Editoriali


Quel che si vede, si pensa e si propone in Azione Cattolica a Trieste

“Ho un popolo numeroso in questa città”

Introduzione a cura del presidente Arturo Pucillo 

Si è da pochi giorni conclusa la XVII Assemblea nazionale di Azione Cattolica, che ha insediato il nuovo consiglio nazionale e gli ha affidato il documento assembleare con gli orizzonti tracciati a cavallo tra il passato e il futuro.

Il passato: un ingombrante anno fatto di pandemia, dolorose separazioni, faticosa risalita, relazioni a distanza cui è mancata la plasticità dell’incontro, piazze senza campanili e campanili lontani dalle loro piazze. Da questo vissuto teso e confuso è scaturita un’assemblea vissuta a distanza, ciascun delegato nelle proprie case, con un computer e una password a sancire la nuova relazione democratica tra eletto ed elettore, tra pensiero e parola, tra generosa disponibilità e prassi di quotidiano sacrificio.

Anche Trieste c’è stata, anche Trieste ha dato il proprio orgoglioso contributo alla vita democratica dell’associazione. Lascio alle parole della consigliera delegata per l’ACR Maria Letizia Iacopich il racconto della settimana assembleare, con lo sguardo fresco e rapito di chi vive per la prima volta la bellissima esperienza sinodale associativa su larga scala, e con l’augurio di assaporarne, in futuro, il frutto più maturo e saporito: in presenza, gli uni accanto agli altri, nelle accoglienti sale delle Domus associative romane! 

di Maria Letizia Iacopich

Un anno dopo. Un anno di attese, di dolori, di speranze, di incertezze ma anche di buoni propositi ha dato forma al diciassettesimo percorso assembleare nazionale che si è sviluppato nella settimana dal 25 aprile al 2 maggio.

Le giornate passate sono state ricche di emozioni, non facilmente descrivibili, e di momenti di passione associativa. La delegazione triestina era composta dal presidente Arturo Pucillo, dal vicepresidente giovani Nicholas Pellizer, dalla consigliera ACR Maria Letizia Iacopich e dalla neoeletta segretaria MSAC Caterina Carboni.  

Sotto il segno della Liberazione, il presidente Matteo Truffelli ha regalato a tutti i delegati e a tutti i partecipanti connessi un saluto intenso che ha superato gli schermi e le distanze.  

Le realtà diocesane hanno potuto incontrarsi virtualmente, da Nord a Sud, e fare esercizio di democrazia durante i lavori in piccoli gruppi sul Documento Assembleare. Ciascun delegato ha espresso pensieri e considerazioni al fine di rendere il Documento uno strumento concreto nel quale riconoscere lo stile peculiare ed esperienziale dell’AC.  

L’organizzazione della XVII Assemblea Nazionale ha reso possibile vivere sia giornate di lavoro sia momenti di discernimento e preghiera, personale e unitaria. 

Il popolo dei soci martedì sera è stato accompagnato dall’assistente generale, il Vescovo Gualtiero Sigismondi, a capire il senso del servizio in questo tempo incerto.  

“Siamo giardinieri, non padroni, di questo popolo numeroso che abita le nostre città”. Questo messaggio, che l’assistente generale ha voluto donare, ha guidato le considerazioni delle giornate successive: poche parole, ma di quelle giuste!  

Accompagnati dalla riflessione di monsignor Sigismondi e dall’ascolto della Parola durante la Veglia di preghiera, gli aderenti sono stati invitati a prendersi cura del prossimo come autentici testimoni di Lui.  

L’appuntamento successivo, reso pubblico sulle piattaforme, ha avuto al centro del programma l’esperienza dell’Associazione vissuta “sulla stessa barca” durante l’anno 2020. La serata, incentrata sul tema della pandemia, ha avuto due grandi protagonisti: Alessandro Sortino (autore televisivo) e Lucia Vantini (teologa e filosofa, docente dell’Università di Verona e vicepresidente del coordinamento delle teologhe italiane). Il contributo degli ospiti è stato prezioso e si è svolto proponendo l’ascolto di testimonianze, il confronto e il discernimento. 

Un giorno di pausa è stato necessario per dar modo ai delegati di ricaricarsi e di ricaricare le proprie scrivanie (quelle digitali).  

Il percorso del delegato era ancora lungo e ricco di appuntamenti di massima espressione della democrazia associativa. 

Nella giornata della Festa del Lavoro, i delegati diocesani si sono messi all’ascolto del presidente Truffelli avviando così l’ultimo fine settimana assembleare.  

Durante la mattina il Presidente ha relazionato l’esperienza del quadriennio passato aprendo nuovi scenari futuri per l’associazione. Le parole sono state tante, ma tutte quante hanno trovato dimora dentro noi delegati.  

