 ha visto, ai primi vagiti, l’esordio del nuovo consiglio diocesano, grazie all’antica e sempre nuova prassi delle elezioni diocesane: esercizio democratico, dalla parrocchia in su, che “evangelizza” la responsabilità affidandola nelle mani della mediazione. Ma il 2020 ha anche visto il contemporaneo diffondersi della pandemia di COVID-19, una rivoluzione socio-culturale, oltre che sanitaria, che ha scardinato il solito per consegnarci all’ignoto. Un salto di fronte al quale un’associazione come Azione Cattolica, nata e cresciuta nel bisogno di radicamento, ha inizialmente tentennato.

La comfort zone del “si è sempre fatto così”, piano inclinato verso il declino associativo, è stata spazzata via nel giro di pochi giorni, il tempo di prendere consapevolezza della realtà. Anni di consigli diocesani in cui risuonavano parole di fuoco contro l’attitudine consuetudinaria dell’AC sono stati superati nella notte da un microscopico quanto odioso organismo: il coronavirus.

Ebbene, certamente per la grazia che non viene da noi, l’AC di Trieste, con il suo zaino di fatiche e carenze, ha saputo reagire, consegnando ai propri aderenti e alle comunità in cui vive un nuovo orizzonte. Anche noi sappiamo fare diversamente dal solito, anche noi, adattandoci, sappiamo estrarre il meglio da tutto.

#ACasa ma uniti è il primo slogan che ci ha riuniti in un unico luogo virtuale, foto a foto, sgomenti ma sempre aderenti, con la speranza negli occhi e la pazienza appesa ai muri di casa. Una Via Crucis, tra contagi, ricoveri, dolorose perdite… e così arriva la Quaresima e per il Venerdì Santo ci vie ne chiesto di reinterpretare la Via Crucis cittadina, per 50 anni sempre progettata e coordinata dal Settore Giovani da piazza Sansovino alla Cattedrale di San Giusto, per la prima volta chiusi in casa. I giovani di AC hanno confezionato una Via Crucis spiritualmente ricca, radicata nell’attuale con le riflessioni dai luoghi del dolore della pandemia, entrata nelle case di tutti attraverso gli schermi di Tele4. Assieme alla Via Crucis abbiamo proposto la tradizionale colletta proprio per le necessità sanitarie contingenti, attraverso una donazione associativa al neo-costituito fondo Ravignani e invitando gli aderenti, dagli schermi di Tele4, a donare a loro volta.

Dopo Pasqua, abbiamo pregato perché il Risorto soffiasse lo Spirito sulla nostra AC per indicarci la traiettoria futura, consci che non basta sopravvivere perché Dio vuole che viviamo. Attraverso le connessioni remote, ci siamo avvicinati ad associazioni di diocesi vicine, in particolare Gorizia, con cui abbiamo organizzato un webinar con nomi del calibro di Francesco Occhetta e Ciro Cafiero, coordinati dal vicepresidente nazionale per il settore adulti Giuseppe Notarstefano. ”Abitare il proprio tempo” era il titolo: il Risorto ci ha ascoltati e ci ha indicato una via. Nello stesso tempo, i giovani hanno celebrato il tempo di Pasqua con un’inziativa di preghiera online, la compieta con chi desidera e una bacheca per ospitare lodi e ringraziamenti: “grazie Signore per…”

Il Consiglio, nel frattempo, si è arricchito di elementi importanti, una consigliera per gli adultissimi e la coppia diocesana, per segnare attenzione verso gli anziani e le famiglie, non a caso le categorie più fragili di fonte alla pandemia. In un mondo virtuale, in rete, che si reinventa punto nevralgico delle relazioni a distanza, nasce la redazione social, che dà ordine e progettualità alla nostra attività su Facebook e Instagram, con un occhio al blog Decapolis il cui direttore è stato nel frattempo riconfermato. È una redazione giovane, attiva e, soprattutto, reattiva.

