Editoriali


Quel che si vede, si pensa e si propone in Azione Cattolica a Trieste

Emergenza epidemiologica e attività associative

Care e cari aderenti e responsabili,
tutti noi viviamo con crescente apprensione lo sviluppo della pandemia da Covid-19, che quest’estate aveva allentato la sua pressione sulle nostre vite e le nostre quotidianità, ma ora rapidamente sta ricominciando a minacciare, oltre la nostra salute e le nostre attività di sostentamento, anche le attività associative.

Nei giorni scorsi la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emesso tre Decreti, rispettivamente il 13, il 18  e il 25 ottobre, che hanno iniziato a stabilire progressivi paletti alla nostra mobilità e vita relazionale per porre un argine alla diffusione del virus. Naturalmente, a diversi livelli di responsabilità associativa, ci siamo interrogati sulle conseguenze pratiche per gruppi, incontri, equipe, ecc.

Anche in seguito ai chiarimenti giunti dalla Presidenza nazionale di AC, dalla CEI e dalla Curia diocesana di Trieste, e sentiti gli approcci assunti dalle diverse associazioni diocesane trivenete, la Presidenza diocesana ritiene opportuno raccomandare quanto segue (a meno di ulteriori restrizioni che interverranno in seguito):

1.     Attività formative ricorrenti (gruppi, incontri): sono attuabili in presenza per ACR e giovanissimi se è garantito senza eccezioni il rispetto delle regole di accesso ai luoghi dell’incontro, dell’eventuale distanziamento reciproco, dell’igiene delle mani e delle superfici, dell’aerazione dei locali, come specificato nei diversi protocolli. Ricordiamo che le modalità delle attività parrocchiali devono essere concordate col parroco che è direttamente responsabile di ciò che avviene in parrocchia. Se tali condizioni non sono rispettabili, è necessario che le attività vengano svolte, ove possibile, on line. Per quanto concerne le attività formative di giovani e adulti è da preferire la modalità a distanza.

2.     Attività direttive (equipe, presidenze, consigli): il principio di massima prudenza suggerisce che vengano svolte a distanza; solo in caso di necessità, quindi ove dovesse essere necessaria per qualche motivo la compresenza fisica, sono attuabili in presenza a patto che siano garantite le regole di cui al punto 1.

3.     Attività occasionali che prevedano un numero consistente di presenze (giornate/due giorni formative, convegni, ecc.): vanno riorganizzate in modalità on line o rimandate, ricordando che le forme congressuali e convegnistiche sono esplicitamente vietate dai DPCM.

Al di là delle regole e delle interpretazioni, ricordiamoci che le nostre vite e i nostri stili sono testimonianza, sempre. Che i nostri gruppi possano diventare focolai Covid, è nell’ordine delle cose… ma non lasciamo che lo diventino perché non abbiamo applicato con la dovuta attenzione protocolli e raccomandazioni.

Grazie a tutti!

Arturo Pucillo

Presidente Diocesano

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