Il discorso di Matteo Truffelli è stato molto motivante tanto che su questa buona onda di entusiasmo i rappresentanti diocesani, con una notevole dose di caffeina in circolo, si sono messi all’opera già dal primo pomeriggio.  

Pierpaolo Triani ha condotto la votazione online dei nuovi Consiglieri Nazionali, la presentazione e la votazione degli emendamenti che si è protratta fino a tarda sera per concludersi la domenica mattina. Tra un intervento e l’altro, condito da un po’ di buona musica, il percorso assembleare si è concluso con degli ospiti speciali: i bambini dell’ACR. I ragazzi hanno chiesto di votare a favore delle loro mozioni e di accendere assieme le luci per illuminare di Bellezza le nostre città. I sorrisi, gli occhi luccicanti e la gioia hanno conquistato tutti. Qualche lacrimuccia è scesa sulle guance, e la mozione è stata accolta! Per la prima voltam, una mozione dei ragazzi dell’ACR ha trovato casa in un corposo documento assembleare.   

Le lacrime sono continuate a scendere quando il Presidente uscente Matteo Truffelli ha letto il suo augurio per il nuovo Consiglio nazionale e ha ringraziato i suoi compagni di viaggio con i quali ha condiviso la responsabilità e la passione associativa.  

L’assemblea si è salutata con tanta tenerezza nel cuore, un po’ di stanchezza, ma tanta felicità e riconoscenza verso questa grande famiglia che è l’AC. Matteo Truffelli, infatti, ha voluto testimoniare la sua adesione fino alla fine e suggerire al nuovo consiglio alcuni spunti dai quali partire per questo triennio. 

Non mi permetto di sintetizzare il suo discorso, per questo motivo condivido un estratto.  

“L’importanza di voler bene” dal discorso conclusivo di Matteo Truffelli: 

  1.  L’importanza di voler bene al nostro tempo, guardando ad esso con lo sguardo della fede, che è sguardo di speranza. Vogliamo abitare questa difficile stagione e il futuro che ne scaturirà come seminatori di speranza. Vogliamo aiutare il Paese e il mondo a non chiudersi su se stesso, ad alzare lo sguardo, a cercare l’orizzonte per sognare insieme. Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne, come figli di questa terra. 
  1. L’importanza di voler bene alla nostra terra, quella in cui siamo radicati, il territorio in cui abitiamo e l’intero pianeta. 
  1. L’importanza di voler bene alla nostra Chiesa. Vogliamo bene alla Chiesa così com’è, a questa Chiesa, non a quella che vorremo fatta a nostra immagine e somiglianza.  
  1. L’importanza di voler bene alle persone. Voler bene in modo particolare a chi è più piccolo, più fragile, a chi è più solo, a chi ha meno speranza, a chi fugge dalla guerra e dalla povertà, a tutti coloro che hanno bisogno di sapere che c’è qualcuno che cammina al loro fianco, qualcuno che vede le ferite della loro vita e desidera accarezzarle. Che questa associazione rimanga popolare. Sappiamo di essere parte del popolo che appartiene a Dio, con il cuore, con le viscere e con le mani. Non far mai sentire qualcuno come un estraneo o uno straniero. 
  1. L’importanza di voler bene a chi si affida alla nostra passione educativa, una responsabilità che condividiamo come associazione e che l’associazione condivide con la comunità cristiana e con la comunità civile e che si attua attraverso tutte le esperienze e i momenti che fanno dell’AC ciò che essa è, non solo tramite gli incontri. 
  1. L’importanza di voler bene all’Azione Cattolica. Voler bene all’Azione Cattolica è sostenerla con il cuore, con il coraggio di raccontarla, di proporla, di promuoverla. Che poi promuovere l’associazione è una forma di generosità: non abbiamo il diritto di tenere per noi qualcosa che sappiamo non essere solo per noi.  

Siamo missionari e siamo generatori di Bellezza!! 

 Auguriamo una buona responsabilità e passione associativa ed educativa ai nuovi membri del Consiglio Nazionale. 

Settore Adulti: Paola Fratini, Massimiliano Bossio, Paola Panzani, Angela Paparella, Francesco Carrozzo, Renato Meli, Nicola De Santis. 

Settore Giovani: Lorenzo Zardi, Emanuela Gitto, Matteo Benedetto, Maria Chiara Carrozza, Tommaso Sereni, Giuditta Torrini, Alice Bianchi. 

ACR: Emanuele Lovato, Claudia D’Antoni, Maurizio Tibaldi, Claudia D’Angelo, Alberto Macchiavello, Giuseppe Telesca, Marta Zambon.

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