Generazioni


La vita in AC, giorno per giorno

Il Natale di Mission Moldova

di Luca Tedeschi

 

Abbiamo raggiunto via WhatsApp due giovani della diocesi di Trieste che sono partiti subito dopo Natale per alcuni giorni di servizio in Moldavia nel nome di Mission Moldova, associazione diocesana triestina che vede impegnati nelle sue attività diversi giovani che portano avanti il percorso formativo del Settore Giovani nelle loro parrocchie. Sono Sebastiano, 25 anni, della parrocchia della Beata Vergine delle Grazie e Damiano, diciottenne di Madonna del Mare.

Ragazzi ma come vi è saltato in testa di mollare amici, vacanze, panettoni e saltare su un aereo e volare ad est?

Non è la prima volta che vengo in Moldavia – racconta Sebastiano – e mi sembrava giusto dare continuità al progetto che seguo con Mission Moldova. A me invece – scrive Damiano – dopo aver sentito la testimonianza degli altri volontari, è stato proposto questo viaggio e ho accettato volentieri di partire per toccare con mano il lavoro che sta svolgendo l’associazione.

Cosa vi sta lasciando questa esperienza considerando che siete dei giovani in cammino?

Quello che sto capendo è che la maggior parte delle cose che abbiamo sono in fondo molto superficiali e questo inciderà sicuramente nel mio modo di vedere le cose e vivere le relazioni con i miei coetanei una volta tornato a casa – dice Damiano. Sebastiano, che come accennato non è la prima volta che si trova in Moldavia, ci confida che si iniziano a raccogliere i primi frutti delle attività che l’associazione ha svolto in questi anni e che sta portando avanti con non poche difficoltà. Questo tipo di esperienza ti fa vedere alcune delle periferie di cui parla papa Francesco, ti fa vedere le condizioni in cui vivono molte persone nel mondo, condizioni tutt’altro che dignitose e nel mio cammino di giovane di Ac posso portare questa esperienza agli altri per poter condividere con loro la possibilità di trovare soluzioni a questa situazione.

Ha senso quindi per un giovane oggi dare preferenza alle periferie e agli emarginati secondo quanto ci invita a fare il papa?

Rispondono assieme: Certamente sì! È lo stesso Gesù Cristo che ce lo chiede, stare con i poveri, gli ultimi, perché di essi è il Regno dei Cieli. Per questo da loro c’è solo che da imparare. È evidente che non è giusto che alcuni di noi vivano in condizioni adeguate ed altri no, Dio ci ha creati tutti uguali e dobbiamo far in modo che tutti siano in grado di vivere e non sopravvivere.

Ragazzi, una provocazione che va molto forte ai giorni nostri… ma ci sono tanti italiani poveri, bambini soli ecc., non potevate prima pensare a loro?

Tanti ci chiedono come mai proprio in Moldavia e non a casa nostra; chiaramente siamo impegnati su questo fronte anche a Trieste, ma il nostro obbiettivo è quello di aiutare le persone nel paese in cui vivono, in questo caso la Moldavia, per dare loro la speranza di un futuro migliore e perché scappare da qui per cercare fortuna non è l’unica soluzione.

Perdonate un’altra provocazione… state per tornare a casa per la fine dell’anno. Festeggerete, come è ovvio che sia, con amici ecc., ma al momento del brindisi di mezzanotte e delle lenticchie o del bacio sotto il vischio… cosa rimarrà della Moldavia?

Ci rimarrà la consapevolezza che tanto lavoro c’è da fare, non solo qui in Moldavia, che il progetto di Mission Moldova è molto ampio e che bisogna coinvolgere sempre più giovani, perché quello di cui ha più bisogno la Moldavia sono delle mani che sappiano donare, delle braccia che sabbiano abbracciare, degli occhi che sappiano corrispondere i sorrisi dei bambini che aiutiamo a costruirsi un futuro migliore.

Grazie a Seba e Damiano, buon lavoro là in Moldavia e buon rientro a casa!