Due passi in città


Quelli che... la sacrestia è confortevole e affrescata, ma non è esattamente casa loro. Ovvero: da laici cristiani, nel sociale e nel politico.

Comincia l’era Trump: cosa c’è da sapere

di Erik Moratto e Paola Godini

 

Capita spesso di sentir dire che Trieste è una città multiculturale, abitate da persone di diverse etnie confinanti, ma a ben guardare si scopre che anche una terra lontana come gli Stati Uniti d’America porta avanti, ormai da molti anni, la propria cultura, offrendola all’intera città. Infatti l’Associazione italo-americana offre corsi di inglese, la visione di film, incontri e dibattiti. Recentemente ha addirittura offerto un corso gratuito di inglese ai richiedenti asilo, non di rado dovendo persino insegnare le lettere dell’alfabeto.

Alla vigilia dell’insediamento del presidente eletto degli Usa Donald Trump, abbiamo pensato di chiedere al presidente dell’Associazione Leonardo Buonomo un approfondimento-socio politico sulle prospettive del cambio di leadership americano. Leonardo è anche professore di Letteratura americana all’Università degli Studi di Trieste e, soprattutto, un grande appassionato della vita degli Stati Uniti d’America.Leggi tutto

Amicizia negli US. The mystery of an encounter

di Francesca Zaccaron

 

È possibile l’amicizia negli US? Ma prima ancora: che cos’è l’amicizia? Semplici domande che mi stanno accompagnando in questi mesi americani. Come riuscire “a farsi degli amici” in breve tempo in un altro paese? Afferma Pavel Florenskij: «L’amicizia è condizione indispensabile della vita». Allora all’inizio si colgono tutte le possibilità per incontrare persone nuove: feste, gite fuori porta, sport, gruppi di formazione. Lo sforzo è immenso: il lavoro ingloba la maggior parte delle energie, le deadlines incalzano, la neve e il ghiaccio rendono tutto più impervio e… sdrucciolevole, l’inverno sembra “congelare” anche le relazioni. E all’entusiasmo iniziale subentra la routine e poi la resa di fronte all’evidenza: manca qualcosa, che all’inizio ancora non ha nome.Leggi tutto

Un Christmas Overseas. Due volti del nuovo mondo

di Francesca Zaccaron

 

Immediatamente dopo Thanksgiving, Boston ha cambiato volto e di settimana in settimana si è immersa nell’atmosfera pre-natalizia. Luci, vetrine, musiche alla radio e in tutti i negozi a ricordarci che il Signore, ah no, pardon “Santa” is coming. Ma anche iniziative benefiche, momenti di preghiera comunitaria e momenti conviviali. Da un lato l’espressione del consumismo, della frenesia, della ricerca spasmodica della gioia tra glitters e canzoni d’atmosfera; dall’altro la cura per ogni liturgia, per ogni incontro, per ogni cena insieme. Persino negli spettacoli di Natale vi è una commistione tra la nascita di Gesù e la presenza di (appunto) Santa Claus. Ma nel primo pomeriggio del 24 dicembre buona parte dei negozi chiude, e un dirigente di un supermercato intervistato alla radio afferma: «Facciamo in modo che alla Vigilia di Natale tutti i nostri dipendenti possano rientrare dalle loro famiglie. Mettersi in viaggio o semplicemente cucinare. E poi trascorrere del tempo insieme, intorno alla tavola imbandita». Leggi tutto