Arriva l’estate, e con essa siamo titubanti, come tutti, di fronte all’opportunità o meno di realizzare iniziative in presenza pur essendo i contagi molto bassi. Ma lo abbiamo detto, siamo nati per vivere, non per sopravvivere, e così riusciamo a pensare a come fare: i giovani si radunano nell’Altro Campo, esperienza itinerante in città e dintorni, tra spirito e natura, col cuore rivolto al Signore; l’ACR progetta e realizza un complesso centro estivo Time Out in cui si sperimentano, pionieristicamente, protocolli e pratiche di convivenza sicura tra i ragazzi, gli educatori e il virus. Tutto andrà benissimo! Gli adultissimi, a fine estate, non si privano di un quieto quanto coraggioso soggiorno a Borca di Cadore. Così come il consiglio, a settembre, vi si ritira a sua volta per un intenso week end guidato da Giovanni Grandi in cui ritrova l’essenza del documento assembleare articolando 4 progetti che caratterizzeranno unitariamente l’AC nel 2021 e anche oltre: una riscoperta dell’incontro unitario, una nuova opera segno di carità, una nuova frontiera della comunicazione associativa e nuove proposte di accompagnamento spirituale. Vino nuovo in otri nuovi!

Ci incoraggia nel sentiero intrapreso la grazia che ci giunge per mano e decreto del nostro vescovo Giampaolo, che firma la nomina di tre nuovi assistenti: adulti, MSAC/FUCI e ACR. “Dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia” dice l’apostolo Paolo, e lo prendiamo in parola, colmi di speranza e gratitudine.

Verso fine settembre ci concediamo l’ultimo incontro in presenza, la giornata unitaria di inizio anno, all’insegna del nostro maestro di grazia e coraggio, il beato don Francesco Bonifacio, la cui memoria è sempre più ardentemente coltivata dal gruppo amici di don Francesco che macina materia le, iniziative, incontri, pubblicazioni, senza dimenticare il neonato sentiero Bonifacio in terra d’Istria che attira l’interesse di un mondo di pellegrini. Ci piacerebbe che il suo volto fosse indissolubilmente associato ai carismi della nostra piccola associazione.

In autunno le attività consuete, che di nuovo per la seconda ondata COVID diventano inconsuete, vedono il MSAC, orfano del proprio congresso, co-organizzare con ACR il NordSudOvestEst, orientamento scolastico per i ragazzi delle medie. Un ottimo e partecipato convegno regionale adulti, online ma con base nella nostra sede diocesana e organizzato dal nostro Settore Adulti, ha guidato un’attenta platea sui temi della fraternità e distanza.

Verso fine anno una sentita veglia dell’adesione, mista in presenza e online, impreziosita da un temporale con annesse tromba marina e grandinata nelle immediate vicinanze (visione apocalittica che non ha impedito ai presidenti parrocchiali di ricevere il mandato dal Vescovo in persona) chiude un 2020 che tutti ricorderemo.

L’anno solare nuovo non vede improvvisi cambi di rotta del virus, se non la speranza che viene dai vaccini, ma vede un mese della pace che l’AC di Trieste decide di celebrare unitariamente, sulla scia di molte altre associazioni diocesane. Dopo la consueta Messa per la Pace del 1 gennaio, tradizionalmente coordinata da AC, magari all’ultimo momento, magari in fretta, ACR organizza una settimana con proposte quotidiane per i ragazzi e le famiglie, coronata da una messa a GDO in presenza (e che presenza!); i giovani si rivedono a pregare per la pace a una messa serale a San Giovanni mentre adulti e famiglie ascoltano delle preziosissime testimonianze in diretta webinar. Riparte anche la formazione dei formatori, che vede un’alleanza tra ACR e Settore Giovani, con il supporto degli assistenti, per offrire tre serate online alla spina dorsale dell’elemento educativo dell’AC di Trieste per i ragazzi e i giovani, mentre gli adulti offrono il respiro della lectio, tenuta dall’assistente di settore, in presenza e online. Di nuovo e ancora gli adultissimi esplorano gli spazi di comunicazione possibile attraverso il mezzo radiofonico diocesano di Radio Nuova Trieste, che ospiterà delle trasmissioni targate AC.

In mezzo a tutto questo, l’abnegazione quotidiana con cui le parrocchie e i gruppi si sono reinventati spazi di prossimità, di formazione, di crescita, di presenza, di azione e sacrificio per usare due categorie mai stanche del nostro essere associazione.

E adesso siamo qui: nuove sfide, vecchi virus, sconfinate pagine bianche di storia associativa e di evangelizzazione possibile aspettano solo di essere scritte. Noi teniamo la barra diritta: leggiamo la storia e scriviamo il futuro guidati dallo Spirito: “senza la Tua forza, nulla è nell’uomo”. Lo abbiamo imparato da noi stessi: anche, e soprattutto, in zona rossa.

Con rinnovata stima e fiducia,

Arturo Pucillo

presidente diocesano

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